LA REPLICA

Abruzzo Engineering. Gerardis: «ma quale sfiducia dei dipendenti… solo falsità»

Il direttore della Regione replica e rettifica le notizie di PrimaDaNoi.it senza mai citarci

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Abruzzo Engineering. Gerardis: «ma quale sfiducia dei dipendenti… solo falsità»

Cristina Gerardis

ABRUZZO. In una lungo comunicato il direttore della Regione Abruzzo e delegata per il rilancio di Abruzzo Engineering, Cristina Gerardis, senza mai citare nè questo giornale, nè il titolo dell’articolo analizza rigo per rigo quanto pubblicato oggi da PrimaDaNoi.it.



STASI Sì, STASI NO

Gerardis scrive:

«La rappresentazione di una situazione di "stasi, immobilità, inerzia" è del tutto non rispondente alla realtà dei fatti e con evidenza proveniente da una fonte nella migliore delle ipotesi poco o male informata. Senza negare le endemiche difficoltà legate al necessario rodaggio delle attività di riavvio della società e ai passaggi obbligati per riportarla in bonis, in attualità tutto il personale di Abruzzo Engineering si trova impegnato in attività a servizio dell'ente e del territorio, non solo legate alla ricostruzione».



LA MAGISTRATURA HA CONTROLLATO

Gerardis scrive ancora:

«Desta stupore l'osservazione per cui la magistratura si sarebbe disinteressata alle vicende della società, poiché così non è stato, dal momento che, in passato, senza conseguenze conclusive sul piano penale, sono state avviate indagini giudiziarie. Peraltro, nessun esponente del vecchio gruppo dirigente è presente oggi nella compagine societaria che, come noto, è guidata da un collegio di liquidazione e, limitatamente a incombenze legate all'uscita dalla liquidazione, da un direttorio costituito, tra gli altri, dalla sottoscritta. Con impegno quotidiano che già sortisce risultati visibili, tali soggetti hanno messo in campo tutti gli strumenti per risollevare la società sia sul piano operativo che finanziario con una prospettiva di piena operatività negli anni a venire».



FIBRA ABBANDONATA GRANDE RISULTATO

«Anche la delibera sul recupero dell'infrastruttura in fibra ottica, erroneamente travisata nell'articolo, costituisce in realtà una modalità di concreta salvaguardia degli interessi dell'erario regionale, in un'ottica di recupero per quanto possibile di ciò che è stato realizzato nelle precedenti gestioni, in un momento storico in cui Abruzzo Engineering si occupava di banda larga (ciò che non accade più da cinque anni, in base ad una disposizione di legge regionale: la finanziaria 2011)».



PERSONALE SFIDUCIATO? MA QUANDO MAI

«Neppure è vero che tra il personale si respira aria di profonda sfiducia, ma semplicemente una giustificata attenzione sul procedere dei passaggi normativi e amministrativi finalizzati all'uscita dalla liquidazione e alla stipula di un unico contratto di servizio con l'ente. In particolare, per ciò che concerne la gestione ordinaria, è una totale falsità che vi siano dipendenti che non percepiscono lo stipendio da cinque mesi: vi è in realtà un ritardo per tutto il personale nel pagamento di due mensilità che verrà presto sanato anche grazie all'anticipo fatture ottenuto con una utile contrattazione con la BCC. Pure fuorviante è l'affermazione della prestazione da parte di Regione Abruzzo di garanzie per la società: piuttosto l'ente, attraverso l'intervento della sottoscritta, ha fornito all'istituto bancario una piana rappresentazione della situazione e della serietà e concretezza delle azioni messe in campo, così da giustificare una forma di apertura di credito che non può in alcun modo qualificarsi come "prestito", ma appunto come semplice "anticipazione di fatture" cui qualsiasi società sul mercato ricorre».



NESSUN DIPENDENTE HA STIPENDIO DI 2500 EURO

«In Abruzzo Engineering inoltre non vi è alcun dipendente che percepisca neanche lontanamente 2.500 € mensili, avendo un accordo sindacale ridotto gli stipendi per rientrare nei parametri di convenienza economica fissati da Regione Abruzzo.



