ETERNO SCONTRO

Mario Di Marco: «metto a disposizione la mia professionalità ed in Campania l’incarico è gratis»

La risposta piccata alle punzecchiature di ieri di Mauro Febbo

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Mauro Febbo

Mauro Febbo

ABRUZZO. Inevitabili le vecchie ruggini si aggiornano e riemerge lo scontro tra Mauro Febbo e Mario Di Marco dopo la notizia che quest’ultimo è stato nominato in Campania come deus ex machina delle Universiadi e dopo che gli ultimi giochi del Mediterraneo sulla spiaggia Pescara 2015 hanno lasciato un buco di oltre 200mila euro.

Di Marco precisa pacatamente ma con nettezza quelle che ritiene di dimostrare «falsità»   e «distosioni»

«L’articolo che mi riguarda è l’alterazione della verità. Il signor Febbo è stato querelato per tutti i reati che continua a reiterare, in questa sua guerra santa a mò di psicosi contro il sottoscritto», esordisce andando subito al merito della questione.


DI  MARCO DICE:

Le precisazioni servono per dimostrare le falsità asserite:

1. Io non ho fatto parte di nessun coordinamento dei Giochi del 2015 e quindi non capisco la responsabilità di cui dovrei essere il destinatario. In più mi preme precisare che questi Giochi furono assegnati nel 2013 a Mersin in Turchia. Quella partita mi vide protagonista a mie spese sulla vittoria su Marsiglia, tutto il lavoro svolto per arrivare al prestigioso successo, su una Città che da sola è più grande dell’intero Abruzzo, non mi è stato mai pagato.

2. Dagli Europei di basket io ho ricevuto per circa tre anni 24.000 euro di rimborsi spese, quindi le centinaia di migliaia di euro citati nell’articolo sono falsi.

3. Il Master Plan trovato ai Giochi del 2009 era di circa 83 milioni di euro e non 50 come scritto nell’articolo, quindi falso.

4. Si parla di dipendenti non pagati, anche questo falso. Tutti i dipendenti da Eurobasket, Pescara 2009 e da quel che mi dicono Pescara 2015 sono stati tutti pagati come certificato nei documenti sottoscritti anche dai sindacati.

5. Il Comune di Pescara non ha versato nemmeno un contributo né a Pescara 2009 né ai Giochi del 2015. In cambio ha avuto solo per gli impianti 35 milioni di euro a partire dallo Stadio Adriatico. È la prima volta nella storia dello sport mondiale che la Città che organizza non mette soldi.

6. Il costo del personale di Pescara 2009 è stato pari al 12 % del budget lontano dalle percentuali di tutti gli altri eventi. Se gli enti pubblici utilizzassero lo stesso criterio l’Italia avrebbe un bel po’ di debito pubblico in meno, esempio pratico: i Giochi del 2009 l’investimento sugli impianti è stato pari a 40 milioni di euro, il costo di progettazione e direzione dei lavori avrebbe pesato per 4 milioni di euro invece, il tanto sprecone comitato dei Giochi ha pagato solamente 260.000 euro. Lei lo ritiene uno spreco???

7. Uno fa fortuna quando mette a disposizione le sue capacità professionali a titolo gratuito o quando viene super pagato???? L’incarico in Campania è a titolo gratuito!!!!


LE RESPONSABILITA’

«Per quanto concerne poi le responsabilità», aggiunge Di Marco, «fareste bene a chiedere a chi date spazio (chiedere Assessore Masci per conferma di quanto scrivo in seguito) che fine hanno fatto i 14 milioni dei fondi Fas ottenuti con lo Sport. Dopo gli eventi che lui contesta la Regione Abruzzo ha ottenuto, unica Regione d’Italia, 14 milioni di fondi Fas grazie ai grandi eventi sportivi svolti in Abruzzo. Nei due eventi la Regione Abruzzo ha investito 8 milioni in tutto, meno di 4 per Eurobasket e poco più di 4 nei Giochi del 2009 quindi, la Regione ha riavuto più di quanto speso (quasi il doppio). La Giunta di centro destra deliberò che il 50% andava utilizzato per la ristrutturazione di impianti mentre l’altro 50% quindi 7 milioni, era destinato agli eventi sportivi di prestigio. In realtà di quei 7 ne sono rimasti scarsi 1,5 messi a disposizione dei Giochi del 2015 mentre a tutt’oggi non si conosce a quali grandi eventi sportivi sono stati assegnati gli altri 5,5 milioni. Il Comune di Pescara dovrebbe oggi contribuire con 250.000 euro ai Giochi del 2015??

In più sempre all’assessore Masci bisognerebbe chiedere quanto ha influito questo clima di falsità e di contestazione gratuita sulla rinuncia de L’Aquila e l’Abruzzo alle Universiadi proprio del 2019? »



«PALADINO DEI FORNITORI»  

Sempre nell’ambito delle precisazioni “pungenti” Di Marco tira fuori altre storie a cui fa riferimento senza dar modo tuttavia di comprendere con esattezza di cosa si parli.

«Un’altra bella nota», dice, «è quella che il paladino dei fornitori (Febbo? ndr) non dice però, che contro l’ordinanza della Corte d’Appello de L’Aquila la sua Giunta ha pagato due fornitori, sottraendo alla liquidazione ed agli altri creditori rimasti, risorse che avrebbero permesso di chiudere definitivamente Eurobasket.  Una piccola precisazione personale e che la somma scritta per i Giochi del 2009 è riferita a quasi tre anni. Il netto da me ricevuto è la terza parte di quello che percepiva il Direttore Generale dell’epoca che aveva portato il CIJM a togliere i Giochi a Pescara, ma all’epoca questo signore taceva».


DI Marco poi dice di non avere problemi a mettere a disposizione documenti e critica i giornalisti che  si prestano a giochi e strumentalizzazioni -secondo lui- e tira fuori un altro aneddoto enigmatico: quello del giornalista cacciato del giornale e «ritrovato» all’assessorato all’Agricoltura (di cui Febbo era assessore).