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Turismo, disastro Abruzzo: terzultima regione in Italia

Le chiacchiere stanno a zero: ecco la cruda realtà

Redazione Pdn

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Turismo, disastro Abruzzo: terzultima regione in Italia


 


ABRUZZO. Centinaia di milioni di euro spesi in decenni, forse miliardi, per rilanciare «l’immagine della nostra regione nel mondo», far conoscere l’Abruzzo “regione verde d’Europa”, dei parchi, del mare e della montagna. Ed il risultato qual è?

Tra le regioni italiane l’Abruzzo è al terz’ultimo posto per flusso di turisti. Che cosa significa? Che stiamo messi un tantino meglio di Molise e Basilicata ma molto peggio di tutti gli altri e la cruda realtà è che i turisti non scelgono la nostra regione per le vacanze.

Di certo una molteplicità di fattori ha contribuito ad una vera e proprio costosissima debacle, non ultima, per esempio, la bataglia contro il petrolio che ha forse vanificato i timidi sforzi del passato. Poi ci sono molti altri fattori “di merito” che potrebbero incidere, oltre alla scarsa pubblicità e marketing territoriale che non si fa se non partecipando con questo  o quell’ente a questa o quella fiera. Il dato acquisito è che  l’Abruzzo non è ancora conosciuto e, forse, nemmeno troppo apprezzato da chi invece viene.

Sarebbe interessante conoscere i dati dei ritorni dei turisti per aiutare molto di più gli operatori economici magari a migliorarsi o a fare mea culpa, se è vero che sono pochissimi quelli che ritornano e cioè dimostrano di aver apprezzato bellezze e servizi.

C’è poi la questione dei prezzi; da anni molte delle possibilità turistiche abruzzesi si attestano a livelli di prezzo medio-alti al pari di ben altre blasonate, conosciute e ricche realtà turistiche. In molti casi è più economico scegliere località estere che l’Abruzzo (spostamenti compresi...)

Il discorso è lungo e variegato e di certo la classe politica e imprenditoriale in questi anni non ha dimostrato di riuscire a stare al passo con i tempi e a risalire la china che in questo caso è una classifica impietosa.

E per chi volesse scegliere il mare abruzzese quello che si registra negli ultimi mesi (scandali, inchieste giudiziarie sui depuratori che non depurano e i livelli di inquinamento che impongono divieti di balneazione che appaiono e scompaiono…) non aiuta di certo e dimostra quanta strada anche culturale bisogna ancora fare.

Dilettantismo e approssimazione anche e  soprattutto della classe dirigente che sembra stentare e compiere errori grossolani. Solo per citare un esempio: su Facebook c’è un gruppo di persone che spinge la Saga a pubblicizzare un volo che la stessa ha già pianificato con Torino. In Piemonte è tutta un’altra storia, in Abruzzo è la gente che deve incitare a fare il minimo.     

A intervenire alla vigilia dell'estate è Confartigianato che lancia l’allarme e parla di  «battuta d’arresto, con dati estremamente negativi».

Secondo l'associazione «viene meno l'identità turistica del territorio», a causa del calo della qualità e dei servizi.

L'Abruzzo, nel 2014, secondo l’Enit, è al diciottesimo posto per arrivi e presenze di turisti stranieri, con una flessione pari al -7,7% nel primo caso e -11,2% nel secondo; la situazione è peggiore solo in Basilicata e in Molise.

«Per una regione che vanta mare e montagne straordinarie, tre parchi nazionali, un patrimonio enogastronomico apprezzato in tutto il mondo, paesaggi e località che soddisfano ogni tipologia di turismo, da quello sportivo a quello religioso fino a quello culinario – sottolinea il presidente di Confartigianato Abruzzo, Luca Di Tecco - è un paradosso essere tra le regioni fanalino di coda del Paese».

«In un contesto di questo tipo, non siamo solo preoccupati per il futuro della nostra regione – evidenzia il presidente – ma siamo anche esausti di assistere ai continui litigi tra i diversi schieramenti politici, che sembrano dimenticare lo scopo del loro mandato; situazione, questa, che va avanti da almeno dieci anni. Siamo sul punto di non ritorno: dobbiamo fare il possibile e anche di più per salvare il nostro turismo e la nostra economia. La Regione non può tirarsi indietro, ma deve fare la sua parte».


L’AEROPORTO?

«Restano incerte le sorti dell'Aeroporto d'Abruzzo – prosegue Di Tecco - La società di gestione riesce a stento ad attivare un collegamento per Spalato con un idrovolante da dieci posti, mentre resta il rischio di perdere Ryanair, vettore che fa viaggiare da e per l'Abruzzo 560mila persone all'anno e che genera, per imprese ed attività del territorio, un fatturato di 800mila euro al giorno. La Saga dovrebbe essere potenziata, non soltanto dal punto di vista economico, ma anche qualitativo, collaborando con le associazioni, tra cui Confartigianato. Ribadiamo infatti la disponibilità ad offrire gratuitamente il nostro centro studi ed i nostri manager per trovare una soluzione che consenta di rilanciare lo scalo, le cui potenzialità sono enormi».



