SCONTRO ISTITUZIONALE

Decreto inceneritori, l’Arta sconfessa la Regione

Parere dell’agenzia regionale in contrasto con piano regionale

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Decreto inceneritori, l’Arta sconfessa la Regione

Mario Amicone

ABRUZZO. E’ scoppiata una vera e propria bufera dopo la firma del parere dell’ Arta (Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale) sulla non assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del cosiddetto “decreto inceneritori”.

Un parere in contrasto con il Piano regionale e se il sottosegretario Mario Mazzocca non nasconde lo sconcerto sono ancor più duri Wwf e Legambiente che chiedono che la politica esca fuori dall’agenzia regionale (il direttore generale viene nominato dalla Regione).


PARERI CONTRASTANTI

Al contrario da quanto espresso da Arta, l'Esecutivo regionale ritiene che il Rapporto preliminare elaborato dal Ministero, pur non intervenendo sull'ubicazione dell'impiantistica di incenerimento, sia a livello comunale che di circoscrizioni di area vasta, contenga elementi diretti in grado di incidere in termini di effetti significativi sull'ambiente.

Per tale motivo, la Giunta regionale ritiene che la programmazione incida direttamente sulle componenti ambientali e che, pertanto, debbano essere calcolati gli effetti d'impatto sull'ambiente a livello di Valutazione Ambientale Strategica nazionale.


LA RICHIESTA DA PARTE DEL MINISTERO

Sul tema specifico il ministero ha autonomamente interessato, al pari delle altre agenzie regionali di protezione ambientale, l'Arta quale Aca (autorita' competenti in materia ambientale) per un parere di merito anche se non specificatamente dovuto.

Per Mazzocca apprendere dell'esistenza di un parere Arta per caso e solo dalla sua pubblicazione sul sito del Ministero non sembra proprio un fatto normale.

«Pur nel rispetto dell'oggettivita' delle rilevazioni tecniche, in piena coerenza con gli obiettivi della stessa», va avanti Mazzocca, «l'Arta ha espresso un parere al ministero dell'Ambiente che non tiene affatto in considerazione la linea politica della Regione Abruzzo in materia di rifiuti».


FUORI POLITICI DALL’ARTA»

«L’opinione firmata dal direttore Amicone non ha alcuna base sul piano scientifico», denunciano Wwf e Legambiente. «e dimostra a chiarissime note la fondatezza della denuncia che WWF e Legambiente avevano presentato pubblicamente nell’ottobre dello scorso anno, quando avevano chiesto l’azzeramento degli attuali vertici dell’Agenzia e la nomina di un nuovo gruppo dirigente, con un concorso trasparente a livello europeo sottratto al vergognoso controllo dei partiti».

Una richiesta – sottolineano i presidenti regionali di WWF e Legambiente, Luciano Di Tizio e Giuseppe Di Marco – che le due associazioni tornano a ribadire con forza oggi, «dopo questo inaccettabile parere che vorrebbe essere tecnico e invece prescinde da ogni valutazione scientifica e che addirittura mistifica le normative europee che prima, di prendere in considerazione incenerimento e discariche, parlano di riduzione dei rifiuti, riuso e riciclo. L’ARTA si esprime su una bozza di programma elaborata da organi politici e dà valutazioni esclusivamente politiche. Dall’attuale direttore generale Mario Amicone, un politico di vecchio corso che non ha adeguate competenze né esperienze nel campo della tutela dell’ambiente, non ci si poteva del resto attendere nulla di diverso».


AMICONE: «CONTROFIRMATO PARERE TECNICO»

Ma l’Arta si difende e spiega , attraverso il suo direttore generale, Mario Amicone, di non aver disatteso alcuna programmazione ambientale nè direttiva regionale perché non ne era a conoscenza e non è stata assolutamente coinvolta in merito.

Amicone spiega di non aver mai «personalmente espresso nessuna opinione ma di aver semplicemente trasmesso a mia firma un parere tecnico formulato dalla Direzione dell’Area Tecnica, i nodi vengono al pettine perché l’ARTA deve dare il proprio supporto tecnico-scientifico a tutte le Pubbliche Amministrazioni e come tale va tecnicamente consultata e informata, e nessuno può pensare che il tecnico, in questo caso la struttura tecnica, debba immaginare il “pensiero” di qualcuno ed è bravo se ha immaginato bene, mentre non lo è se si esprime diversamente: il tecnico è il tecnico, sempre, sia quando il suo parere - se viene richiesto - è in linea con le aspettative che quando non lo è, e metterlo alla berlina dubitando della sua professionalità oltre a non essere un buon investimento per la Regione, significa vanificare il ruolo di una Istituzione, l'ARTA, che deve godere della credibilità delle altre e dei cittadini».

«Diversamente avrebbe ragione anche chi diffida della balneabilità del mare quando i dati analitici sono buoni e tranquillizzanti», continua Amicone.

Il direttore generale dell’Arta sottolinea che Mazzocca sa che il Piano Regionale dei Rifiuti vigente risale al 2007, e risulta coerente con il Programma allegato al D.P.C.M. in questione, che l’iniziativa di un nuovo Piano è ferma ad una Conferenza di Servizi tenutasi nel mese di Dicembre 2015 e l’Arta «ignora qualsiasi proposta o intenzione di modifica perché non più consultata. Parlo anche di “memoria” perché il Sottosegretario Mazzocca dimentica che la Conferenza Permanente Stato–Regioni sull’argomento, tenutasi il 4 febbraio 2016, si è conclusa con il Presidente della Conferenza che rileva: «si è arrivati a stabilire un rapporto costruttivo con il Governo, e considerando che una tale conclusione consente di ottenere l’assenso anche delle Regioni Marche, Umbria, Abruzzo e Molise precedentemente contrarie ha espresso "parere favorevole" allo schema di D.P.C.M. emendato salvo le Regioni Lombardia e Campania che hanno espresso voto contrario».