L'INTERVISTA

Isidoro (ex cda Saga): «mia battaglia per legalità ostacolata da politica è finita in procura»

L’ex comandante Alitalia annuncia di aver firmato un esposto molti mesi fa

Redazione Pdn

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Emidio Isidoro

Emidio Isidoro


ABRUZZO. Emidio Isidoro, pensionato Alitalia con la qualifica di comandante di lungo raggio con oltre 20mila ore di volo, è stato nel cda della Saga dal 26 gennaio 2015 al 21 settembre 2015 come «persona di alta competenza del settore» così come prevedeva lo statuto. Ha però avuto vita breve nella società di gestione dell’aeroporto perchè, dice, c’è stato uno scontro di «mentalità, idee e legalità» e la politica non ha voluto ammettere gli errori fatti dagli altri, nè rendersi conto della insostenibilità di certi comportamenti. Al centro dell’ostracismo contro di lui -secondo la sua versione- c’è la denuncia della sospetta illegittimità dei rapporti tra Saga e Ryanair circa i finanziamenti diretti e pubblici che di fatto violerebbero la concorrenza.

Critici e tesi i suoi rapporti con il presidente Mattoscio che -a suo dire- non si è mostrato nè attento nè sensibile nell’ascoltare istanze, proposte e poi vere e proprie denunce. Al centro milioni di euro pubblici per ripianare debiti creati da gestioni oggi sotto accusa ma non dalle amministrazioni pubbliche che pure avrebbero dovuto controllare.

Isidoro, dopo che D’Alfonso a settembre 2015 impose le dimissioni a tutto il cda, non è stato riconfermato. Dice di non dolersene ma per senso di legalità ha firmato un esposto in procura anche per segnare un netto distinguo con chi, invece, la pensava diversamente da lui.  Quando lo incontro sembra una di quelle bottiglie di spumante chiuse ma agitate per bene pronte ad esplodere, vuole raccontare la sua esperienza per amore della sua terra e per l’aeroporto che ha visto crescere nei decenni.


 

Qual era la situazione in Saga al suo arrivo? Che priorità avete affrontato?

«Il 90% della situazione la conoscevo perchè ho sempre seguito le vicende aeroportuali. Per i primi due mesi mi sono adoperato per trovare un tour operator per fare charter per Korfù, Mikonos,Tirana e altri. Dopo l’approvazione del bilancio 2014 avvenuto a marzo 2015 sono emerse una serie di problematiche e  7.740.000 di perdite così mi sono reso conto che la situazione finanziaria della società pubblica era pesante tanto da minarne il futuro. Siccome la Saga è una spa ed i componenti del cda sono soggetti agli articoli del codice civile che stabiliscono compiti e responsabilità di un amministratore ho capito che non potevo sbagliare. Mi sono persuaso che si doveva cambiare totalmente se si voleva salvare l’aeroporto…»



Cioè?

«Intanto ho scoperto che la vicenda Ryanair pesava in maniera abnorme sul bilancio e poi che Saga non produce utili dalla gestione propria. Ho cercato di informarmi meglio e documentarmi ed ho scoperto che tutti sapevano del contratto con la compagnia ma nessuno conosceva particolari e nessuno l’aveva mai visto… »



Possibile?

«Il contratto originale non è mai stato portato al vaglio del cda. In più occasioni l’ho chiesto ma non mi è stato mai dato. Quando, però, nel cda è venuta fuori a giugno 2015 la relazione del Mef molto critica e problematica sulla gestione si è capito che tra gli allegati c’era anche il contratto Ryanair.  

Il presidente Mattoscio ci propose di dare mandato al direttore di rispondere al ministero ma siccome io non conoscevo nel merito la questione ho detto che avrei votato solo potendo leggere tutta la documentazione. Così anche gli altri consiglieri di amministrazione hanno chiesto che fosse spedita via mail la documentazione. E’ successo però che Mattoscio decise di non spedire i documenti ma chi voleva leggerli poteva recarsi in ufficio a prenderne visione»



Come mai non li mandò via mail?

«Lui disse che era pesante e che erano troppe pagine…»



Troppe pagine?

«Disse così…»



Lei sa che via mail si mandano anche file pesantissimi?

«Certo che lo so…»



Forse la vera ragione era un’altra? Aveva paura di fughe di notizie o per caso ha detto anche a voi che si trattava di documenti segreti?

