LA SENTENZA

Maxi appalto Europa-Cina: Tribunale Ue respinge ricorso dell’Alesa di Chieti

La vicenda è cominciata nel 2012

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Maxi appalto Europa-Cina: Tribunale Ue respinge ricorso dell’Alesa di Chieti

CHIETI. Il Tribunale dell’Unione Europea ha rigettato il ricorso della Alesa S.r.l. – Agenzia per l'energia e lo sviluppo ambientale della provincia di Chieti.

Il tutto è partito nel 2012 quando la Commissione europea, per conto della Repubblica popolare cinese, ha indetto una gara d’appalto, secondo la procedura ristretta, per la fornitura di servizi di assistenza tecnica al progetto «Urbanizzazione sostenibile – Europa-Cina eco cities link (EC-LINK)».

L'obiettivo del progetto era quella di aiutare le città cinesi ad adottare soluzioni ecologiche efficaci nell'utilizzo dell'energia e delle risorse organizzando scambi di esperienze tra l'Europa e la Cina sull'urbanizzazione sostenibile e su altre politiche rilevanti.

Nel 2013, la Commissione, per l’aggiudicazione dell'appalto in questione, ha instaurato, successivamente all’esperimento della procedura ristretta, una procedura negoziata con il solo consorzio G., la cui offerta aveva ottenuto il miglior punteggio sul piano tecnico, mentre sono stati esclusi gli altri partecipanti alla gara, tra cui l'Alesa S.r.l. – Agenzia per l'energia e lo sviluppo ambientale della provincia di Chieti – quale membro coordinatore del consorzio Sharewich (Sharing best practices with China).

Durante la procedura negoziata, il consorzio G. ha presentato una nuova offerta alla Commissione, comunicando l'entrata di un nuovo membro, ossia la società E., che in precedenza aveva partecipato alla procedura ristretta nell'ambito di un altro consorzio.

L’appalto alla fine è stato aggiudicato al consorzio G., nella sua nuova composizione e in base all’offerta formulata a seguito della negoziazione.


ALESA: «AGGIUDICAZIONE DA ANNULLARE»

L’Alesa ha chiesto al Tribunale UE di annullare l’aggiudicazione dell’appalto a favore del Consorzio G., oltre al risarcimento del danno patito.

In pratica l’Alesa ha ritenuto illegittimo il cambiamento della composizione del consorzio aggiudicatario nel corso della procedura di aggiudicazione. Inoltre, secondo l’Alesa, la Commissione non avrebbe dovuto avviare la procedura negoziata con il Consorzio G. ma avrebbe dovuto dare anche agli altri offerenti l’opportunità di migliorare la loro offerta.


DOMANDA RIGETTATA

Ma il Tribunale dell’Ue ha respinto integralmente le domande della Alesa, sottolineando che la società non contesta la scelta della Commissione di ricorrere a una procedura negoziata né la possibilità per la Commissione di avviare negoziati con uno degli offerenti che ha partecipato alla gara d’appalto originaria rimasta infruttuosa né che la procedura negoziata costituisca una procedura non preceduta dall’indizione di una gara. Il Tribunale rileva che la Commissione ha giustificato la sua scelta del consorzio G. attraverso un criterio oggettivo, ossia il fatto che l’offerta di quest’ultimo aveva ottenuto il punteggio migliore sul piano tecnico in sede di gara d’appalto originaria, circostanza che la Alesa parimenti non contesta.

Il Tribunale evidenzia che la variazione della composizione del consorzio G. (avvenuta dopo che era stata avviata la procedura negoziata), costituisce non una modifica sostanziale delle condizioni originarie della gara d’appalto «ma un elemento della nuova offerta, tendente a un miglioramento tecnico della stessa». Comunque, la Alesa non ha spiegato perché il fatto di aggiungere una società alla compagine del consorzio dovrebbe condurre a ritenere che per tale consorzio siano venuti meno i presupposti in materia di capacità finanziaria, economica, tecnica e professionale, presupposti già positivamente vagliati al momento dell’avvio della procedura ristretta.

Inoltre, dal momento in cui è iniziata una procedura negoziata con un unico candidato, non è più applicabile la regola secondo cui un soggetto (in ipotesi, la società E.) non può presentare più candidature: tale regola, infatti, vale solo quando si debba valutare una pluralità di offerte in concorrenza tra loro. Invece, per sua natura, la procedura negoziata, prevista in casi eccezionali dal regolamento 1268/2012, esclude che vi sia una situazione di concorrenza tra diverse offerte.

Il regolamento, poi, non prevede alcun obbligo della Commissione di informare dell’avvio di una procedura negoziata i candidati alla gara d’appalto iniziale. «Né tale obbligo d’informazione può discendere dagli altri principii generali del diritto dell’Unione (trasparenza, uguaglianza di trattamento), atteso che le norme sulla procedura negoziata ne costituiscono l’eccezione», chiudono i giudici.