PIEDI PUNTATI

Piano Sanitario regionale, Gerosolimo protesta e l'opposizione lo accusa

Sapeva o non sapeva? Lontana l’ipotesi di una crisi interna

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Piano Sanitario regionale, Gerosolimo protesta per dimostrare di essere vivo

Andrea Gerosolimo

ABRUZZO. Il nuovo piano di riorganizzazione del sistema sanitario crea imbarazzi nella maggioranza con l’assessore Andrea Gerosolimo che assicura di essere stato tenuto fuori: nessuna discussione o concertazione.

Lontana una ipotesi di spaccatura reale all’interno della giunta anche perché quando qualche assessore alza un po’ la testa D’Alfonso lo rimette subito in riga.

Ma lo sfogo delle ultime ore di Gerosolimo basta per far gridare alla minoranza che ormai il presidentissimo non avrebbe più i numeri per governare e soprattutto conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la nave ha un solo comandante che tiene il timone, intrattiene l’equipaggio e fa pure il mozzo.

Allora Gerosolimo ci prova ad alzare un po’ la voce se non altro per dimostrare al suo territorio di appartenenza (zona Sulmona) di avere un minimo di ‘potere contrattuale’, di contare qualcosa e di avere pure il coraggio di contestare.

Ma con la sua levata di scudi tardiva, a presentazione avvenuta, dimostra praticamente di essere stato tenuto al di fuori dalle manovre interne, dalle decisioni che contano, di aver bisogno di una conferenza stampa ufficiale (quella di Paolucci) per scoprire cosa si sta ‘combinando’.

O come forse sostiene Forza Italia Gerosolimo sapeva pure prima, gli andava bene così ma pubblicamente recita la parte del contestatore per non deludere il suo bacino elettorale che esce tramortito dal nuovo piano sanitario.

Con lui protestano anche i due consiglieri regionali Maurizio Di Nicola e Mario Olivieri (presidente della V Commissione Sanità) di Abruzzo Civico.

Il nuovo piano prevede, sul fronte dell’assistenza ospedaliera, una riorganizzazione della rete (che sarà oggetto di un successivo decreto): un presidio di secondo livello (con la connessione funzionale degli ospedali di Chieti e Pescara), 2 presidi di primo livello ad alta specializzazione (L'Aquila e Teramo, nell'attesa dello studio di fattibilità per l'ospedale di secondo livello), 3 presidi di primo livello standard (Lanciano, Vasto e Avezzano), 4 ospedali di base (Giulianova, Sant'Omero, Atri, Sulmona).

«Il piano», contestano Gerosolimo e i suoi ‘boys’, non è stato esaminato e discusso né in sede consiliare né con la maggioranza politica della nostra regione. Spiace, quindi, dover rilevare che su uno dei temi più importanti per l’azione di governo, quale quello della sanità, la nostra posizione sia diversa da quella del Commissario ad acta Luciano D'Alfonso».
«Non è assolutamente ipotizzabile», continuano i tre, « che si concepisca una sanità di livello elevato per alcuni territori della Regione e, invece, si pretenda di propinare servizi sanitari di livello inferiore in altri ambiti del territorio regionale, così come non è accettabile che alcune aree possano essere condannate alla totale marginalizzazione. Ci sono territori della nostra regione che, con il piano di riqualificazione del Servizio sanitario regionale, adottato dal commissario ad acta, peraltro senza alcuna possibilità di confronto in sede politica, non vedono in alcun modo garantito il diritto alla salute, tutelato dalle norme fondamentali dell’ordinamento. Il contenuto del piano non corrisponde alle finalità della nostra azione politica e non collima con i principi che presiedono alla nostra visione dell’attività amministrativa, preordinata alla garanzia degli interessi generali della comunità regionale. Auspichiamo, pertanto, che si apra un confronto costruttivo con il Commissario ad acta, al fine di garantire a tutti i territori ed a tutti i cittadini abruzzesi pari diritti e pari opportunità».

Ed è proprio dalla Valle Peligna che in queste ore arrivano le proteste più vibranti. La candidata sindaco con la coalizione “Noi per Sulmona” Annamaria Casini definisce il lavoro fatto «assolutamente inaccettabile».

