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Autostrade. Fit Cisl Abruzzo: «Strada Parchi rispetti accordi e mantenga casellanti»

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Autostrade A24 e A25, il casellante non serve. Tar dà ragione a Strada dei Parchi


 

L'AQUILA. «Strada dei Parchi macina utili, e deve rispettare gli accordi con i lavoratori evitando esuberi e accorpamenti, pagare i premi di produzione, non sguarnire i caselli automatizzati della presenza fisica dei suoi addetti, anche per ragioni di sicurezza».

Così il segretario della Fit Cisl Abruzzo, Armando Grassi, riaccende la vertenza interna alla società che fa capo alla holding dell'imprenditore pescarese Carlo Toto, e che gestisce le autostrade A24 (Roma-L'Aquila-Teramo) e A25 (Torano-Pescara). Gli oltre 470 lavoratori in queste settimane temono infatti - afferma il sindacato - che nonostante gli scioperi di primavera, e l'apparente passo indietro della società, a breve si procederà a rimuove il presidio fisico in otto caselli, quelli di Manoppello e Torre de' Passeri (Pescara), Magliano de' Marsi, Pescina, Cocullo, Tagliacozzo, Tornimparte e Assergi (L'Aquila), oltre a Ponte di Nona nel Lazio. Caselli, dice il sindacato, che saranno completamente automatizzati, senza casellante in carne ed ossa.

E non solo: il sindacalista teme che la società porti a termine anche una pesante ristrutturazione, che prevede diminuzioni di uffici, trasferimento da una sede all'altra del personale, in particolare di 75 dipendenti su un totale di 130 dalla direzione di Roma, alla sede di Chieti.

E ancora, l'attenzione della Fit Cisl Abruzzo è sull'esternalizzazione di varie attività, con relativo esubero di personale, che potrebbe rappresentare l'anticamera della riduzione di personale. In particolare si teme la dismissione dei centri operativi, che gestiscono i caselli automatici, di Magliano dei Marsi, Tornimparte e Manoppello, con tali le funzioni concentrate a Roma. Infine c'è la rabbia per i mancati pagamenti dei premi di produzione.

«Strada dei Parchi - ricorda Grassi - ha vinto un ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, contro una circolare del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che obbligava tutte le concessionarie autostradali d'Italia a garantire il presidio fisico, l'impiego di un casellante in carne ed ossa, in ogni casello autostradale. I sindacati hanno a loro volta fatto ricorso al Consiglio di stato. Il timore è che però a gennaio Strada dei Parchi, forte di questa sentenza proceda alla dismissione del presidio negli otto caselli».