TURISMO E ACCOGLIENZA

Migranti, proposta di legge per ‘far fuori’ gli hotel diventati centri d’accoglienza

L’iniziativa partita da Montesilvano e Roseto

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

519

Migranti, proposta di legge per ‘far fuori’ gli hotel diventati centri d’accoglienza

ABRUZZO. Una modifica alla legge regionale sul turismo per escludere dai contributi pubblici e agevolazioni fiscali tutte quelle attività ricettive che ospitano migranti.

L’iniziativa è di diversi consiglieri comunali di Montesilvano, tra i quali Anthony Aliano, Lorenzo Silli, Alessandro Pompei, Manola Musa e Adriano Tocco coi rispettivi gruppi consiliari, dei consiglieri Valentina Di Felice e Corrado Di Battista nonché di alcune associazioni cittadine, del movimento locale Fratelli d'Italia, del movimento Noi con Salvini, esponenti consiliari e del movimento Fratelli d'Italia di Roseto degli Abruzzi.

Insomma il centrodestra vuole dichiarare guerra a tutte quelle attività turistiche che nei mesi scorsi si sono riconvertite a centri di accoglienza aprendo le porte agli extracomunitari in attesa che l’Italia conceda loro asilo politico. L’intento dei proponenti è quello di «approvare strumenti drastici per disincentivare quello che ad oggi ben può essere definito "fenomeno degenerativo"».

La legge che potrebbe subire una modifica è la numero 77 del 2000 ovvero quella che prevede «interventi di sostegno» (contributi pubblici e agevolazioni) alle imprese che operano nel settore turistico.

E la novità voluta dagli esponenti di centrodestra è netta perché la dicitura che potrebbe aggiungersi alla legge è chiarissima: «resta inteso che le agevolazioni di cui al presente comma, possono essere concesse esclusivamente qualora il fatturato o il ricavato dell'attività ricettiva degli ultimi tre anni sia integralmente derivante dall'attività turistica. Nel fatturato o ricavato non sono computate le entrate maturate per motivi riconducibili ad esigenze di ordine e di sicurezza pubblica e di specifici provvedimenti comunitari propinati con bandi prefettizi».

Insomma chi ospita migranti non potrà più contare su contributi di sostegno.

«L’economia locale, già martoriata dalle scelte infauste del passato e non di meno dalla crisi economica che ha colpito l’intero Paese», spiegano i proponenti, «necessita di essere tutelata da questo ennesimo trend innaturale a cui alcuni proprietari alberghieri sembrano essersi affidati per risollevare con inverosimile facilità le proprie sorti».

Secondo i consiglieri comunali si sarebbe arrivati «ad una vera e propria tratta dei migranti» per i quali «le associazioni sguinzagliano sul territorio intermediari pronti a convincere con il “dio denaro” i malandati proprietari di strutture alberghiere, finanche collocate sulla zona rivierasca che, per necessità, accettano di conferire in gestione la propria struttura per “pochi, maledetti e subito denari", con ogni riflesso negativo che si ingenera per la mancanza di investimenti sul territorio e per la sua promozione in favore del turismo attivo e passivo».


PERICOLI SANITARI PER I CITTADINI

Ma nella proposta di modifica i proponenti inseriscono anche un presunto rischio sanitario per i cittadini dal momento che «il più delle persone accolte sia affetta da malattie infettive - immunitarie oltre che epidemiologiche; ne discende un elevato rischio di diffusione a cui sono sottoposti i cittadini tant'è che si appalesa necessario procedere altresì con la costruzione di consultori e ambulatori medici, se del caso, con l'introduzione della tassa di scopo a carico di dette strutture».

E si legge ancora: «sovente, a ridosso delle strutture alberghiere, è possibile assistere alla contaminazione dei luoghi poiché gli ospitati hanno assunto la strana e singolare abitudine di defecare ed orinare sulla proprietà pubblica, esponendo a degrado e pessime condizioni igienico sanitarie i luoghi in cui abitano numerosi cittadini della nostra amata Regione Abruzzo».

ABRUZZO. Proposta Di Modifica Legge Regionale Migranti