GIOCHETTI E REGALI

Paolucci ed il gioco delle tre carte sui posti letto per celare l’ennesimo regalo alle cliniche

Mancano i numeri sulla riabilitazione pubblica: ecco perchè

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Paolucci ed il gioco delle tre carte sui posti letto per celare l’ennesimo regalo alle cliniche

 

ABRUZZO.  «E’ solo grazie alle leggi del centrosinistra che oggi la Regione può liberarsi dai ricatti delle cliniche private. E’ giunto il momento di parlare del dramma della sanità  pubblica, dove le liste d’attesa si allungano oltre ogni limite di tollerabilità  e dove il personale è ormai sfiancato. Uno scenario per il quale la giunta Chiodi non solo non ha mosso un dito, ma non è riuscita neppure a scrivere un rigo di buone intenzioni».

Con queste affermazioni l’agguerrito segretario del Pd, Silvio Paolucci, nel 2010 sembrava tutta un’altra persona: allora era all’opposizione e sparare su chi governa è sempre facile.

Ma una volta passato all’altra sponda, l’assessore alla sanità, oggi, non ha più quel piglio deciso contro le cliniche private alle quali continua a concedere benefici mentre la sanità pubblica continua ad essere svuotata.

Purtroppo alla competenza dell’assessore non si possono appaiare virtù come la coerenza e la sincerità visto che proprio in occasione della presentazione (finalmente) del piano che rivoluziona la sanità è andato in scena una specie di commedia che si è avvitata intorno alla dotazione totale dei posti letto: tra la tempesta di numeri e cifre forse è questo il dato più importante.

Eppure Paolucci nelle sue  numerose comparse davanti ai media è stato capace di non riferire mai l’unico dato davvero necessario: il numero dei posti letto negli ospedali.

Il totale però (e qui il gioco delle tre carte) è desumibile con certezza dai vari “parziali” forniti ed il risultato è quello già annunciato da PrimaDaNoi.it: cioè una diminuzione netta di letti nelle strutture pubbliche: meno 230 possibilità di ricovero per gli abruzzesi.



Un numero enorme che si evince dall’ultimo decreto che stabiliva il fabbisogno per ogni Asl (decreto 45/2010).

L’assessore Paolucci per coprire e descrivere una realtà diversa e a lui più congeniale, invece, pone come base di partenza i letti realmente disponibili alla data del 31 dicembre 2015 nelle strutture pubbliche che sono notevolmente di meno rispetto al 2010.

Che cosa è successo nel frattempo?

Semplice: è stata attuata la riforma a spizzichi e bocconi tagliando reparti e ospedali e di volta in volta riorganizzando i servizi per lo più facendoli scomparire o accorpandoli o trasfarendoli.

Solo per fare un esempio: dopo la chiusura di ginecologia di Ortona, il direttore generale, Pasquale Flacco,  avrebbe dovuto trasferire posti letto e personale a Chieti, per potenziare quello stesso reparto che ora è chiamato a servire un territorio più grande.

Perchè non è stato fatto? Non si sa.

A questo punto è difficile trovare una definizione migliore di “svuotamento” della sanità, definizione che non è una metafora perchè  i posti letto sono scomparsi davvero.

La verità cocente è solo una: rispetto al 2010 la sanità pubblica del 2016 si è impoverita.



POSTI LETTO PUBBLICO

2010 VIGENTE

PAOLUCCI

VARIAZIONE

PESCARA

798

746   

-52

CHIETI

1075

1025

-50

L’AQUILA

870

804

-66

TERAMO

945

883

-62

 

 

PAOLUCCI GIOCOLIERE CON I NUMERI

Per evitare di far capire che gli ospedali pubblici venivano impoveriti (mentre il privato si arricchiva), l’assessore ha fornito solo alcuni dati sulle tipologie dei posti letto.

Infatti  nel piano sono riportati tutti i posti letto del pubblico degli acuti, più i posti letto della lungo degenza.

Misteriosamente mancano i posti letto della riabilitazione e non sembra una mancanza da poco.

Paolucci però ci dice che  i posti letto del pubblico saranno 3255 (+9 rispetto al 2010).

Secondo il decreto 45/2010 (il vecchio piano della rete ospedaliera vigente fino a qualche giorno fa), i posti letto di riabilitazione sono complessivamente 601, di questi 212 sono pubblici (60pl L’Aquila, 40pl Chieti, 70pl Pescara, 42pl Teramo) e 389 privati.

Poi Paolucci dice che i posti di riabilitazione saranno da oggi 565 (prima erano 601); di questi, 389, scrive sempre Paolucci, sono del privato.

Il resto, 176, dovrebbero essere del pubblico.

Ma non è così per il semplice fatto che non sta scritto da nessuna parte.



Quello che è certo è che ci sarebbero solo i 69 dell’ospedale di Popoli (come scritto a pagina 36 del piano Paolucci). Quei posti servono a garantire l’alta riabilitazione che ha un costo giornaliero di circa 300 €, superiore alla tariffa di lungodegenza, e che il decreto Lorenzin dice che devono essere computati come posti letto di ospedale.

Dunque rimarrebbero 106 posti letto nel pubblico che non si sa dove siano.

Ma il decreto 52 del 2012 ne ha assegnato ai privati già 67 (di quei 106). I 39 che rimangono potrebbero finire ai privati o essere riallocati in strutture dismesse ma in tutte le pagine del piano non c’è posto per una informazione chiara sul tema.

Ad oggi dunque possiamo dire che gli unici posti di riabilitazione pubblica sono a Popoli. Erano 212 con il vecchio piano, sono diventati 69. Guardando ai territori sono spariti 42 posti  a Teramo, 40 a Chieti e 60 a L'Aquila.

I territori che perdono sono tutti, eccetto Pescara, dove si concentrano, separati da una strada (ospedale pubblico e clinica Pierangeli), 840 posti letto di acuzie, più i posti letto di riabilitazione che saranno oltre il 50% dell'intera regione. I posti letto della sola Villa Serena sono circa 230.

Perché i posti letto di riabilitazione non sono stati inseriti nel nuovo piano della rete ospedaliera, come è sempre stato fatto in precedenza?

Forse perchè sarebbe stato palese l’ennesimo regalo ai privati.

Come sono lontane le guerre di Paolucci alle cliniche private.

Allegato Dca 79 2016