CORRENTI CARSICHE

D’Alfonso contro Pierangeli? Nel retrobottega della politica cambiano gli assetti

I bene informati descrivono l’esistenza di due blocchi: quello di Legnini e quello di D’Alfonso

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Luciano D'Alfonso

Luciano D'Alfonso

 

ABRUZZO. In politica nulla accade per caso. Chi conosce Luciano D’Alfonso sa che nessuna delle cose che fa sono casuali o senza un preciso significato.

Ecco perchè ha destato un certo scalpore la nota che il presidente della Regione e futuro ex commissario alla Sanità ha scritto al manager della Asl di Pescara per “invitarlo” ad avviare un recupero crediti nei confronti dell’imprenditore delle cliniche private più potente d’Abruzzo, Luigi Pierangeli.

Un foglio di carta che potrebbe essere la cartina di tornasole di quanto siano cambiati gli assetti veri della politica che oggi “comanda” in Abruzzo e questo alla luce di una serie di fatti che sono accaduti e stanno per accadere.

Nella nota D’Alfonso chiede al direttore generale dell’azienda sanitaria pescarese, Armando Mancini, di recuperare il credito di oltre 440mila euro che la stessa Asl -con tutti i pareri positivi anche della Regione- aveva pagato nel 2011 per i ricoveri dei primi 4 mesi del 2010 nelle cliniche di Pierangeli di pazienti non abruzzesi.

La cifra sarebbe il frutto di una serie di operazioni di compensazioni che terrebbe conto anche dell’extra budget contestato in quell’anno.

Secondo le cliniche dell’Aiop la Regione avrebbe promesso di pagare anche le prestazioni eccedenti il tetto stabilito all’epoca di Chiodi e Venturoni; ne nacque una denuncia penale ed il processo è in corso. E’ successo che nel novembre scorso Pierangeli e altre cliniche hanno emesso fattura per i soldi del 2010 ed avviato l’esecuzione forzata.

La Asl non si è opposta se non a pignoramento avviato ma il giudice ha rigettato ogni sospensione per cui secondo il tribunale di Pescara a Pierangeli vanno pagati i 4,5 mln di euro oggetto del pignoramento.

Una bella grana che PrimaDaNoi.it ha già raccontato e che è legata a triplo giro con i debiti della sanità e persino con l’uscita dal commissariamento.

Infatti la Regione, non si sa su quali basi, ha raccontato al tavolo di monitoraggio di una presunta marcia indietro di Pierangeli che avrebbe dovuto inviare note di credito che non sono arrivate.

Proprio su quelle note di credito che farebbero sparire il debito di 4,5 mln di euro della Asl di Pescara si legano l’equilibrio di bilancio e l’uscita dal commissariamento.

Questa vicenda tuttavia non è mai stata sviscerata e spiegata agli abruzzesi.

E’ probabile che dovendo pagare ora i 4,5 mln di euro, i 440mila euro già pagati all’epoca dalla Asl sarebbero potrebbero essere in più e dunque non dovuti. Se così fosse, come sempre, gli atti di D’Alfonso sono pienamente legittimi e ineccepibili ma possono raccontare anche dell’altro.

Anche dei rapporti non idilliaci tra D’Alfonso e Paolucci PrimaDaNoi.it ha già parlato (una notizia privatamente smentita con veemenza ma che non escluderebbe comunque una certa comunione di intenti su alcuni fronti).

Non è un mistero poi che Paolucci sia sempre stato vicino a Giovanni Legnini, oggi potentissimo vice presidente del Csm, mentre si è raccontato del poco dialogo tra Legnini e D’Alfonso.

Nel frattempo sono accadute cose, come per esempio l’affaire La City che D’Alfonso ha difeso a spada tratta nonostante l’inchiesta.

Una iniziativa che di fatto cancellerebbe per sempre le veillità decennali di Pierangeli che pure sotto Del Turco stava per fare il colpaccio con la costruzione della nuova sede a Pescara della Regione Abruzzo.

C’è chi racconta che Pierangeli abbia seguito con attenzione l’inchiesta e non abbia gradito quanto fatto anche da D’Alfonso e non sarebbero serviti gli aumenti di budget alle cliniche e il travaso di posti letto da Villa Pini a Villa Serena.



C’è allora chi racconta di un inedito feeling tra il ras delle cliniche abruzzesi (uscito pienamente vittorioso da Santopoli che ha cancellato il suo eterno rivale, Enzo Angelini, e acquistato Villa Pini)  e l’assessore Paolucci, una sponda utile per intrecciare nuovi dialoghi magari pure con Legnini.

Pierangeli avrebbe già incontrato il vice presidente del Csm con il quale si sarebbe instaurata una certa sintonia.

Sullo sfondo il palazzo di giustizia dove ha sede la procura, ancora sprovvista del nuovo procuratore capo che sarà catapultato in riva all’Adriatico proprio dal Csm.

Mentre si gioca un’altra partita importante per il passaggio di mano del giornale monopolista in Abruzzo, Il Centro, che sarà venduto e l’offerta che ha destato più clamore è quella di Toto, da sempre amico di D’Alfonso.

Ma anche Pierangeli, già editore di Rete 8, ha presentato una sua offerta dando vita ad una competizione con qualche frizione anche nel campo editoriale mentre la politica locale a volte  attende a volte i dà da fare.

Se l’amore tra Pierangeli e D’Alfonso è davvero terminato allora il presidente potrebbe avere molte armi dalla sua per ingaggiare una guerra soft che non faccia troppo clamore.

Ma potrebbe anche avere più ragioni per rimanere nel commissariamento della sanità dove in materia è lui ad avere l’ultima parola.

Con l’uscita, viceversa, Paolucci, avrebbe più margine di manovra.