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Bilancio Arta, Amicone contro Mazzocca: «ribalta le responsabilità»

«Dichiarazioni false e informazioni di comodo»

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Bilancio Arta, Amicone contro Mazzocca: «ribalta le responsabilità»

PESCARA. Le accuse del sottosegretario all’Ambiente Mario Mazzocca proprio non gli vanno giù.

No, il direttore generale dell’Arta, Mario Amicone, è convinto che i problemi legati alla situazione finanziaria dell’agenzia regionale che presidente non siano da attribuire all’Arta, così come detto ieri da Mazzocca.

Amicone riferendosi alla ricostruzione fatta dal sottosegretario all’Ambiente parla di «dichiarazioni non veritiere e tecnicamente infondate», di ribaltamento di responsabilità, «informazioni di comodo o in cattiva fede di qualche funzionario che probabilmente deve coprire le proprie inadempienze».

Per quanto riguarda il taglio del contributo di funzionamento del 50% Amicone sostiene che si tratti di una scelta tecnico-politica «che posso anche non condividere ma che devo rispettare e prenderne atto».

Ma per quanto riguarda, invece, la concertazione con l'Ente Regione sulle attivita' da svolgere la verita' e le competenze «sono completamente capovolte».

Amicone spiega che il Comitato Regionale di indirizzo non è stato mai istituito o comunque il direttore generale non e' stato mai convocato come per legge, «la Giunta Regionale - sostiene il direttore generale - non ha mai emanato o notificato ne' gli atti d'indirizzo e coordinamento e ne' ha mai definito gli obiettivi generali, se non richieste di intervento e collaborazioni urgenti, come le varie emergenze ambientali e non, i vari dragaggi e le varie consulenze per procedimenti di infrazione in corso su ritardi per programmi ministeriali ed europei, l'Arta ha autonomamente previsto anno per anno un programma di attivita' rapportato ai rispettivi Bilancio di Previsione, regolarmente approvati»

«Le numerose attivita' in corso nell'Agenzia, del resto - osserva il direttore - sono fissate e rese obbligatorie dalla copiosa normativa statale di settore e dalle numerose richieste da parte di Enti, Forze di Polizia e Procure».

Per il 2016, spiega dunque Amicone, l'Arta ha provveduto autonomamente a rettificare il programma solo in relazione alle minori disponibilita' di bilancio non disponendo di alcuna linea di indirizzo o obiettivo da parte della Giunta regionale «e non c'era percio' ragione di concertare le variazioni se non era stata concertata la programmazione annuale».


LE DATE E I RITARDI

Ma il direttore smentisce Mazzocca anche sul fatto che la mancata liquidazione del contributo dalla Regione sia dovuta al ritardo della trasmissione del bilancio Arta: «la Regione, invece», sottolinea Amicone, «dovrebbe e deve erogare il contributo di funzionamento in base al proprio bilancio 2016 e non in base al bilancio Arta che comunque e' stato opportunamente variato (il 18 aprile) entro i 30 giorni prescritti dalla comunicazione (il 23 aprile, dopo 4 mesi) di avvenuta approvazione del Bilancio Regionale (10 dicembre 2015) che prevedeva, appunto, la riduzione del contributo».

A beneficio di chi non conosce i meccanismi di bilancio, Amicone spiega che il bilancio Arta 2016 e' stato trasmesso in ritardo alla Regione (18 dicembre 2015) perche' a sua volta il Bilancio del 2015 (trasmesso da Arta il 23 novembre 2014) e' stato approvato dalla Regione solo il 19 settembre 2015 (10 mesi dopo) e le relative variazioni deliberate nello stesso anno 2015 (a luglio e novembre) sono state approvate dalla Giunta solo in questi giorni (maggio 2016) costringendo quindi la Direzione Arta a presentare il Bilancio 2016 in ritardo e con dati non definitivi dell'anno 2015.

«A conferma dei 'numeri' che da' il sottosegretario Mazzocca - dice infine Amicone - l'Arta e' costretta ancora oggi, come gia' si e' verificato nel 2015, ad una gestione non programmabile per la maggior parte dell'anno perche' non disponendo del bilancio approvato deve procedere per dodicesimi e con il divieto di qualsiasi spesa di investimento cosi' come prescrivono le norme sull'esercizio provvisorio e sulla gestione provvisoria».