«Questo non glielo so dire.. Sta di fatto che io fui costretto in tre o quattro giorni a leggere tutta la documentazione andando in Saga per rendermi davvero conto. In quella occasione ho visto per la prima volta i contratti Saga ma io quei documenti non li ho mai avuti perchè mi sono stati sempre negati»



Che idea si è fatto lei sulla gestione Mattoscio-D’Alfonso che sembrerebbe nei fatti volta ad accollarsi anche responsabilità non loro? Perchè poi dire una baggianata come quella che non si possono spedire i documenti via mail se non per evitare la divulgazione di notizie scomode? Ma il punto è che fino ad allora erano scomode per altri...

«Ho iniziato ad avere sentore molto presto ma quando mi sono accorto che non c’era molta voglia di cambiare davvero il modus operandi e di discostarsi dal passato ho cercato di parlare più volte con Mattoscio andando nel suo studio anche alla Fondazione PescaraAbruzzo. Lui mi disse che non avrebbe mai ostacolato Ryanair su Pescara».


Lei ha parlato anche di eventuali irregolarità sul finanziamento a Ryanair e che il contratto poteva creare dei problemi?

«Io ho detto tutto a voce e poi l’ho scritto nella lettera di luglio 2015. Io ho detto anche che sarebbe stato difficile andare avanti anche per grossi problemi di liquidità.

Quando poi il 23 luglio portai la lettera al cda e la protocollai Mattoscio, andando in escandescenza, mi disse “se lei presenta questa lettera io mi dimetto”. Dopo due giorni su Il Centro uscì una frase che non mi piacque per niente: “qualcuno ha sgarrato in cda” disse al giornale e lui non ammetteva gli sgarri. Quando lo incontrai gli dissi qualche giorno dopo “caro presidente lo sgarro è un concetto mafioso e non mi appartiene”» .



Che cosa conteneva quella lettera?

«Da quel documento emergevano chiaramente i problemi e poneva di fronte ad un bivio lo stesso cda che sarebbe stato inchiodato sulle proprie responsabilità. Anche perchè precisai che il contratto con gli irlandesi era nullo di pieno diritto. Inoltre feci presente che 5mln all’anno era una cifra non più sostenibile per la società e per questo si era pensato di scendere a 2,5 mln di euro. Il direttore avrebbe dovuto trattare e convincere con le buone o le cattive Ryanair a mantenere tutte le rotte .

Poi arrivò la risposta “confidential” e chiarì fin  da maggio 2015 che Ryanair a quel prezzo avrebbe tagliato rotte e destinazioni… proprio così come sta facendo oggi. Poi visto il muro di gomma del presidente ho dovuto scrivere la lettera.

La cosa incredibile, però, successe proprio il 23 luglio quando protocollai la lettera e, dopo aver minacciato le dimissioni, Mattoscio ed il suo vice si alzarono e interruppero il cda in corso. Dopo un’ora e mezzo mi telefona D’Alfonso che mi disse “Emidio che cosa è successo?” io gli spigai tutto ricordando il mio senso di responsabilità e legalità. Telefonata breve dalla quale ho capito che sarei durato poco in Saga. Nel consiglio di agosto ho poi riproposto la lettera e poi a settembre. Ci furono lunghe discussioni in merito poi  Mattoscio mi disse che non era un giudice e per questo non poteva votare. Ma che vuol dire? Ad una proposta si vota sì se si è favorevoli e no se non lo si è.



Allora perchè Mattoscio non fece votare il cda?

«Perchè forse quella lettera era scomoda: un voto in qualunque senso sarebbe stato la prova del fatto che certe cose si conoscevano anche ufficialmente».



Poi che cosa è successo?

«Il 7 settembre c’è stata l’assemblea per il cambio dello statuto conseguenza dell’acquisizione delle quote della Regione. Lì D’Alfonso invitò il cda a dimettersi. Il 21 settembre sono stati nominati 3 consiglieri di amministrazione»



E lei non c’era…

«Non c’ero»



Le è stato detto perchè?

«Nella maniera più assoluta. Insieme a me non furono riconfermati anche Sciotti e Becchi mentre è stato riconfermato Mattoscio… Ovvio che la ragione era nello scontro di mentalità, di idee e di legalità…. »



… e perchè lei ha sgarrato…

«”Sgarrato” lo ha detto Mattoscio ma come detto non è concetto che mi appartiene»



Va bene; lei ha detto, ha scritto lettere si è assunto la responsabilità pesante di indicare anche ipotetici reati e responsabilità gravissime sulla gestione di una società pubblica. E poi, fuori dal cda, finito tutto?

«Niente affatto ho raccolto tutte le carte ed ho fatto un esposto alla procura della Repubblica…»



Un esposto alla procura?… sa che ora i presidenti D’Alfonso e Mattoscio si arrabbieranno molto? Loro sono contro i “denuncisti”...    