«NON VI SONO DIRIGENTI»

«Il quotidiano riporta poi affermazioni virgolettate di un anonimo sedicente dipendente della società alle quali, per la completa mancanza di sostanza, nemmeno vale la pena di replicare. Da ultimo, si puntualizza che nella compagine societaria non vi sono dirigenti, come erroneamente riportato: piuttosto, appena chiusa la fase liquidatoria, è intenzione di Regione Abruzzo creare una governance snella auspicabilmente monocratica che consentirà non solo l'efficienza della gestione ma anche un costante raccordo con l'ente».



A COSA SERVONO GLI ARTICOLI “FALSI”?

Beh, a leggere questa “smentita” -peraltro ufficialmente non indirizzata a noi (?)- sembrerebbe di essere in presenza di un articolo totalmente falso. Tutto può essere: in questo caso, almeno, avrebbe il merito di spingere l’istituzione pubblica a chiarire, fornire dettagli, precisare, visto che la trasparenza su questa vicenda non c’è mai stata in passato ma con Gerardis, finalmente, è persino spuntato un sito istituzionale nuovo e con molti contenuti obbligatori per legge... con un lustro di ritardo. Ma l’Abruzzo in ogni caso non prenderà premi per la comunicazione istituzionale su questa vicenda.

Per il resto i lettori potranno farsi una opinione ma meglio di tutti i dipendenti.

Dopo due anni di duro lavoro (si vede) “le endemiche difficoltà legate al rodaggio” non danno l’impressione di una società nè dinamica, nè scattante, nè diversa nella sostanza dal passato. E’ possibile che ci sbagliamo e i risultati diranno.


La magistratura ha controllato, lo sappiamo e lo abbiamo scritto (e pure quello non è piaciuto) ma lo ha fatto poco e male e certe volte con grande svogliatezza come nel caso della denuncia di Chiodi in consiglio regionale di una presunta truffa della Selex ai danni della Regione Abruzzo, o nonostante le numerose notizie, molto gravi, che pure abbiamo pubblicato negli anni e che non sono affatto piaciute a chi ha gestito la società pubblica prima di Gerardis e chi continua a gestirla anche oggi.

Anzi possiamo dire persino che la magistratura è rimasta impegnata più a indagare su di noi che raccontavamo le storture ed i misteri di questa società che su come si sono volatilizzati decine di milioni di soldi pubblici.

Ed anche in questo caso non sempre siamo stati testimoni di un buon lavoro fatto dai magistrati che avrebbero solo l'obbligo di indagare ma almeno in un caso non lo hanno fatto credendo al 100% alle cose scritte (ma non verificate) nella querela.


Sulla fibra viene rivendicato «un grande risultato» e nessuno ha intenzione di sottrarlo ma (intanto la delibera non è stata pubblicata) e poi è sempre la solita storia: si tratta di due mondi lontani anni luce. Per noi come giornale e come cittadini rimane inderogabile la necessità di capire, individuare e sanzionare gli amministratori infedeli, sciatti, incapaci e magari anche un tantino “egoisti”. Chi dice di fare infrastrutture e, o non le fa o le lascia abbandonate, chi gestisce e crea debiti, non è un buon amministratore pubblico ed andrebbe allontanato subito perchè pericoloso.

La fibra creata da Abruzzo Engineering costata milioni di soldi pubblici e abbandonata ha creato un enorme danno a tutti i cittadini abruzzesi e all’intera regione affossandola e lasciandola a mollo per anni nel digital divide. Alla domanda: "chi è il responsabile?" la Regione Abruzzo fa scena muta ma se questo non è un danno enorme per migliaia di imprese e per il tessuto produttivo di certo gli extraterresti non siamo noi.


Visto che non è la prima volta che vi sono ritardi sugli stipendi e se è vero che i dipendenti non sono sfiduciati allora consiglio vivamente di pagarli un paio di volte l’anno.

a.b.