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Variante Toto: il progetto autostradale lievita da 5,8 a 6,5 miliardi

Forum H20: «trattano i soldi dei cittadini come noccioline, ora siamo a 13.000 miliardi delle vecchie lire».

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Variante Toto: il progetto autostradale lievita da 5,8 a 6,5 miliardi


ABRUZZO. Ma quanto costa il progetto dei Toto, ovvero la modifica del tracciato autostradale dell'A24 e dell’A25?


Se fino a ieri si era parlato di 5,7 miliardi di euro (tutti a carico del privato), in una intervista rilasciata oggi al TG3 Regionale dall'Ad di Autostrada dei Parchi Spa, Cesare Ramadori ha rivelato che il costo del mastodontico progetto per i buchi autostradali sarebbe lievitato a 6,5 miliardi di euro.


A cosa è dovuto questo aumento? Impossibile dirlo: così dopo i dubbi ambientali e quelli sismici arrivano anche quelli economici


«Peccato non poter consultare il Piano economico-finanziario dell'iniziativa che sta continuando a viaggiare tra L'Aquila e Roma su una corsia praticamente segreta», denuncia il Forum dell’Acqua.
«Eravamo rimasti a "soli" 5,8 miliardi. Ormai abbiamo paura a fare nuove conferenze stampa sul progetto perché non vorremmo ulteriori aggravi di spesa. Oggi siamo arrivati alla "modesta" cifra di 13.000 miliardi delle vecchie lire. Questi soggetti privati si permettono di parlare in questo modo solo perchè trattano dei soldi degli altri, visto che il costo ricadrebbe sui cittadini che, ricordiamo, devono ricorrere ad un servizio di tipo monopolistico come quello autostradale. Ci saranno tariffe capestro, senza considerare l'incredibile costo ambientale».


Al Messaggero invece il presidente della Regione Luciano D’Alfonso si è affrettato a dire che non si può ancora parlare di un progetto definitivo perché la proposta deve essere vagliata e validata dal ministero.
Ma anche su questo il Forum ha da controbattere: «pare cascare letteralmente dalle nuvole. Dimentica di aver trasmesso di suo pugno un parere favorevole di massima senza aver garantito alcuna discussione pubblica e senza analisi di tipo ambientale. Un parere di cui si ignora l'esatta classificazione dal punto di vista amministrativo, visto che ci pare posizionarsi al di fuori di procedure dettate dalla Legge 241/90 sui procedimenti amministrativi».
Da qui la richiesta del Forum di ritirare l’atto.

Tornano a dire no al progetto anche i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi e Domenico Pettinari che ricordano che persino il ministro Delrio più volte fatto presente che la Società Strada dei Parchi S.p.A. non ha la titolarità per presentare un progetto di tale portata e che, in caso contrario, il Ministero per primo, e non la Regione, dovrebbe motivare la necessità di dover effettuare detti lavori, poi indire una gara pubblica e stipulare una nuova convenzione, valutando prima la sostenibilità del progetto in termini di impatto ambientale e finanziario, anche a tutela degli utenti viaggiatori.

«Malgrado i continui richiami alla corretta procedura, questa però non sembra essere di gradimento al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. Il dubbio- scrivono i consiglieri del M5S - è che si voglia portare avanti il dibattito, anche sulla stampa, solo per giustificare qualche forzatura da parte del Governo regionale, sulle quali il M5S è già pronto a vigilare attentamente».


Il M5S Abruzzese è pronto a interessare i colleghi alla Camera dei Deputati e al Parlamento Europeo, il Ministero competente e la Commissione Europea per chiedere la verifica della procedura adottata.


E mentre sulla pagina web del Wwf è comparsa la scritta “Un nuovo scempio minaccia la natura abruzzese”, al coro del no in queste ultime ore si aggiunge anche la Fiab, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta - Coordinamento Abruzzo-Molise.


L’associazione parla di «opera faraonica, dai costi esorbitanti, che porterebbe piu' svantaggi, con danni ambientali enormi, che benefici, questi ultimi limitati, per lo piu', al fatto di arrivare qualche minuto prima a destinazione in auto (oltre a quelli per il costruttore)», come sottolinea il coordinatore interregionale Giancarlo Odoardi. «Piuttosto - prosegue Odoardi - si investa finalmente sulla tratta ferroviaria Pescara-Roma, ottimizzando i tempi di percorrenza, modernizzando il materiale viaggiante e permettendo il trasporto delle biciclette sui convogli, in numero sufficiente per sviluppare una vera mobilita' alternativa da e verso la capitale».

«TUTTO AUTOFINANZIATO»

In una intervista al Centro rilasciata al direttore Mauro Tedeschini, l’ad di Toto, Ramadori, spiega che l’investimento complessivo è di sei miliardi di euro, «tutto autofinanziato a fronte di un allungamento della concessione». E l’amministratore delegato spiega pure che parte di questa somma, circa 2 miliardi e mezzo, «dovrà essere spesa comunque per l’adeguamento sismico dei viadotti, perché l’autostrada nel 2012 è stata dichiarata strategica per gli interventi di Protezione Civile. Ed entro il 2019 dobbiamo adeguare alle normative tutte le gallerie, che peraltro hanno dimostrato di essere il massimo della sicurezza in caso di terremoto».

Ramadori sostiene anche che se il progetto andasse in porto «lavorerebbero 20mila persone per dieci anni, il che per una regione come l’Abruzzo non è trascurabile. Quanto ai profitti, tutti sanno che A24 e A25 lavorano in perdita e che il gruppo Toto dal 2003 e oggi ha dovuto ripianare il capitale per 170 milioni. Siamo disposti ad ascoltare tutte le obiezioni, purché sensate. E ora iniziamo la trafila delle autorizzazioni: se tutto andrà bene, a marzo prossimo potremmo aprire i primi cantieri».