«Guardi io ho fatto il mio dovere fino in fondo perchè ho una certa cultura e certi valori e perchè in quel momento la legge mi imponeva certi comportamenti e certe responsabilità…»



Con l’esposto si è assunto però ulteriori responsabilità e sono già molti mesi che le sue carte giacciono sulla scrivania di qualche pm pescarese, questo non credo possa far ben sperare. Che cosa farà se la sua denuncia dovesse essere archiviata?

«Che cosa vuole che faccia… renderò pubblica la denuncia e tutte le altre carte… giusto?»



Giusto non lo so, io sono abituato a dire sempre la verità e ad assumermi le mie responsabilità così come fa e farà lei. Per questo deve sapere che là fuori il clima non è dei migliori e per quello che ha fatto potrebbe avere altre rogne... se ne rende conto?

«Certo che me ne rendo conto, non mi pento, non mi preoccupo e so che era la cosa giusta da fare…»



Allora lei è contro l’Abruzzo?

«Assolutamente no…»



Contro l’aeroporto?

«Nel modo più assoluto… anzi…»



E’ contro Mattoscio?

«Guardi è fuori strada…»



Allora perchè l’ha fatto?

«Credo che tutte le proposte manageriali o politiche debbano essere sostenibili. Nessun progetto di valenza pubblica che non sia legale è sostenibile. Per questo sono in pieno accordo con l’on Aiuto che ha agito con grande responsabilità mentre invece dalla giunta regionale provengono solo risposte fuorvianti e in alcuni casi non vere. L’errore che fanno è continuare a dire che l’Europa farà leggi per permettere finanziamenti perpetui alle compagnie aeree. Questo non avverrà mai perchè impossibile per il fatto che violerebbe le regole basilari della concorrenza del mercato. Questo è chiaro. Il motivo è semplice: i finanziamenti pubblici devono avere finalità pubbliche precise e documentate e non possono essere erogati  per abbattere i costi di società private. Per questo è ammissibile il finanziamento di nuove rotte fino ad un certo punto perchè così si stimola il privato ad offrire un servizio utile che dovrà poi essere sostenibile da solo.  Un aeroporto concorre al beneficio del territorio che non significa essere il fine ma lo scopo. Se un territorio da sè non produce e non ha bisogno di muoversi, l’aeroporto non potrà mai colmare le problematiche. Viceversa un aeroporto che funziona ha alle spalle un territorio che funziona».



Che idea si è fatto elle posizioni assunte dalle istituzioni Regione ma anche Governo e il M5s con Daniela Aiuto che vuole vederci chiaro su come e perchè vengano spesi milioni pubblici?

«Tutto ruota intorno a mere logiche politiche che spesso si allontanano da realtà e bisogni concreti e mi sembra assurdo oggi che la politica non possa comprendere le ragioni di una gestione che non può funzionare e vada avanti per tentativi. Il cda dove c’ero anche io aveva avuto contezza che il contratto con Ryanair era onerosissimo e per questo la politica non doveva genuflettersi. C’era bisogno di un pugno di ferro ed un polso fermo per una trattativa che imponesse al privato accordi che andassero nell’interesse pubblico di mantenere le rotte promesse nel rispetto delle regole del mercato e della sostenibilità».


Che cosa direbbe oggi a Mattoscio visto che non lo sente da molti mesi?

«Mattoscio sa che quello che dico sono tutte verità, dunque, farebbe bene a prenderne atto. Cosa fare gliel’ho detto all’epoca e gliel’ho scritto….»



A D’Alfonso che direbbe?

 «Quando si parla di leggi europee se ne parli con cognizione di causa…»



Se lei fosse a capo della Saga o della Regione che cosa farebbe?

«Direi che se la politica in passato ha sbagliato non significa che deve continuare a sbagliare. Oggi prendere atto di determinati errori vuol dire soprattutto non commettere più quegli errori. Ecco qual è il grande problema: la politica di oggi non vuole vedere gli errori macroscopici che sono sotto la luce del sole e questo significa che i cittadini non hanno la certezza che quegli stessi errori non saranno più fatti. Così, però, le cose non cambiano e non migliorano. Se la politica non vuole vedere allora fa bene il M5s a rivolgersi alla Commissione europea che è l’organo competente a valutare. Voglio ricordare che situazioni simili a quelle abruzzese sono accadute in Sardegna, Calabria e Puglia dove gli amministratori dell’aeroporto sono stati incriminati dalla locale procura...».

Alessandro Biancardi