OPERE E OMISSIONI

Cavo- elettrodotto Terna, l’opera vantaggiosa per lo Stato? Dalle carte emergono i dubbi

Documenti ufficiali nelle mani dal perito Di Pasquale

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Cavo- elettrodotto Terna, l’opera vantaggiosa per lo Stato? Dalle carte emergono i dubbi





ABRUZZO. Dagli atti dell'Autorità per l'energia elettrica si evincerebbe che ad oggi i decantati benefici che si dovrebbero conseguire dall'interconnessione elettrica in cavo fra il Montenegro e l'Italia, ovvero il progetto di Terna, sarebbero momentaneamente un miraggio.
In pratica fino a questo punto è ancora incerto il costo di realizzazione dell'opera e quindi non si può fare una valutazione costi benefici.
E’ quanto rivela Antonio Di Pasquale che dopo essere stato denunciato 45 volte dal colosso responsabile del progetto ha avuto accesso ad una serie di atti che sta leggendo e sezionando con molta cura.
Nei giorni scorsi era saltata fuori la lettera di una ditta appaltatrice che raccontava a Terna di aver lavorato con il criterio della massima fretta e la circostanza ha suscitato più di una perplessità.
Dagli ultimi atti in mano al perito, inoltre, si evincerebbe che a Terna non interesserebbe tanto se l'opera da realizzare apporterà effettivamente alla collettività un vantaggio economico: «Terna», spiega meglio Di Pasquale, «è intervenuta più volte nei confronti dell'Autorità affinchè l'opera, a fronte delle gravi incertezze su costi-benefici, non fosse momentaneamente sospesa dall'Autorità. Ha pure decantato il probabile vantaggio "tipo riduzione del costo dell'energia elettrica" e ha cercato a tutti i costi di far rientrare i suoi impianti da realizzare nel programma incentivazioni da parte dello Stato per avere riconosciuto benefici di milioni di euro, fermo restando che l'opera comunque viene pagata prelevando circa il 14% di ciascuna bolletta dell'energia elettrica».
L'opera "cavidotto" è stata autorizzata dai competenti Ministeri, ma a Terna non sono stati concessi per la realizzazione della stessa finanziamenti da parte della Comunità Europea e sembra che ci siano anche problemi in merito alla provenienza dell'energia elettrica che dovrà transitare sulla linea.
Tirando le fila del discorso, a fronte di tutta la copiosa corrispondenza intercorsa fra l’Autorità per l’Energia Elettrica e la società Terna Rete Elettrica S.p.a., al momento, analizza ancora Di Pasquale, in attesa del completamento delle indagini di survey marina, i cui risultati sono attesi nel periodo giugno – settembre 2016 necessarie per valutare un giusto tracciato e di conseguenza i relativi ulteriori costi, sembra non sia ancora chiaro se l’Interconnessione HVDC Italia - Balcani sia effettivamente, per lo Stato Italiano economicamente vantaggiosa.
«Non è ancora evidente», spiega meglio il perito, «la minore onerosità tariffaria attesa e tanto decantata con un risparmio di 255 milioni di euro, a detta dell’Amministratore delegato Terna, Flavio Cattaneo, nel 2012».

SUL FRONTE QUERELE
Intanto la battaglia di Di Pasquale va avanti anche sul fronte querele. Lui periodicamente aggiorna quello che definisce ‘bollettino di guerra’.
A che punto siamo oggi?
Terna gli ha presentato ben 45 atti di citazione, con richieste milionarie per ipotetici danni pari a 50 milioni di euro (40 davanti al tribunale di Lanciano e altre 5 a Chieti.) per un totale di 3 giudici istruttori attualmente al lavoro sul caso e 2 avvocati (Pietro Silvestri e Maria Cristina Silvestri).
Attraverso il comando dei Carabinieri di Lama dei Peligni sono state recapitate 25 remissione di querele da parte della società Terna Rete Italia s.p.a. tutte rispedite al mittente senza accettare la remissione. Altre 4 richieste sono arrivate attraverso il comando dei Carabinieri di Guardiagrele, ma anche in questo caso sono state tutte rispedite al mittente.
«Ci si vede il 3 giugno alla prima prossima udienza presso il Tribunale di Lanciano per vedere quali testi, indicati dalle parti, il Giudice Istruttore ammetterà», annuncia Di Pasquale.