IL PUNTO

Piano inceneritori, schiaffo della Commissione Europea a Ministero e Arta

«necessaria valutazione ambientale»

Redazione Pdn

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Inceneritori, dopo Ombrina è l anuova battaglia ambientalista

ABRUZZO. Il Piano nazionale di incenerimento deve essere assoggettato a Valutazione Ambientale.

La conferma arriva direttamente dalla Commissione Europea che nella risposta all'interrogazione dell'europarlamentare del M5S Affronte ha chiarito che la procedura di Valutazione Ambientale Strategica è necessaria.

Viene dunque sconfessata l’Arta Abruzzo che proprio nei giorni scorsi aveva dato una risposta diametralmente opposta, facendo anche irritare la giunta D’Alfonso.

Il Forum dell'Acqua e Nuovo Senso Civico già lo scorso 15 aprile avevano sollevato il caso, inviando una lettera al Ministero e a tutte le regioni italiane in cui si contestava duramente l'escamotage con cui il Ministero cercava di evitare la fase delle osservazioni pubbliche per il famigerato piano di incenerimento che prevede oltre dieci nuovi inceneritori di cui uno in Abruzzo.

Addirittura, il Ministero sosteneva di non riuscire a calcolare gli impatti del Piano sull'ambiente.

Ma in un paio di ore le associazioni abruzzesi Forum Acqua e Nuovo Senso Civico erano infatti riuscite a calcolare le emissioni aggiuntive provenienti dall'incenerimento di 8 milioni di tonnellate di rifiuti all'anno (di cui 1,8 da mandare ai nuovi inceneritori).

La maggioranza delle regioni, tra cui Lombardia, Emilia Romagna, Campania, Veneto e Abruzzo, nel frattempo si sono schierate contro l'ipotesi ministeriale chiedendo di assoggettare a Valutazione Ambientale Strategica il Piano ministeriale.

«Inopinatamente», commentano le due associazioni, «l'Arta si è schierata con il Ministero dell'Ambiente aprendo uno scontro con la Giunta Regionale e con gli uffici che si occupano dei rifiuti nella regione. Ora arriva questa ennesima bocciatura direttamente da Bruxelles per Galletti e, in Abruzzo, Amicone».

Forum H2O e Nuovo Senso Civico ribadiscono che l'incenerimento produce «solo nuovo inquinamento senza risolvere i problemi, visto che, oltre alle emissioni in atmosfera, rimangono anche le ceneri dei rifiuti bruciati da smaltire in discarica (pari al 20-30% della massa originaria)».

La Direttiva Comunitaria 98/2008 pone l'incenerimento al quarto posto tra cinque opzioni nella gestione dei rifiuti.

«La direzione da intraprendere», insistono Forum e Nuovo Senso Civico, «è quella della prevenzione, del riuso e del riciclo, attività che creano filiere locali che possono dare lavoro a decine di migliaia di persone, al contrario di quella promossa dalle 5-6 aziende "pro-inceneritori" che vogliono solo spartirsi il mercato italiano dei rifiuti».