«Il territorio di Sulmona e della Valle Peligna pagano il prezzo più alto di tutto l’Abruzzo per far ottenere al governatore Luciano D’Alfonso il merito di aver portato fuori dalle secche del commissariamento il comparto sanitario abruzzese», dice ancora Casini.

«L’assessore regionale alle Aree interne Andrea Gerosolimo predica bene e razzola male. Contesta il piano sanitario quando i buoi sono scappati dalla stalla», contesta invece Elisabetta Bianchi, esponente di Forza Italia. «Gerosolimo non ha inciso con nessun atto amministrativo alla stesura prevedendo delle decisioni a favore dell’ospedale di Sulmona. Dove era l’assessore quando stavano elaborando e decidendo il piano sanitario che solo alla vigilia del ballottaggio sta contestando? Ad Andrea Gerosolimo la politica sanitaria regionale sulla Valle Peligna, che vede declassare l'ospedale di Sulmona da ospedale di primo livello ad ospedale di base, piace ed è sempre piaciuta». La Bianchi dirama, in allegato, un documento di maggioranza di centrosinistra, firmato anche da Gerosolimo che già era consigliere regionale, datato 9 Aprile 2015.

Il documento dà via libera al piano sanitario regionale.

«Nello stesso giorno e subito dopo l'approvazione della risoluzione sui punti nascita» rincara la Bianchi «che mandarono in minoranza il governo regionale impegnando il Governatore D'Alfonso in qualità di Commissario a sospendere e rivedere il decreto n.10/2015 che ne disponeva la chiusura, Gerosolimo si affrettò a firmare unitamente agli altri consiglieri di maggioranza un documento di unitarietà di impegni sulla attuazione delle politiche sanitarie dichiarando che comunque, sul punto, indietro non si sarebbe mai tornati e contestualmente dichiaravano che avrebbero aperto tavoli di discussione sui territori».

Nel frattempo, per la strategia delle aree interne così come applicata, Sulmona esce per loro volontà dai poli di attrazione e dunque ne decretano l'impossibilità tecnico amministrativa che possa essere per il futuro sede di un ospedale di primo livello.

Poi diventa assessore di D'Alfonso e non interferisce mai sulle scelte del piano sanitario regionale, infatti quello di Sulmona risulta essere l'unico ospedale declassato in quanto Avezzano rimane di primo livello.

«Incalzati sul tema durante tutta la campagna elettorale», continua Bianchi, «l’assessore regionale e la Casini tacciono accuratamente ma ad un giorno dal silenzio elettorale si ricordano che l'ospedale a Sulmona c'è e i cittadini pretendono che sia tutelato. Troppo facile ed anche del tutto inutile riaprirle alla vigilia del ballottaggio se non per consentire alla Casini di dire:" giù le mani dall'ospedale!" ... Ma va'? sveglia! perché tra le varie mani ci sono anche quelle di Gerosolimo».

«All’incontro con la stampa – fanno notare i Consiglieri regionali di Forza Italia – mancavano però il presidente della V Commissione Sanità Olivieri e soprattutto il presidente D’Alfonso, ufficialmente assente per impegni istituzionali ma che probabilmente vuol far credere agli Abruzzesi che questo piano non sia opera sua. Si è parlato di pareggio di bilancio che, è bene ricordarlo, era stato centrato grazie alla Giunta Chiodi. Purtroppo – conclude la nota di Forza Italia – abbiamo avuto sempre ragione e oggi abbiamo scoperto il “segreto di Pulcinella”. Questo Piano sanitario è stato calato dall’alto, pensato ed elaborato da pochi senza nessun coinvolgimento dei portatori di interesse (comunità, operatori del settore, amministratori locali e regionali); saremo noi a riscriverlo e ci auguriamo di farlo con il contributo di quei Consiglieri regionali dell’attuale maggioranza che siamo certi, grazie a un moto d’orgoglio, vorranno sostenere le nostre tesi. Noi riteniamo che l’Abruzzo non sia costretto a operare tagli così pesanti che non fanno altro che penalizzare irrimediabilmente soprattutto le aree interne, aumentare la mobilità passiva verso le Marche e ridurre il diritto alla Salute».