ABRUZZESI DIMENTICATI

Donato Racciatti, dall’Abruzzo il più grande suonatore di Tango dell’Urugay

Era originario di Guilmi

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Donato Racciatti, dall’Abruzzo il più grande suonatore di Tango dell’Urugay

Donato Racciatti

ABRUZZO. Donato Racciatti in assoluto uno dei più grandi “suonatori di Tango” dell’Uruguay, amato anche in Argentina, era abruzzese. Era nato a Guilmi, provincia di Chieti, il 18 ottobre 1918.

I genitori si chiamavano da Mauro e Rita Di Nardo entrambi contadini. Quando Donato aveva solo cinque mesi il padre decise, per cercare un riscatto sociale, di emigrare per l’Uruguay. Precisamente per Montevideo. Qui papà Mauro trovò lavoro prima presso il porto e poi presso una impresa di costruzioni. La famiglia Racciatti si stabilì nel quartiere Aires Puros e qui Donato trascorse la sua infanzia. Sin da piccolo i genitori intuirono la straordinaria capacità di Donato nel rapportarsi alla musica.

A solo 4 anni suonava già con maestria l’organetto (“du botte”) che il papà si era portato dietro dall’Abruzzo. Venne attratto e conquistato dalle musiche del tempo il Tango, “la Comparsita” e la Milonga. Intanto studiava presso la “Escuela Bélgica” per diventare un artista del ferro. Ma la sua strada era segnata: la musica sarebbe stata la sua vita. A 17 per il suo compleanno i genitori gli fecero il regalo più bello che lui potesse sognare : una costosa e prestigiosa “Bandoneón AA” (fisarmonica). Con questo strumento iniziò ad esibirsi nelle feste e nei locali e nel 1938 arrivò l’esordio radiofonico. Un successo immediato che lo portò a dedicarsi alla musica in forma definitiva e a studiare, per migliorarsi, teoria musicale, armonia e composizione.

Suonò in varie orchestre fino a quando, nel 1940, il notissimo cantante Luis Alberto Fleitas lo volle nella sua. Iniziò ad incidere dischi e il suo nome divenne popolare. Nel 1948 Donato volle fare il gran salto e creò una sua propria orchestra che si esibì con successo all’Hotel Nogaró de Punta del Este a Radio Universal e Radio Sarandí. Il "El pregón del negrito" divenne immediatamente un successo. Iniziò a relazionarsi con il teatro, in collaborazione con l'attore Juan Casanovas e librettista Mario Rivero fino a creare la società “Casanovas-Racciatti-Rivero” che arrivò a produrre commedie musicali che vennero entusiasticamente accolte dal pubblico di Montevideo.

Le commedie "Muchachos que peinan canas", "Lindo tiempo aquel de ayer" e "Barrio, luna y tamboril" fecero per mesi e mesi il “tutto esaurito”. Nel 1950 arrivò un importante contratto (durerà fino al 1972) con la popolarissima “Radio Carve” e fu ancora successo. La gente arrivò a coniare una frase che più o meno suonava così: “Quando suona Racciatti a “Radio Carve” si ferma il Paese”. Intanto alla sua orchestra e ai suoi spettacoli intervennero i più grandi cantanti del tempo tra i quali l’uruguaiano Carlos Roldán. Ma un rapporto più stretto ed importante fu quello con le due cantanti Olga Delgrossi (“La Dama del Tango”) e Nina Miranda (1953-1960). Fece numerosi tour i Argentina condividendo il palco con le orchestre di Anibal Troilo e Carlos Di Sarli.

La sua vastissima produzione comprende tanghi, milonghe e candombe. Tra le più note: “Tú corazón ", " Hasta siempre amor","Morocho y cantor", "Sin estrellas", "Limosna de amor", Murga de pibes", "Por la misma senda", "Los adioses", "Muchachos que peinan canas". Rimangono registrate oltre 600 sue incisioni conservate sia in Uruguay che in Argentina. Le sue tournée oltre che in Argentina e Brasile si spinsero in Giappone dove andò per ben 12 anni consecutivi. Nel 1974 con la sua orchestra fu chiamato a rappresentare l'Uruguay alla inaugurazione del Campionato del Mondo di Calcio a Monaco di Baviera. Una curiosità: ogni volta che poteva riprendeva la sua “Bandoneón AA” ad andava ad esibirsi, per strada, nelle periferie.

Diceva «il Tango è la musica della povera gente e io amo suonarlo dinanzi a loro». Racciatti morì a Montevideo, il 27 maggio 2000, all’età 81 anni. Successivamente con un’Assemblea Straordinaria il Consiglio Dipartimentale di Montevideo gli conferì la massima onorificenza cittadina con la dedica: «all’uomo che ha, per nostra fortuna, dedicato tutta la sua vita al Tango». Lo storico Juan Carlos Legido così lo ricordò: «scrivere la storia di Racciatti è come voler scrivere parte della storia uruguayana e del tango attraverso un periodo di più di cinquanta anni. Senza dimenticare che questo vale anche per chi sta dall’altra parte del Rio de la Plata».


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