BUCHI ROSSO-NERI

Abruzzo Engineering, D’Alfonso e Gerardis nel pantano come Chiodi

Lavoratori senza stipendi da mesi

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Abruzzo Engineering, D’Alfonso e Gerardis nel pantano come Chiodi

ABRUZZO. Sia che vi sia la volontà di liquidazione, sia che vi sia la volontà opposta del rilancio il risultato è sempre lo stesso: stasi, immobilità, inerzia.

E’ strano, anzi stranissimo, il caso di Abruzzo Engineering, come la sua storia fatta di troppi lati oscuri che nessun magistrato ha mai voluto scandagliare e così si sono affastellate storture su storture in una montagna inestricabile di vicoli ciechi dove salvare il salvabile è impresa più difficile che fare tabula rasa.

A proposito di storture e lati oscuri l'ultimo di ieri riguarda l'approvazione da parte della giunta regionale dell'attivazione e messa in manutenzione dell'infrastruttura di fibra ottica regionale realizzata da Abruzzo Engineering nell'ambito dell'attività del POR FESR Abruzzo 2007-2013. La stessa giunta ammette che per consentire l'utilizzo della rete inutilizzata da anni e garantire adeguati livelli di servizio si ritiene opportuno concedere parte della infrastruttura in fibra ottica agli operatori della telecomunicazione per consentire agli stessi di ampliare la propria rete e migliorare i servizi di banda larga erogabili sul territorio regionale.

Poche parole che configurerebbero un danno erariale (ma anche culturale, economico, di sviluppo) enorme per molti ma non per chi amministra gli enti locali oggi che, anche di fronte a danni lapalissiani e cattiva gestione, non intende individuare l'origine per estrometterne la causa.

Ora però il clima che si respira tra i dipendenti è di profonda sfiducia dopo ormai due anni di governo di colore opposto a quello che aveva deciso la morte della società, oggi a totale capitale pubblico. Già perchè se prima alcuni dipendenti più di altri erano costretti ad una forzata cassa integrazione in vista della liquidazione, oggi si lavora ma senza stipendi con grossi problemi di sostentamenti per moltissimi degli oltre 100 lavoratori.

Ieri si sono tenute ben 2 riunioni sindacali che dovevano avere lo scopo di tranquillizzare e informare i dipendenti, ormai sempre più sul piede di guerra.

Gli stipendi non pagati sono due ma tra qualche giorno saranno tre se le coincidenze ed i buoni allineamenti astrali promessi dall’attuale vertice, Cristina Gerardis, anche direttore generale della Regione, non dovessero concretizzarsi.

Eppure ci sono anche molti dipendenti che non prendono lo stipendio da 5 mesi e sarebbe anche il caso di capire quali siano i criteri per pagare i lavoratori.

L’idea che serpeggia è che i sindacati vogliano tenere tutti tranquilli perchè non è il caso di protestare oggi con chi ha salvato la società da morte certa ora diventata agonia.

Ma molti dipendenti hanno il sentore che la società sia senza una vera guida esperta e di valore che possa guardare un pò più in là della navigazione a vista.

Intanto ieri Gerardis ha raccontato di aver portato direttamente garanzie (quali?) a Roma alla BCC, la quale sembrerebbe intenzionata a fare un prestito di un milione di euro per pagare almeno uno stipendio dei due arretrati e una rata alla Selex (per l’acquisto delle quote).

Ma la bella notizia è giunta in viva voce sullo smartphone della sindacalista Innocenzi della Cgil: Luciano D’Alfonso ha rassicurato i lavoratori, ancora una volta, ribadendo che lui stesso ha piazzato due grandi calibri nel direttorio come Vincenzo Rivera e Cristina Gerardis e quindi non c’è di che preoccuparsi.


CAMPA CAVALLO...

Sta di fatto che gli stipendi mancano a tutti, sia a quelli che prendono 1200 euro sia a chi ne prende 2500 euro.

«In Abruzzo Engineering c’è crisi sin dal primo giorno», racconta un dipendente, «perche’ la politica se ne frega. Nessuno ha interesse. Prima la salvano dalla chiusura poi la lasciano nella merda. Per avere informazioni sicure o per protestare il dipendente che telefona in società ha di fronte un muro, quello del silenzio o del “non si sa”, sono sempre in riunione, si riuniscono sempre in AE, ma chi sono? Perche’ i quadri dirigenziali della società non pubblicano i loro curriculum, cosi’ finalmente potrà finire il chiacchiericcio che da anni gira sulle loro inesistenti competenze? Perchè la regione Abruzzo, proprietaria della società al 90%, non convoca un tavolo aperto a tutti i dipendenti mostrando un organigramma trasparente con le nomine? Perché è tutto campato in aria? Perché l’hanno riempita di figure professionali inutili come quelle di responsabili ? Responsabili di cosa? Delle firme sul foglietto delle presenze?».

Domenico Attanasii, invece, che nei giorni scorsi aveva raccontato in una lettera inviata al premier Renzi tutta la sua rabbia mista a dolore per le difficoltà economiche legate ai mancati stipendi, oggi fa notare che le rassicurazioni del governatore vergate in una missiva a lui diretta del 18 febbraio 2015 non si sono avverate.

«Nella missiva originale e autografa», dice Attanasii, «Luciano D'Alfonso mi rassicura e mi prospetta un futuro migliore. Ai tempi della risposta del Governatore ero ancora in CIG da oltre 5 anni consecutivi. Oggi, 13 giugno 2016, non è cambiato quasi nulla in Abruzzo Engineering. La società in house non è ancora uscita dalla liquidazione, gli stipendi relativi ad Aprile 2016 e Maggio 2016 non erogati; dipendenti che lavorano sotto casa e dipendenti che viaggiano».

*** LEGGI LA REPLICA DEL DIRETTORE DELLA REGIONE CRISTINA GERARDIS