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Tua, veleni sui concorsi per quegli anni di esperienza dimezzati

A breve si conoscerà il nome del vincitore

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Tua, veleni sui concorsi per quegli anni di esperienza dimezzati

ABRUZZO. Un bando di concorso che sta creando qualche malumore in casa Tua e c’è chi giura di conoscere il nome del fortunato vincitore.

Voci e solo voci ma anche un elemento che andrebbe come minimo chiarito.

Il 2 maggio scorso è stato pubblicato sia sul sito della ex Sangritana, su quello dell’ex Arpa, su quello della ex GTM, nonché sul sito della TUA, un bando di selezione per l’assunzione di un “direttore amministrazione finanza e controllo TUA SpA”.

Qualche tempo prima, sempre sugli stessi siti, erano stati pubblicati altri 2 bandi di concorso in merito all’assunzione di “direttore delle risorse umane” e “direttore generale”.

La cosa singolare di questi bandi, ancora tutti presenti on line, è la differenza in merito all’esperienza pregressa che viene richiesta ai vari candidati.

Nel primo caso, quello del direttore amministratore finanza e controllo, si chiedono solo 5 anni di esperienza presso un’azienda che si occupi del servizio di Trasporto Pubblico locale, mentre negli altri due casi il tempo è addirittura raddoppiato: ben 10 anni di esperienza.

Perché questa differenza? I dipendenti di Tua che segnalano l’anomalia’, danno anche la risposta all’interrogativo, ovvero il vincitore, già noto in società, ha nel suo curriculum i 5 anni di esperienza pregressa e i 10 anni standard gli avrebbero tagliato le gambe.

Intanto nei mesi scorsi  le segreterie provinciali della Faisa Cisal, Filt Cgil e Ugl autoferrotranvieri hanno effettuato, esattamente un anno fa, un esposto alla Procura ed alla Corte dei Conti nei confronti del vecchio management della Gtm tra i quali, secondo le indiscrezioni dei dipendenti, sarà pescato proprio il fortunato vincitore del concorso.

Denunce che non avrebbero prodotto effetti. Eppure i fatti contestati erano molti e tutti riguardavano le modalità di gestione e spesa in Gtm all’epoca di Michele Russo, nominato da Chiodi nel 2008 e non rimosso dalla giunta successiva di centrosinistra.

Nel mirino dei sindacati le trasferte dello stesso presidente Russo a spese dell’azienda, ma anche il rinnovo di un software di gestione del personale della Gtm affidando il servizio ad una ditta, la Pegaso 2000, che Russo conosce bene perché è cliente della sua Mirus.

E poi ancora consulenze da chiarire, dubbi sulla gara per l’acquisto di nuovi autobus, sui compensi dei dirigenti e addirittura quesiti sulle modalità di scelta del fornitore per i 400 pacchi natalizio per i dipendenti.

Di recente lo stesso presidente Luciano D’Alfonso, con il solito fare criptico e velatamente minaccioso, ha annunciato in consiglio regionale di aver scoperto alcune anomalie della gestione passata di Arpa, riguardanti la fornitura di pneumatici e la copertura assicurativa. Voci di spesa giudicate eccessive e decurtate di molto con la nuova gestione.

I pochi elementi forniti della vicenda -che andrebbe chiarita e approfondita- aveva più lo scopo di mettere in guardia parti dell’opposizione di centrodestra che a denunciare fatti probabilmente molto gravi, e, così, le vicende ritorneranno presto nell’ombra pur in presenza di presunte irregolarità.

La linea generale imposta dalla giunta D’Alfonso in tutti gli ambiti amministrativi è quello di risanare a tutti i costi, cercando di razionalizzare le spese e, a giudicare dai risultati (Saga, Abruzzo Engineering, Tua e molte altre società), si è in presenza di veri e propri miracoli contabili che rafforzano la tesi secondo cui molte storture delle gestioni passate sono state individuate ed eliminate senza mai informare l’opinione pubblica e senza creare nè scandali nè problemi agli avversari.

L’idea che si affaccia anche nel caso Tua è che alcune voci di spesa fossero gonfiate o particolarmente esagerate senza che nessuno se ne fosse accorto prima della gestione di centrodestra. Arrivati i D’Alfonso boys queste voragini sono state eliminate grazie alla maggiore “libertà di azione” .

Il tutto richiama un problema di sempre: una mancata vigilanza vera nel passato ad opera di chi era obbligato a farlo. Ma se poi a sedere sui posti chiave oggi sono le stesse persone, allora, la vicenda assume toni ancora più cupi e si rischia di ripetere gli errori del passato.

Questioni che però non toccano più di tanto gli umori dei vertici che recentemente hanno festeggiato il bilancio risanato, le spese ridotte e le nomine del nuovo cda in presenza di una scarsa trasparenza (persino sulla mega festa si parla di 100mila euro di costi non confermati).

Ad oggi Tua con 870 autobus, 17 locomotive merci e 16 convogli passeggeri, 1.587 dipendenti e 28 milioni di persone trasportate nel 2015 è la 10ª in Italia per il fatturato registrato (140,1 milioni di euro) e 7ª per i chilometri percorsi (37,9 milioni).

Certo, non mancano critiche o contestazioni, come quelle dei sindacati e di Forza Italia che ha invitato ultimamente a non festeggiare troppo a causa dei biglietti aumentati a carico degli utenti-passeggeri, dei chilometri di percorrenza tagliati, del patrimonio in attivo della Gtm espropriato «in favore di due società in passivo, e nessuna certezza sul futuro», mentre si moltiplicano le posizioni dirigenziali.

Chissà se questa classe dirigente riuscirà davvero a gestire al meglio questo colosso del trasporto pubblico.

Anche perchè di errori ne abbiamo già sopportati abbastanza.