L’INQUINAMENTO?

«La città più colpita è Pescara, cuore pulsante dell'economia abruzzese – osserva il presidente di Confartigianato Commercio Pescara, Massimiliano Pisani – Se l'inquinamento del mare ha fatto la sua parte, ci sconvolge il fatto che il punto di informazioni turistiche solitamente attivato in piazza della Rinascita sia chiuso e, a quanto pare, resterà chiuso ancora a lungo, nonostante l'estate alle porte. Il risultato? Nel pieno della stagione turistica e in occasione di eventi importanti, come, ad esempio, IronMan, saremo costretti a vedere quei pochi turisti che sceglieranno l'Abruzzo girare per la città senza un punto di riferimento per chiedere tutte le informazioni necessarie».

«Pesa sul turismo – aggiunge il presidente di Confartigianato Commercio - anche la perdita dell'identità pescarese, con la città letteralmente invasa da attività di multinazionali straniere, negozi etnici, bar, fast food e supermarket stranieri. Proprio su questo avevamo lanciato la proposta, rimasta inascoltata, di seguire l'esempio del Comune di Firenze e di prevedere che in negozi e locali del centro almeno il 70% della merce venduta sia abruzzese, introducendo un apposito marchio 'made in Abruzzo'. Il turista, infatti, deve ricordarci anche e soprattutto per aver provato, gustato ed acquistato i prodotti tipici. Ribadiamo, poi, l'invito a lavorare sul tema della sicurezza, perché furti, vetrine sfondate, risse e movida incontrollata non possono diventare il biglietto da visita della città».

«Chiediamo alle istituzioni di sedersi attorno ad un tavolo con i rappresentanti di tutte le associazioni di categoria per studiare rapidamente tutte le azioni da intraprendere per tutelare l'Abruzzo e per rilanciare il turismo. In caso contrario – concludono Di Tecco e Pisani – a settembre saremo di nuovo costretti a leccarci le ferite, per tutto ciò che non è stato fatto».

Con una analisi così è chiaro che c’è da fare moltissimo ancora e che ci aspettano  stagioni amare. Molte stagioni ma per ora l’importante è almeno iniziare il viaggio.

Siete pronti?

Turisti stranieri nelle regioni italiane
(in ordine decrescente di arrivi 2014)
grad.
 
2013
2014
Variazione %
2014
Regione
Arrivi
Presenze
Arrivi
Presenze
Arrivi
Presenze
1
Veneto
10.471.016
40.877.288
10.597.803
41.306.004
1,2
1,0
2
Lombardia
6.989.200
19.300.473
7.297.664
19.677.303
4,4
2,0
3
Toscana
6.747.165
23.166.029
6.821.947
23.154.147
1,1
-0,1
4
Lazio
6.664.244
20.516.459
6.758.348
20.675.157
1,4
0,8
5
Trentino Alto Adige
5.299.763
26.039.520
5.479.355
26.242.808
3,4
0,8
6
Emilia-Romagna
2.504.803
9.838.480
2.524.689
9.822.981
0,8
-0,2
7
Sicilia
2.003.018
7.148.069
2.042.506
7.107.368
2,0
-0,6
8
Campania
1.876.610
8.115.338
1.949.634
8.176.727
3,9
0,8
9
Liguria
1.685.872
5.230.950
1.808.941
5.321.684
7,3
1,7
10
Piemonte
1.490.737
5.054.548
1.570.864
5.151.959
5,4
1,9
11
Sardegna
1.002.046
4.908.201
1.095.489
5.316.299
9,3
8,3
12
Friuli-Venezia Giulia
1.027.529
4.141.763
1.049.572
4.132.771
2,1
-0,2
13
Umbria
633.083
2.072.217
687.215
2.136.726
8,6
3,1
14
Puglia
607.990
2.446.689
663.713
2.547.305
9,2
4,1
15
Marche
389.313
1.960.732
399.459
2.065.448
2,6
5,3
16
Valle d'Aosta
344.385
1.117.940
377.245
1.211.654
9,5
8,4
17
Calabria
254.330
1.663.416
241.268
1.618.710
-5,1
-2,7

18

Abruzzo

188.658

980.193

174.171

870.288

-7,7

-11,2

19
Basilicata
70.550
172.223
81.576
215.011
15,6
24,8
20
Molise
12.924
42.854
14.041
42.157
8,6
-1,6
 
ITALIA
50.263.236
184.793.382
51.635.500
186.792.507
2,7
1,1

Fonte: Istat