ABRUZZESI DIMENDICATI

Monsignor Peter Cavallucci: “il prete scalzo” dall’Abruzzo all’America

«Sempre vicino ai poveri e agli ammalati. La sua grande umanità è ancora oggi ricordata».

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Monsignor Peter Cavallucci: “il prete scalzo” dall’Abruzzo all’America

Peter Cavallucci

ABRUZZO. Il presidente onorario dell'associazione culturale "Ambasciatori della fame", Geremia Mancini, riscopre, nei suoi studi monsignor Peter (Pietro) Cavallucci nato, figlio di umili contadini, in Abruzzo a Villamagna nel 1906 da Nicolantonio e Maria Giovanna Cicchini.

Le sue origini contadine, che non dimenticò mai, furono un “faro” per la sua intera esistenza. Nei suoi racconti riaffioravano sempre le memorie del suo portare le pecore al pascolo, dell’andare ad abbeverare le mucche e del camminare scalzo sulla dura terra. Da piccolo emigrò con i suoi genitori per gli Stati Uniti e precisamente per la città di Reading in Pennsylvania.

Qui il padre trovò lavoro presso la Pennsylvania Railroad la più grande società ferroviaria degli Stati Uniti. Il giovane Pietro mostrò una intelligenza assai vivace e su consiglio di un sacerdote venne avviato agli studi. I genitori fecero ogni sorta di sacrifici per il figlio. Pietro prima frequentò la “Holy Name High School di Reading e successivamente il “Saint Charles Borromeo Seminary”. Già nel 1934 fu ordinato Sacerdote. Da vice- parroco servì presso la Chiesa della “Beata Vergine Maria” di Philadelphia. Successivamente, sempre come vice parroco, nella parrocchia di “San Salvatore” di Norristown.

Sarà poi parroco di “Santa Elisabetta” a Pen Argyl e in quella di “San Tommaso d’Aquino” a Philadelphia. Sarà fondamentale per lui l’incontro con la realtà mineraria di Shenandoah dove incontrò tantissimi italiani. SI batterà, con loro e per loro, per migliorare le condizioni, spesso disumane, di lavoro. Ed è qui che nasce la leggenda del “Prete scalzo” . Un giorno mentre stava servendo messa vide un minatore che non aveva ai piedi le scarpe e allora lo chiamò accanto a lui e gli disse “non ti offendere se ti faccio dono delle mie scarpe perché anche io da piccolo nel mio Abruzzo non le avevo”. A questo gesto di estrema generosità ne seguiranno, fino alla fine dei suoi giorni, tanti altri. Poi per ben 19 anni fu Parroco nella cittadina di Germantown. Qui riuscì a far costruire una scuola, un convento e infine una nuova Chiesa. Nel 1962 tornò nella parrocchia “Holy Saviour Parish” ( San Salvatore) di Norristown.

Qui tutti apprezzarono la sua umiltà e la sua generosità. Creò una scuola parrocchiale nella quale si formarono generazioni di ragazzi. Ma è soprattutto ai poveri e agli ammalati che monsignor Peter Cavallucci dedicherà tutto se stesso. Non passava giorno che non si recasse alla mensa dei poveri, da lui voluta, o presso l’Ospedale Sacro Cuore di Norristown. Nel 1965 Padre Cavallucci fu nominato Monsignore da Papa Paolo VI. Quando morì il 30 novembre del 1988 per i suoi funerali la Chiesa non riuscì a contenere la folla dei fedeli. E Padre Carbonaro nel ricordalo, tra le altre cose, disse: “In questo “Prete scalzo” non c'era un briciolo di malizia. Era un uomo di una bontà unica. Lui davvero praticava quello che predicava. Ricorderemo sempre il suo monito "Fai del tuo meglio e Dio farà il resto!".