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Ciapi, dipendenti ancora in attesa degli stipendi: «sbeffeggiati e umiliati dalla politica»

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Ciapi: 700mila euro per salvare l'ente

Ciapi

ABRUZZO. Resta ancora grave lo stato di crisi dei dipendenti Ciapi da oltre tre anni senza stipendio.

I lavoratori sono allo stremo delle forze e soprattutto delusi dopo l’inutile approvazione all'unanimità di ben due risoluzioni (una a dicembre 2015 e l’altra a maggio 2016) da parte del consiglio regionale per cercare di sbrogliare la soluzione.

La giunta si era impegnata a mettere a disposizione lo stanziamento di 700 mila euro da individuare nella prima variazione di Bilancio utile da proporre al Consiglio regionale.

Insomma nulla è stato fatto e nel prossimo Consiglio, in programma proprio oggi, gli interventi sul Ciapi non sono neanche all'ordine del giorno.

«Trenta dipendenti e le loro famiglie sono ormai sbeffeggiate e umiliate senza il minimo rispetto», attaccano i lavoratori.

Venerdì scorso la Rsa e i dipendenti hanno inviato una lettera ai consiglieri regionali, al presidente della Giunta, Luciano D’Alfonso, e al presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, per chiedere di essere ricevuti in delegazione «in qualunque momento venga ritenuto opportuno» preannunciando la presenza al consiglio di oggi.

«Per l’ennesima volta», denunciano i lavoratori, «veniamo presi in giro e puntualmente delusi nonostante le gravi responsabilità che gli stessi politici hanno riconosciuto in capo alla regione Abruzzo».

«La nostra situazione lavorativa», continuano, «la dignità civile di cittadini abruzzesi è calpestata dai gravi ritardi ed inadempienze che prima o poi saranno valutate in tutte le sedi competenti.

Il pagamento delle retribuzioni è fermo a marzo 2013 «mentre questa amministrazione paga, in questi ultimi giorni, chi è stato, non individualmente ma in partecipazione, responsabile dei disastri del Ciapi stesso e delle traversie del personale».

L’ ente in 47 anni di attività ha formato circa 40 mila lavoratori ma rischia di passare alla storia per l’agonia dei suoi dipendenti.

La storia del declino del Ciapi è lunga ed è costellata di continue inadempienze – antiche e recenti - della Regione che ha progressivamente asfissiato il bilancio dell’ente, ridotto quasi a zero anche se il debito consolidato supera i 5 milioni di euro.

E questo è avvenuto nonostante l’obbligo della Regione di fornire i mezzi necessari per la sua attività, ripianandone anche le perdite e nonostante gli accordi sottoscritti e non attuati.

Il paradosso è che non potendo pagare gli stipendi il Ciapi non può presentare il Durc, il documento di regolarità contributiva, e così non può partecipare a bandi pubblici, europei in particolare, che garantirebbe finalmente delle entrate sostanziose e magari di pagare un po’ di stipendi e ridurre la montagna del debito.

Nei mesi scorsi il presidente Luciano D’Alfonso aveva svelato il suo piano per rilanciare l’ente considerato «una struttura strategica» per la quale si vuole chiedere anche il riconoscimento all'Unione Europea, trasformandola in società "in house" in grado di avere i mezzi per autofinanziarsi attraverso attività tecniche che altrimenti verrebbero esternalizzate. Ma è ancora tutto fermo.


ARRIVANO I 700 MILA EURO?

«L'assessore al bilancio Paolucci ha formalmente chiarito la disponibilità della Regione Abruzzo di chiudere la crisi del Ciapi entro e non oltre il mese di Giugno e di portare all'approvazione, con tutti i relativi atti dovuti, lo stanziamento iniziale dei 700 mila euro». E' quanto annuncia il consigliere regionale di Fi e presidente della commissione di Vigilanza, Mauro Febbo. Dalla conferenza è emerso come sia necessario un piano di salvaguardia finalizzato alla tutela delle professionalità maturate. Febbo ha chiesto che venga fatta «chiarezza al fine di capire le motivazioni del mancato contributo al Centro interaziendale addestramento professionale industria, promesso da mesi. La situazione del Ciapi è rimasta tragicamente invariata nonostante gli impegni assunti e gli annunci. L'assessore Paolucci - sottolinea Febbo - aveva chiarito nei precedenti incontri, anche alla presenza dei lavoratori dell'Ente, come la variazione destinata al Ciapi era in attesa di ricevere il parere favorevole dei revisori ma ad oggi sembra addirittura che siamo ancora al punto di partenza. Infatti in giunta non è mai arrivata la variazione dei 700 mila euro destinati al Ciapi per cui i revisori non possono esprimere nessun parere in assenza di deliberazione quindi l'ufficio Bilancio non ha ancora predisposto nessuna variazione in merito».