CHI REMA CONTRO?

Aeroporto, quando la Saga disse a Ryanair di non superare i 500mila passeggeri

L’ennesima incredibile storia di una gestione che salva gli errori del passato e li fa propri

Redazione Pdn

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Aeroporto, quando la Saga disse a Ryanair di non superare i 500mila passeggeri

 

 

ABRUZZO. La riunione è stata convocata alle 7.30 di oggi. Il presidentissimo Luciano D’Alfonso vuole tutti svegli e sobri già a quell’ora perchè in ballo ci sono le sorti dell’aeroporto.

Nella lettera di convocazione di tutte le parti il governatore ribadisce il suo personale punto di vista che è diventato anche quello di tutta la maggioranza pro tempore al governo regionale.

L’incontro serve «per una rilettura delle possibili debolezze procedurali, ripetutamente bersaglio di una maliziosa attività distruttiva portata avanti da pochissime figure, politiche e non, che non hanno preso di mira il centro della capacità di connessione della regione Abruzzo che si chiama aeroporto d’Abruzzo. Infatti sono diversi giorni che è stato attivato un malizioso “rullare di tamburi”, forse interessato all’unico obiettivo possibile di creare confusione, il che porterebbe con se ritardi, incertezze e sfiducia».

D’Alfonso nella sua veste istituzionale di massima autorità locale definisce «maliziosa attività distruttiva» quella di chi, come il Movimento 5 Stelle, ha fatto rilevare possibili violazioni di legge che il centrosinistra conosce ma non ha denunciato nè cassato. Ed è diventato ormai “normale” che un rappresentante delle istituzioni possa scambiare e travisare il senso di legalità e rispetto delle norme per “malizia” o scarso attaccamento alla propria terra.

Ma tant’è, sull’argomento lo scontro è aperto e profondo e nell’aria si respira, come da molto tempo a questa parte, una sospetta deriva arrogante e autoritaria.

Ma il punto è l’insostenibilità dell’attuale strategia politica che non potrà che creare nuovi debiti.

Ed infatti D’Alfonso oggi ribadisce che ci vogliono altri soldi per la Saga dopo quelli già elargiti per tappare i buchi di bilancio a fronte di uno sviluppo che non potrà esserci se non con una rivoluzione culturale e politica che la classe dirigente non vuole e dimostra di non essere in grado di sviluppare.

Infatti, nella riunione -spiega una nota della Regione- si è deciso di far convalidare attraverso il MEO-Test la sostenibilità normativa e finanziaria del sostegno pubblico all’aeroporto coerentemente con le linee guida dell’Unione Europea, e di elaborare una legge pluriennale 2016-2018 che stabilisca puntualmente le condizioni di sostegno finanziario della Regione Abruzzo al sistema della mobilità aerea connessa alla valorizzazione della vocazione turistica e del più generale sviluppo economico abruzzese. Il provvedimento conterrà un finanziamento di 4 milioni per il 2016, di 3 milioni per il 2017 e di 3 milioni per il 2018.

Al centro c’è Ryanair che da oltre dieci anni ha incassato oltre 40 mln di soldi pubblici senza gara in virtù di un contratto molto dubbio non solo per le modalità di sottoscrizione ma anche di merito.

E c’è una storia che può far capire meglio di ogni altra cosa la pericolosità di certe scelte del passato, mai contestate e riconfermate pure dall’attuale cda della Saga e maggioranza di centrosinistra.



E LA SAGA DISSE A RYANAIR: «NON FATE TROPPI PASSEGGERI»

Agli inizi del 2015 i passeggeri in transito sullo scalo abruzzese erano in costante aumento e stavano per battere il record dello scorso anno. Come si sa oltre il 95%  è trasportato  da Ryanair che viene profumatamente pagata da Saga in base ad un contratto stipulato nel 2009 e rinnovato nel 2014 (con scadenza il 24 giugno 2016) senza gara o indagine di mercato che prevede tariffe calcolate sui passeggeri in transito e in base a scaglioni.  

