LA RIFORMA

Province Abruzzo: «lavoro garantito per 712 lavoratori»

Dopo la “cancellazione” delle Province la Regione vara il riordino

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

590

Province Abruzzo: «lavoro garantito per 712 lavoratori»


ABRUZZO.  Dopo diciotto mesi di lavoro la riforma Delrio sulla cancellazione della Province, in Abruzzo, trova compimento. Gli ultimi quattro accordi Regione-Province sono stati firmati ieri dai presidenti della Province e dal vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, che fin dall'inizio ha gestito il difficile passaggio di gran parte del personale delle Province nell'organico della Giunta regionale.

Lolli ha fornito i numeri di diciotto mesi di lavoro: 712 gli esuberi dichiarati a gennaio 2015, cioè con l'entrata in vigore della norma che imponeva agli enti territoriale di riassorbire il personale in esubero. Di questi, 210 sono andati in pensione con le norme agevolative "pre Fornero"; 160 sono transitati in Regione dopo un primo accordo, a cui si sono aggiunti altri 85 in ragione degli accordi sottoscritti oggi. Totale 245 dipendenti che si vanno ad aggiungere all'organico regionale.


«Un carico finanziario non indifferente per la Regione - ha spiegato Lolli - a cui l'Ente farà carico con risorse del proprio bilancio, ma già queste cifre fanno capire quanto sia stata complessa la partita».

Oltre a questo personale, figurano poi 54 lavoratori che hanno usufruito della possibilità di andare in altri enti. Rimane ancora da definire il personale del Centri per l'impiego: 177 addetti in tutta la regione che, nelle intenzioni del governo, entreranno a far parte, da qui a due anni, dell'Agenzia nazionale per il Lavoro di prossima costituzione.

«Nel frattempo - spiega Lolli - a questo personale sarà la Regione a garantire la retribuzione; entro il mese di settembre contiamo di chiudere gli accordi bilaterali Regione-Province per ogni Cpi, in attesa, naturalmente, che la riforma della governance del lavoro arrivi a compimento a livello nazionale».


Sul fronte dei servizi, la Regione «garantirà l'organizzazione di quelli tornanti nella propria competenza».

In quella provinciale sono rimaste la manutenzione delle strade e le scuole, mentre alcuni servizi sono passati nella competenza dei Comuni, tra cui il servizio del trasporto scolastico dei ragazzi diversamente abili.

«Su questo fronte - ha detto Lolli - non lasceremo da soli i Comuni a gestire un servizio importante e essenziale per le famiglie e che necessita di importanti risorse finanziarie. Fino alla fine del 2016 ai Comuni abbiamo garantito contributi in grado di garantire la copertura del servizio. Dal 2017 dovremo reperire altre risorse, anche se il sistema della Regioni ha deciso di chiedere al Governo contributi diretti per finanziare il trasporto disabili».

Con gli atti finale si apre la partita delle biblioteche ex provinciali, «sulle quali la Regione dovrà ridisegnare l'offerta culturale sul territorio».

Di «generale razionalizzazione» del personale regionale ha parlato il direttore generale Cristina Gerardis.

«L'ente si è trovato a gestire un passaggio delicato nei rapporti lavorativi - ha detto - ma gli accordi sul personale provinciale impongono l'avvio di un percorso di razionalizzazione in grado di contemperare competenze e carichi di lavoro nelle diverse strutture regionali».