CANCRO NON CURATO

Finiti i soldi: a luglio niente stipendi per dipendenti della Saga

Si avvicina sempre più il punto critico ma spiragli realmente risolutivi non se ne vedono

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La Saga rilancia: lavori da 10mln di euro mentre gli uffici della Regione bocciano la nuova legge

ABRUZZO. Niente paura: sono solo finiti i soldi. Cosa peraltro già prevista da almeno sei mesi e per questo il presidente del Cda di Saga da quando è stato nominato da Luciano D’Alfonso preme per avere nuovi finanziamenti pubblici.

La Saga, infatti, è società pubblica che non produce pur gestendo il traffico aeroportuale, dunque, non guadaga, anzi è in forte perdita anche se per quest’anno non risulta dal bilancio. Tutto normale anche questo.

Oggi, intanto, c’è grande agitazione in aeroporto perchè è previsto un audit di Ryanair che consiste in una verifica “improvvisa” dei servizi offerti dall’aeroporto per testarne la qualità. Gli irlandesi giudicheranno tempi e qualità del check in, del carico e scarico bagagli e tutti gli altri servizi aeroportuali che Saga si fa pagare.

Come anticipato, ieri, Ryanair ha già smobilitato la Base pescarese e vista la latitanza delle istituzioni e la lentezza nel rinnovare il contratto che scade domani, 23 giugno, il vettore irlandese sarebbe molto irritato e pronto ad abbandonare lo scalo definitivamente. Qualcuno ha anche ipotizzato che -nel caso fosse vero- punterà tutto proprio sull’audit che è sempre andato bene (anche perchè Ryanair ha guadagnato molto inpassato da Pescara e non sarebbe convenuto impuntarsi) ma questa volta potrebbe essere diverso e, nel caso, la frattura sarà insanabile. Per ora pur volendo le istituzioni italiane, governo e soprattutto Regione non sanno ancora come blindare i finanziamenti che hanno tutta la voglia di girare ancora agli irlandesi.

Nelle verifiche del passato la Saga richiamava molti dipendenti per fare più bella figura coni “controllori”, oggi le cose sono un pò diverse. Sui visi dei dipendenti ci saranno meno sorrisi.

A giugno gli stipendi saranno pagati ma a luglio non si riuscirà.

L’indiscrezione è stata lanciata ieri da Armando Foschi dell’associazione “Pescara Mi Piace” molto critico com sempre sulla gestione della società pubblica.

La notizia peraltro è stata comunicata ai sindacati delle Rsa interne ai quali è stato anche detto che altre indennità accessorie sono per ora sospese.


«Lasciare senza stipendio i lavoratori della Saga», ha detto Foschi, «significa scrivere la parola fine sul nostro aeroporto, che già sta vivendo giorni di grande difficoltà con l’addio della Ryanair ormai definitivo e la fuga di Alitalia che ha sostituito il collegamento aereo, tanto decantato proprio dai vertici Saga, con Roma con degli autobus, peraltro per niente competitivi con le linee private che consentono viaggi con la Capitale a solo 1 euro – ha ricordato Foschi -. Da mesi continuiamo a denunciare una gestione drammatica dello scalo d’Abruzzo: ormai la Saga non riesce a produrre utili, forse aumenta il numero dei passeggeri ma ha chiuso il bilancio al 31 dicembre 2014 con una perdita di 7milioni 740mila euro. Il 26 gennaio 2015 la Regione ha deciso una nuova ricapitalizzazione, per 7 milioni di euro, dopo che già la ricapitalizzazione del 2014, per 5milioni 972mila euro, era stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale visto che la Regione non aveva ricevuto l’approvazione preliminare della Commissione Europea, l’unica abilitata a giudicare se si trattasse di aiuti di Stato compatibili. Sperando di bypassare tale inghippo, il Governo D’Alfonso si è inventato una nuova ‘ricapitalizzazione come aiuto al funzionamento dello scalo’, che però non esiste nella legge europea, e comunque poteva essere varato solo dopo l’approvazione del Piano industriale, ratificato solo il 7 settembre 2015, ovvero otto mesi dopo l’erogazione dei 7 milioni di euro. Ma comunque le continue iniezioni di denaro, mascherate sotto la parvenza delle ‘ricapitalizzazioni’, non salveranno i conti, visto che la Saga fa acqua da tutte le parti».


Sulla vicenda ci sono diverse denunce ma non pare che gli abruzzesi possano sperare in una azione salvifica e chiarificatrice della magistratura che in questo caso non si è dimostrata nè incisiva nè tempestiva.

 

Foschi parla di un «castello di carta» che sta per crollare; di certo la fragilità di tutto l’impianto e la logica del “tira a campare” o della schermaglia politica non porteranno l’aeroporto da nessuna parte.

 


Le quattro righe di replica “obbligata” affidata a Camillo D’Alessandro, delegato ai trasporti della Regione, lasciano trasparire la gravità della cosa e che il tempo sta per scadere e qualcosa bisogna fare per forza.  


D’Alessandro conferma che sta «lavorando affinché si possa evitare lo scenario prefigurato, attraverso una variazione di bilancio che l’assessorato regionale competente ha già definito insieme al Dipartimento dei trasporti. La situazione è nota, conosciuta e studiata».

Tuttavia è da poco meno di un anno che la Regione ripete le stesse cose ed era chiaro a tutti che la strada intrapresa sarebbe stata difficoltosa, incerta e soprattutto molto lunga. Nella migliore delle ipotesi la Regione sarà tanto brava da raggiungere tutti gli obiettivi ma non riuscirà mai a farlo in tempo utile (entro un giorno per rinnovare il contratto a Ryanair; entro 2 settimane per varare la nuova legge).


Ora siamo tutti più tranquilli.

Soprattutto i dipendenti della Saga.