Ora tutto ci si può attendere dalla Saga e dalla politica che sostiene di voler salvare il turismo e l’aeroporto  ma non che dica a Ryanair di non fare troppi passeggeri.

Eppure è quello che è stato fatto.

Si arrivò a scrivere addirittura una lettera -che è rimasta segreta come molte altre carte per volere del presidente Nicola Mattoscio, firmatario- e che dovrebbe, invece, essere divulgata per svelare davvero il doppio volto di chi gestisce il denaro pubblico.

Infatti Mattoscio ed il suo cda nel 2015 si era accorto che Ryanair andava bene.

Troppo bene e che a fine anno (non quello solare ma quello che scade il 23 giugno, cioè al termine del contratto) avrebbe superato i 500mila passeggeri.

E allora?



LA CLAUSOLA

Allora il contratto stipulato nel 2009 predisposto da Ryanair e, dunque, volto a tutelare esclusivamente gli interessi della compagnia, prevedeva che per ogni passeggero la Saga avrebbe corrisposto 6 euro fino a 500mila passeggeri.

Da 500.001 la tariffa sarebbe scattata a 7 euro ma non calcolati sull’eccedenza ma sul totale complessivo.

Cioè se Ryanair nel 2015 (ma anche nel 2016) avesse trasportato 500.000 passeggeri la Saga avrebbe dovuto corrispondere 3mln di euro (500.000 x 6 euro) se i passeggeri fossero stati 500.00,1 invece, avrebbe dovuto corrispondere 3,5mln di euro (500.001 x7 euro) dunque una differenza netta di 500mila euro a fronte di pochi passeggeri in più.

La Saga si fa due conti, in cassa non ci sono soldi, liquidità azzerata come la salivazione per la paura del tracollo, si decide allora di inviare una lettera per fermare e rallentare Ryanair che ha tutto l’interesse di pubblicizzare i voli abruzzesi, spiegando che sarebbe stato difficile onorare il contratto se si fossero superati i 500mila passeggeri.

Ryanair di fatto poi quell’anno non superò i 500mila passeggeri e rallentò promozioni e sconti ai passeggeri ma non rispose in modo indulgente alla Saga sollevandola dall’incremento tariffario come pure avrebbe potuto fare una impresa che dall’Abruzzo ha preso tantissimo.

Ed è qui che si rompe “l’idillio” con gli irlandesi che poi tagliano voli e smobilitano la base di Pescara.

 Ma questo è quello che è successo, tra l’altro confermato e raccontato (anche se con numerose imprecisioni) dal consigliere delegato ai trasporti, Camillo D’Alessandro, nel consiglio straordinario su Saga. Ma un pò per la confusione in aula, un pò per quella sul contratto nessuno ha colto la portata di quel racconto obiettivamente incomprensibile.

Più comprensibile, invece, è stato lo stesso presidente Nicola Mattoscio che pure in alcune interviste tv  ha confermato la storia presentandola come fosse una delle cose più normali che un ottimo amministratore pubblico potesse fare. Anche in questo caso non si sono registrate nè repliche nè proteste.



CHI REMA CONTRO?

E qui ritorniamo al punto centrale e al peccato originale: il contratto con Ryanair tenuto segreto per anni, firmato e avallalo da tutti i cda della Saga dal 2009 ad oggi, è stato un regalo onerosissimo agli irlandesi costato carissimo all’Abruzzo, talmente tanto caro da spingere il cda di Saga a chiedere ed ottenere di fare il contrario di quello che avrebbe l’obbligo di fare.     

Tutta colpa di un contratto ed una clausola inaccettabile per tutti ma non per chi la firmò, forse, in quel momento al culmine di uno shock etilico se non si vuole ipotizzare l’omicidio volontario dell’interesse pubblico.

L’attuale classe dirigente ha voluto fare propri gli errori di altri accollandoseli pericolosamente.

Questo comporta responsabilità enormi.

La malizia qui non c’entra, così come non c’entra la buona politica.

In uno scenario del genere persino le dimissioni sarebbero poca cosa.


Alessandro Biancardi