POLITICA REGIONALE

Consiglio regionale, ancora scontro sulla sanità e assenze contestate nel centrosinistra

Proteste fuori dell’aula e fondi per L’Ara

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Consiglio regionale, ancora scontro sulla sanità e assenze contestate nel centrosinistra

ABRUZZO. Non poteva che iniziare tra le polemiche il consiglio regionale di ieri, appena dopo la contestatissima approvazione in giunta del piano sanitario bocciato dai consiglieri regionali; quello che doveva essere presentato e discusso dall’assemblea e che invece è stato calato dall’alto da commissario e assessore Paolucci.

Un modo di fare che sta creando molte frizioni e sta segnando il punto più basso del gradimento dell’attuale giunta che proprio in questo periodo preme l’acceleratore contemporaneamente su una serie di opere a vario titolo contestate e imposte.


Bagarre, dunque, in apertura di lavori del Consiglio regionale cominciato con circa tre ore di ritardo.

Consiglieri del M5S e di Forza Italia sono intervenuti protestando a voce alta minacciando proteste clamorose perché «con l'approvazione del piano sanitario regionale da parte della giunta nel pomeriggio - hanno detto -, si è calpestata la dignità del Consiglio regionale in quanto l'ordine del giorno licenziato la scorsa settimana prevedeva il blocco del piano sanitario».

«E' strano che venga approvata una delibera in assenza del commissario D'Alfonso, che va contro il pronunciamento del Consiglio regionale che è sovrano», ha tuonato Mauro Febbo consigliere regionale di FI e presidente della Commissione di Vigilanza, il quale ha chiesto l'immediata convocazione della Giunta per il regolamento, che è stata posticipata al termine della seduta.

Dopo alcuni tentativi di rinvio sono state esaminate interrogazioni e interpellanze con il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, che ha avuto il suo da fare per far mantenere un clima sereno.

Dagli scranni dei grillini è comparso uno striscione con la scritta "La salute non è affare per pochi".

«In Regione Abruzzo il PD sta smantellando la sanità», ha detto Sara Marcozzi, «prima chiudono ospedali, reparti, guardie mediche e pronto soccorsi e poi vorrebbero autorizzare la costruzione di nuovi ospedali in Project Financing. Sempre meno cure per i pazienti e sempre più cemento per gli speculatori! Stiamo combattendo da due anni nelle commissioni, in consiglio, nelle piazze, nei presidi che ispezioniamo quasi quotidianamente per parlare direttamente con gli operatori e con i pazienti. Oggi abbiamo ribadito la nostra posizione durante la seduta del Consiglio Regionale. Per la seconda volta consecutiva il Presidente Luciano D'Alfonso è assente. Loro si nascondo dietro la tagliola dal decreto Lorenzin, fingendo di dimenticare che è il loro ministro della Salute».

La maggioranza di centrosinistra aveva convocato nel pomeriggio una riunione che poi non si è svolta. Sottolineata da più parti l'assenza del presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, in vacanza «per 150 ore» .


CLIMA TESO IN MAGGIORANZA

A parte le sceneggiate ed i documenti di maggioranza che di fatto vorrebbero sovrascrivere la decisione del consiglio regionale, Pd & co non sembrano godere di un clima idilliaco, con piccoli screzi che poi si palesano proprio durante il momento della votazione con assenze ingiustificate.

Già da tempo il più critico è sembrato l’assessore Donato Di Matteo che in più occasioni è sembrato caustico verso alcuni colleghi di giunta mentre ha difeso a spada tratta l’assessore Paolucci da critiche.

E ieri ha sentenziato: «Questa non è la sede dove si fanno i giochetti».

«Ci sono comportamenti ingiustificabili di componenti della maggioranza di centrosinistra», ha detto, «ci sono consiglieri che vanno e vengono senza avvisare, basta con questi atteggiamenti irresponsabili - ha detto - non è la sede dove si fanno i giochetti, questa è la sede del Consiglio regionale».

L'assemblea si apprestava a votare la legge europea ma con la constatazione che la maggioranza senza le opposizioni non ha i numeri.

A sottolineare lo stato delle cose è stato il consigliere di Forza Italia Mauro Febbo, tornato a minacciare proteste clamorose «se non si ripara l'errore - ha detto - dell'approvazione del piano sanitario, nonostante qualche giorno fa il Consiglio abbia votato un documento che ne prevede il blocco».

Tra gli assenti nella maggioranza, oltre al presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, i consiglieri del Pd Pierpaolo Pietrucci e dell'Idv Lucrezio Paolini, entrambi poi rientrati. Sull'argomento è intervenuto anche il capogruppo del Pd, Sandro Mariani: «Non sono quello che dice che va tutto bene, nella maggioranza c'è un problema, ma anche nel centrodestra i colleghi teramani sono spesso assenti».

Alla fine il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proroga fino alla fine della consiliatura della commissione speciale per le modifiche alla legge elettorale e per l'attuazione e le modifiche allo statuto.

Hanno votato a favore la maggioranza di centrosinistra e il centrodestra, contrari i consiglieri del M5S. Per centrosinistra e centrodestra, come hanno sottolineato il consigliere del Pd Camillo D'Alessandro e quello di Fi Emilio Iampieri, il rinvio si è reso necessario perché in campo nazionale la riforma costituzionale è legata all'esito del referendum, esito che influenzerà anche l'attuale legge elettorale, l'Italicum. Molto dura la consigliera grillina Sara Marcozzi per la quale «ogni volta c'e un problema nazionale, è stato cosi' per la riduzione degli stipendi, ora lo e' per la riforma elettorale, state cambiando la forma di stato ma perderete il referendum»  ha spiegato rivolgendosi ai consiglieri di maggioranza.

Sono inoltre stati approvati due provvedimenti amministrativi: con il primo si effettua una modifica al Piano Regionale per il diritto agli studi universitari, con il secondo si è approvato l’applicazione dell’avanzo di amministrazione dell’esercizio 2015 (Bilancio del Consiglio regionale) e l’assestamento generale dei conti. Rinviate l’elezione di quattro componenti del Collegio regionale per le Garanzie Statutarie e quella del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.


GLI ALLEVATORI PROTESTANO

E fuori un folto gruppo di allevatori, accompagnati dai sindacati Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, protagonista di un presidio di fronte a Palazzo dell'Emiciclo, per «verificare l'adozione della variazione di bilancio a favore dell'Associazione regionale allevatori (Ara) per la predisposizione del trasferimento di fondi». L'Ara, nelle tre sedi, ha 53 dipendenti che sono senza stipendio da 33 mesi. «L'Ara è in condizioni molto difficili - ha spiegato il sindacalista della Cisl Antonello Maurizi -. La Regione deve intervenire con una variazione di bilancio e poi bisogna porre le basi per una legge ad hoc senza stare a pietire ogni volta questi palliativi».

Dopo la protesta il Consiglio ha votato il provvedimento legislativo che stanzia un contributo di 486 mila euro per l’ARA (Associazione regionale Allevatori) ed un contributo straordinario di 500 mila euro per il Consorzio di Bonifica Sud-Vasto. Respinto il provvedimento che chiedeva l’abolizione del Consorzio Bim Tordino – Vomano.