LA STRIGLIATA

Arta, D’Alfonso striglia Amicone e la poltrona trema

«Grave nocumento» dopo il parere sul decreto inceneritori

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1062

Petrolio, D’Alfonso: «referendum serviva per la norma sulle 12 miglia»

D'Alfonso

ABRUZZO. Scricchiola la sedia del direttore generale dell’Arta Mario Amicone.

Se pubblicamente i richiami spettano al sottosegretario all’Ambiente Mario Mazzocca, che nei giorni scorsi ha inviato alle redazioni dei giornali un comunicato stampa di fuoco contro il dg dell’Arta colpevole di aver controfirmato il parere di non assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del cosiddetto “decreto inceneritori”, dietro le quinte è il presidente in persona, Luciano D’Alfonso, ad agitarsi ed ad alzare la voce.

Il governatore, infatti, il 31 maggio scorso ha preso carta e penna per richiamare all’ordine Amicone, politico democristiano di lungo corso, messo all’Arta da Gianni Chiodi ma riconfermato dal governatore regionale di centrosinistra.

D’Alfonso proprio non ha gradito il parere dell’Arta e ha ricordato ad Amicone che l’agenzia che presiede sarà pure un organo tecnico ma è comunque tenuto a rispondere alle direttive della Regione.

Il presidente della Regione sostiene che il parere di non assoggettabilità sia «a dir poco sconcertante» e lo sconcerto («per usare un eufemismo», annota il presidentissimo) sta nel fatto che l’Arta non abbia tenuto in contro quanto già espresso dalla giunta regionale ovvero sulla assoluta necessità della Vas, peraltro confermata ieri pure dalla commissione europea.

Ma D’Alfonso contesta anche la tecnica utilizzata per l’esame del rapporto preliminare e non accetta il fatto che si siano usati «metodi di generalità ed astrattezza» senza poi «riguardarlo da un punto di vista dell’impatto sul territorio regionale» tenendo in considerazione quanto già stabilito dal Consiglio regionale.

E poi ancora giù con il ribadire che l’Arta «come ho già avuto modo di ricordare in altre occasioni» (dunque non è il primo richiamo?) è un ente sottoposto agli atti di indirizzo degli organi statutari regionali».

E la strigliata va avanti: «in questa occasione» l’Arta ha disatteso «in maniera assolutamente incomprensibile gli obiettivi e le direttive impartite».

E poi l’avvertimento, nel caso in cui Amicone non avesse capito l’andazzo: D’Alfonso sottolinea come le «doglianze che riporto» siano «un elemento distorsivo del rapporto di fiducia che deve necessariamente sussistere fra gli organi di indirizzo politico i quali provvedono a nominare i vertici di codesto ente».

Vertici, prosegue il governatore, «sanzionabili con la revoca dell’incarico qualora vi sia difformità di agire rispetto agli obiettivi previsti dalla programmazione regionale».

D’Alfonso parla di «grave nocumento» che si sarebbe «potuto evitare solo se lo si fosse voluto» e chiede ad Amicone di rimediare al danno fatto anche perché il procedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale è ancora in via di definizione».

Cosà farà il direttore dell’Arta?