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Aeroporto, D’Alfonso trionfa ed il 3 agosto invita Ryanair (che vuole di più)

I grillini: «noi compatti a difesa dei cittadini». Buio pesto sugli impegni del vettore

Redazione Pdn

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Aeroporto, D’Alfonso trionfa ed il 3 agosto invita Ryanair (che vuole di più)


ABRUZZO. Trionfo per l’emendamento approvato dalla Camera (ma non dal Senato) che toglie l’aumento della tassa aeroportuale (addizionale comunale sui diritti d'imbarco sugli aerei) che dovrebbe favorire i piccoli aeroporti e rendere più conveniente la permanenza dei low cost.

La tassa sparirà dal 1 settembre al 31 dicembre 2016 ma Ryanair ha già fatto sapere che così è troppo poco e rimanere non è conveniente. Dunque si deve fare di più e estendere lo sconto per più anni ed il governo sarebbe già al lavoro per questo.

Intanto, il prossimo 3 agosto a Roma, una delegazione composta dal presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso, dal presidente della giunta regionale della Sardegna Francesco Pigliaru, dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, incontrerà il ministro Graziano Delrio e i vertici della compagnia aerea low cost Ryaniar.

Un vertice «decisivo per il futuro degli aeroporti cosiddetti 'minori'»   (tra i quali quello d'Abruzzo).

Lo ha annunciato ieri mattina lo stesso D'Alfonso, in una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche i parlamentari Gianni Melilla, Antonio Castricone e Gianluca Fusilli, il presidente della Saga Nicola Mattoscio e il sindaco di Pescara Marco Alessandrini.

«La Regione - ha sottolineato D'Alfonso - ha lavorato in sinergia con il governo e i parlamentari, spingendoli a entrare nel merito dell'ingiustezza di questa norma. E non siamo stati convincenti perché abbiamo puntato sulla commiserazione, ma perché siamo riusciti a far comprendere che la penalizzazione degli aeroporti regionali avrebbe messo a rischio la competitività dell’intero 'sistema Paese' ».

Il presidente ha rimarcato come non sia stato semplice reperire la copertura di 60 milioni di euro, in un periodo come questo, in cui l'esercizio finanziario ha già superato abbondantemente la metà. Sul risultato, però, ha giocato un ruolo fondamentale proprio l'unità d'intenti tra governo, parlamento e conferenza delle Regioni.


D'Alfonso ha poi lanciato un appello a tutti i parlamentari abruzzesi.

«Perché ora - ha proseguito - si apre un'altra partita: quella della cancellazione della sovrattassa anche per il 2017 e 2018, che sarà inserita nella Legge di Stabilità, il cui iter seguiremo passo dopo passo. Nei prossimi giorni incontrerò il presidente Renzi, ma i presupposti per centrare l'obiettivo ci sono tutti, a partire dalla stessa formulazione dell'emendamento approvato, che prevede un adeguamento dell'importo dell'addizionale solo a partire dal 2019».

 «C'è stato anche chi ha lavorato contro - ha aggiunto - ed è giusto puntualizzarlo, al di là delle narrazioni che vengono offerte alla stampa. Alla fine, però, ha prevalso la consapevolezza di dover garantire il diritto alla mobilità di tutti i cittadini, anche di coloro che vivono in aree non servite da altre infrastrutture moderne».

Tra le persone «che hanno lavorato contro» D’Alfonso si riferisce all’europarlamentare Daniela Aiuto indicata dal Pd come colei che «vuole far chiudere l’aeroporto d’Abruzzo» mentre i suoi colleghi parlamentari hanno invece votato l’emendamento sulle tasse.

E ieri i grillini in una nota congiunta che unisce i rappresentano europei, nazionali, regionali e comunali, ribadiscono la loro unità di vedute e compattezza di movimento spiegando il perchè del loro voto («episodica convergenza») con il Pd.


«Il voto favorevole all'emendamento che riduce l'addizionale comunale sui passeggeri, anche se solo fino a dicembre, e l'apporto fondamentale del M5S al via libera alla discussione degli emendamenti presentati in ritardo dal governo, dimostrano soltanto una cosa: che il M5S, a tutti i livelli istituzionali, persegue unicamente gli interessi dei cittadini, senza i tatticismi politici cui siamo abituati ad assistere con i partiti», si legge nella nota, «ricordando che l'emendamento in questione non si applica solo a Ryanair, ma a tutti i vettori aerei, e che dunque non è una norma a favore di Ryanair ma di tutte le compagnie, ribadiamo che quanto accaduto in parlamento è perfettamente in sintonia con le azioni svolte dai consiglieri regionali M5S e dalla parlamentare europea Daniela Aiuto. Il sostegno alla riduzione di una tassa che riteniamo troppo onerosa e che rischia di ripercuotersi negativamente sui servizi aerei per i cittadini non sarà mai in conflitto con la richiesta del rispetto delle regole e di un ottimale utilizzo delle risorse pubbliche; così come l'episodica convergenza nelle votazioni con il PD e con gli altri partiti non indebolisce, ma casomai rafforza, la nostra condanna senza appello alla gestione partitica della Saga e della vicenda aeroporto: la responsabilità politica della crisi che sta vivendo il nostro scalo ricade esclusivamente sui partiti, incapaci di valorizzare, nel recinto normativo vigente, sia in passato che attualmente, una risorsa importante per il nostro territorio come l'aeroporto. Il M5S in regione da oltre un anno e mezzo propone un'attenta revisione della spesa, una strategia commerciale, un piano marketing e una concreta apertura a nuovi vettori e nuove rotte per l'Aeroporto d'Abruzzo.

Il M5S continuerà a battersi affinché ciò invece avvenga, avendo sempre come unici punti di riferimento il rispetto delle regole e il perseguimento degli interessi della collettività».

Le premesse e le promesse dell’azione di governo sono chiare: no resta che verificare se gli effetti sperati poi effettivamente si realizzeranno e realmente favoriranno l’incremento di servizi aeroportuali in Italia e in Abruzzo.

Se così non fosse l’unico risultato raggiunto sarebbe quello di aver fatto un regalo ai privati e spalmato 60 mln di euro su tutti gli italiani.

Resta il fatto che Ryanair non si accontenta e vuole di più a fronte di quali promesse? Quali impegni ha promesso di mantenere? E sull’Abruzzo quali nuove tratte deciderà di avviare e quante vecchie tratte manterrà?

In questa trattativa che sa molto di ricatto non sembra affatto che le due parti siano in equilibrio e parità per questo non sembra peregrino pretendere dagli irlandesi un formale impegno pubblico a fronte dei risultati parziali già ottenuti.

Così, tanto per dare l'impressione che le istituzioni non siano totalmente piegate alle bramosie di un privato.