ARGINI FRAGILI

Sanità, conti impazziti dopo il pareggio di bilancio: altro che uscita dal commissariamento

Il verbale del tavolo di monitoraggio sconfessa l’assessore Silvio Paolucci

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Sanità, conti impazziti dopo il pareggio di bilancio: altro che uscita dal commissariamento

Paolucci e D'Alfonso

ABRUZZO. Alla fine il verbale del tavolo di monitoraggio è comparso e conferma quanto avventate siano state le dichiarazioni trionfali dell’assessore Silvio Paolucci che ha precorso di molto i tempi e superato troppe incognite ancora da sciogliere.

Nei fatti non c’è stata nessuna uscita dal Commissariamento come aveva detto (da solo) PrimaDaNoi.it mentre lo stuolo dei media raccontava altro, ovvero di trionfi che non ci sono.

Il Ministero della Salute conferma la posizione già espressa in altre sedi e momenti istituzionali, ritenendo che debbano essere predefiniti i criteri da soddisfare ai fini dell’uscita dalla fase di commissariamento, e pertanto ritiene che non ci siano le condizioni per esprimersi al riguardo.

Dunque in questo momento (luglio 2016, ultimo tavolo di monitoraggio), «non ci sono le condizioni per esprimersi sulla vostra richiesta di uscire dal commissariamento».

In Abruzzo però è stata raccontata tutta un’altra storia.

Curiosità: sul punto si esprime solo il ministero della Salute e non il "Tavolo e Comitato", come ha fatto la volta precedente, nel verbale di aprile.

Perché questa anomalia?

Poi sui conti sembra evidenziarsi una buona notizia: tavolo e comitato prendono atto che i dati di conto economico relativi al I trimestre 2016 (e solo il primo) evidenziano, per l’anno 2016, il profilarsi di una situazione di equilibrio riservandosi una nuova valutazione nei prossimi trimestri.

Se, dunque, il controllo è rimandato ai prossimi trimestri almeno per questo periodo non vi sarà alcuna uscita dal commissariamento anche perchè le questioni irrisolte sono tante e spinose.

SOLDI CHE NON RITORNANO....
Una di queste è legata al trasferimento progressivo di liquidità dal conto corrente ordinario al conto corrente sanità. In precedenza era stata distratta una somma pari a 80mln di euro che è stata spostata per esigenze di quadratura di bilancio complessivo dell’ente.

Tavolo e Comitato, dopo aver ricordato il mancato trasferimento e aver accettato una nuova tempistica (30/06/2016; 30/09/2016; 31/12/2016) per trasferire tale somma «prendono atto dell’avvenuto trasferimento della prima tranche ricalendarizzata e rimangono in attesa del pagamento delle successive tranches».

Come se fosse stato detto: «prima ridate l'intera somma che avete distratto per usi non attinenti alla sanità e poi parliamo di uscita dal commissariamento».

Il tavolo di monitoraggio, inoltre, certifica  che la Regione Abruzzo, nel conto consuntivo 2015, presenta un disavanzo di 6,808 mln di euro il quale si sarebbe generato principalmente a causa dei mancati accertamenti ed impegni effettuati dalla Regione con riferimento al Fondo per i farmaci innovativi e alla risorse per pay-back.

In altri termini, le industrie farmaceutiche hanno restituito una somma di circa 7mln di euro alla Regione Abruzzo per dei meccanismi sui prezzi dei farmaci ma anche queste cifre non sono ancora finite nel bilancio della sanità ma si trovano a tappare buchi di contabilità generale.

La cosa più preoccupante è che in ordine alla quantificazione del tetto di spesa complessivo 2015 questo non corrisponde agli obiettivi previsti con il Programma Operativo 2013-2015 secondo il quale, rispetto al 2014, nel 2015 avrebbero dovuto realizzarsi risparmi per circa 6 mln di euro, di circa 12 milioni di euro rispetto al 2013.

E più passa il tempo più la questione conti preoccupa sia perchè pare impossibile contenere la spesa sia perchè si tappa un buco e se ne aprono altri tre.



IL FIUME DI SOLDI VERSO L'UNIVERSITA' DI CHIETI

Per esempio il Consigliere regionale di Abruzzo civico, Mario Olivieri, sferra una offensiva contro la Asl di Chieti perchè continua a chiudere bilanci  con consistenti disavanzi, «impedendo in tale modo la fuoriuscita della nostra Regione dal commissariamento».

Olivieri si riferisce, in particolare modo, al fatto che la Asl nel 2015 ha corrisposto al laboratorio di genetica molecolare del Dipartimento di Scienze Psicologiche dell’Università di Chieti la somma di euro 400.000 per prestazioni inserite nel tariffario regionale, come da convenzione stipulata con lo stesso Dipartimento.

 Il costo delle prestazioni erogate, e parliamo in gran parte di diagnosi di tumore alla mammella, è di gran lunga superiore a quello delle prestazioni che avrebbero potuto erogare le due strutture universitarie preesistenti di genetica, da anni convenzionate con la Asl.

 A questa situazione si aggiunge il caso di una seconda convenzione della Asl 2 Lanciano Vasto Chieti stipulata con l’Università  di Chieti per l’esecuzione delle risonanze magnetiche nucleari (RMN) al costo complessivo di circa euro 700.000 annui, mentre l’ospedale clinicizzato di Chieti non è dotato di un apparecchio RMN, che avrebbe potuto acquistare utilizzando la stessa somma stanziata per il pagamento delle prestazioni in convenzione.

 Olivieri ricorda, altresì, che «il Decreto Legislativo 502/92, in materia di Riordino sulla Sanità, stabilisce che in caso di violazioni del principio del buon andamento e di imparzialità della amministrazione, o in caso in cui la gestione presenti una situazione di grave disavanzo, la Regione è tenuta a  risolvere il contratto dichiarando la decadenza del direttore generale».

Solo due esempi di dubbia gestione che in più di uno avrebbero dovuto notare e verificare.

Forse per questo il commissario D’Alfonso ha di recente emesso alcuni decreti che inchiodano i manager a rispettare la spesa programmata.

 Sono stati firmati due decreti, uno solo per la Asl Pescara per la quale si teme un disavanzo di 30mln, mentre Chieti di 60mln, a chiusura 2016.

Cioè il rischio di una paurosa impennata verso il basso per i debiti ci riporterebbe lontanissimo dall’uscita dal commissariamento e questa è ipotesi più che concreta e che nessuno vorrebbe.

C’è poi la questione che pone seri interrogativi ancora non fugati che riguarda le cliniche private e nello specifico un contenzioso azionato da Synergo-Pierangeli su prestazioni extrabudget del 2010 fatturate a dicembre 2015.

Ma questa è un’altra storia…