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Abruzzo Engineering. La Cisl smentisce Gerardis: «troppi ritardi e precarietà»

Ieri il direttore della Regione aveva smentito l’articolo di PrimaDaNoi.it

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Abruzzo Engineering. La Cisl smentisce Gerardis: «troppi ritardi e precarietà»

Dipendenti di A.E. fuori la sede



ABRUZZO. Non proprio tutti sono d’accordo con le affermazioni e la prospettiva dalla quale osservare la realtà che riguarda Abruzzo Engineering.

Non tutti i dipendenti sono entusiasti di non ricevere lo stipendio regolarmente e non tutti i sindacati si dimostrano morbidi o diversamente comprensivi rispetto al passato.

C’è per esempio la Fisascat Cisl che  con il suo segretario generale Abruzzo e Molise, Leonardo Piccinno, dipinge un quadro di gran lunga meno roseo rispetto a quello che Cristina Gerardis che la giunta D’Alfonso ha delegato per sbrogliare l’intricata matassa dell’uscita dalla liquidazione della società, diventata da poco e a caro prezzo al 90% della Regione dopo l’acquisto delle quote da Selex (Finmeccanica).

E la Cisl è talmente tanto preoccupata da scrivere al presidente della commissione di vigilanza, Mauro Febbo, per richiedere una «convocazione del tavolo di confronto per la società», tavolo che, infatti, dopo alcuni rinvii è previsto per oggi.


La Cisl parla di «ferma e vibrata  preoccupazioni delle sorti dei 173 lavoraori che rischiano di andare incontro ad un triste destino». Non che sia stato particolarmente allegro fino ad ora: dopo la costituzione della società nel 2006, circa 100 dipendenti sono stati assunti direttamente mentre altri 100 erano ex lsu provenienti da altre ditte in difficoltà. Nel 2008 con l’arresto dell’ex presidnete Lamberto Quarta e con l’avvento della giunta Chiodi e la modifica di alcune norme inziia la profonda crisi. La giunta di centrodestra (anzi il solo presidente Chiodi) decide di metterla in liquidazione ma questa fase si è arenata ed è durata per cinque anni e non si è mai risolta. Il consiglio regionale votò all’unanimità una commissione d’inchiesta per verificare l’operato della società ma la commissione non è mai stata costituita nè mai nessuno ha richiesto l’ottemperanza di quanto deciso dal consiglio negli anni seguenti. Poi la nuova giunta D’Alfonso ha deciso di ribaltarne le sorti e salvarla e lanciarla persino sul mercato libero.

Per ora qualcosa è successo: se prima mancavano le commesse e molti dipendenti erano in cassa integrazione, oggi il lavoro c’è mentre a mancare sono gli stipendi. Per la giunta regionale si tratta di difficoltà passeggere e comunque frutto di «gran lavoro».

La Cisl è più impietosa e, pur non parlando apertamente di «stasi» o di «pantano» come aveva fatto questo quotidiano raccontando il momento delicato, contesta alla giunta regionale di aver iniziato un percorso che si sarebbe arenato e non concluso.

Gli affidamenti del genio civile e delle pratiche per la ricostruzione de L’Aquila hanno dato  «temporaneo respiro a lavoratori e alle loro famiglie ma da alcuni mesi si stanno trasformando in un incubo a causa delle oggettive difficoltà aziendali nel far fronte al pagamento degli stipendi».

Le difficoltà deriverebbero direttamente dalla mancata conclusione del percorso iniziato e nello specifico nella mancata uscita dalla fase di liquidazione, la mancata patrimonializzazione, la mancanza ancora di un contratto di servizio con la Regione Abruzzo e la mancanza di riqualificazione funzionale dei dipendenti.

Quest’ultimo punto sembrerebbe secondario ma non lo è visto che 173 dipendenti non possono essere presi e messi a fare con perizia e competenza mansioni per i quali non sono stati formati.

Per quanto riguarda il contratto con la Regione sono mesi che se ne parla ma pure questo non si è visto.

Eppure la Regione dopo aver investito milioni vorrebbe addirittura che Abruzzo Engineering riuscisse a competere sul mercato libero degli appalti ottenendo commesse anche da altri enti o magari gruppi industriali. In quale campo specifico non è chiaro così come non è chiaro cosa dovrebbe essere in grado di fare la società nel futuro.

A proposito degli stipendi non erogati il dipendente non anonimo, Domenico Attanasii fa notare che Gerardis, nella sua replica di ieri, si esprime al futuro non potendo utilizzare l’indicativo.

«A oggi, la realtà è che non sono stati erogati “6 pagamenti”», dice Attanasii mentre Gerardis aveva affermato che erano solo due le mensilità arretrate, «4 mesi di contratto di solidarietà non erogati riferiti ai mesi di dicembre 2014, giugno 2015, luglio 2015, agosto 2015 per intera responsabilità abilmente triangolata fra INPS-Regione-AE; inoltre, due stipendi non pagati per i mesi di aprile 2016 e maggio 2014. Come vede, direttrice Gerardis, ho usato un termine con cui non potrà destreggiarsi nel ribaltamento della frittata: non sono stati erogati “6 pagamenti”. Credo che amministratori lungimiranti avrebbero dovuto trovare prima i fondi per pagare gli stipendi e poi pensare al resto»


   

Qui però non dovrebbe prevalere -come in tutti i campi della politica e dell’amministrazione pubblica- una “versione” contro un’altra “versione” dei fatti. E nemmeno abusare di dialettica o furbizie terminologiche: qui bisognerebbe mostrare i risultati oggettivi e le carte di quanto è stato fatto finora.

Non riuscire a pagare gli stipendi, al momento, appare un risultato pesantemente negativo e indicativo di come la società non abbia ancora sanato tutte le sue debolezze.

E chissà se ci riuscirà mai.


ANCHE L’AUDIZIONE IN COMMISSIONE VIGILANZA CONFERMA PROBLEMI E BUONI PROPOSITI

«Ad oltre un anno dall’acquisizione delle quote di Selex da parte della regione Abruzzo e a 6 messi dall’istituzione di un apposito Direttorio la situazione di Abruzzo Engineering non è affatto cambiato e si continua a navigare a vista», ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza al termine della seduta appositamente convocata, su istanza della Cisl, nel corso della quale sono stati auditi il direttore generale della regione, Cristina Gerardis, e il dottor Paolo Costanzi (componenti del direttorio).


«Nel corso degli interventi – spiega Febbo – sono stati presi una serie di impegni sempre per il futuro. La data per la liquidazione, più volte posticipata, è stata confermata al 31 agosto ma senza nessuna certezza. Intanto persistono i problemi per gli stipendi ai dipendenti: non vengono ancora liquidate le mensilità di aprile e maggio  2016 mentre è in corso un contenzioso con l’Inps per gli stipendi di giugno, luglio, agosto 2015 compresa la tredicesima. Anche per quanto riguarda la patrimonializzazione e il contratto di servizi dobbiamo registrare solo impegni e rinvii ad atti futuri. L’audizione  - conclude Febbo - si è chiusa con la volontà di programmare a breve un’ulteriore apposita Commissione di Vigilanza per verificare che questi impegni abbiano avuto finalmente seguito e se si sia proceduto alla liquidazione entro il 31 agosto. Ancora una volta dobbiamo registrare che nonostante la promessa di un Abruzzo facile e veloce non se ne vede la realizzazione anzi, tutt'altro».