NUMERI E LAVORO

In Abruzzo l’occupazione cresce ma non nella qualità.

Aumenta il ruolo dei contratti a termine e crescono i voucher

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

81

In Abruzzo l’occupazione cresce ma non nella qualità.


ABRUZZO. Rallenta anche a marzo la dinamica del mercato del lavoro in Abruzzo. L’Osservatorio sul precariato dell’Inps registra una netta diminuzione sia delle assunzioni che delle cessazioni dei rapporti di lavoro.  Nel complesso, tuttavia, proprio grazie alla flessione dei licenziamenti/cessazioni, il saldo rimane largamente positivo:  sul mercato operano circa 8 mila lavoratori in più, 1.106 a tempo indeterminato, il resto, la stragrande maggioranza, a tempo determinato.

Frenano soprattutto i nuovi contratti a tempo indeterminato (- 45% rispetto allo stesso periodo del 2015) confermando la sensazione di una pausa di assestamento del mercato dopo gli incentivi della legge di stabilità e del  Jobs act.   Nello scorso anno ben 37 mila assunzioni (10 mila effettuate nel solo mese di dicembre) sono state incentivate dall’esonero contributivo triennale.  Non subisce variazioni e resta stabile l’utilizzo dei contratti a termine che oggi “pesano” molto di più, arrivando a superare la quota del 73% del complesso delle assunzioni.

«La Legge di Stabilità ha prorogato, ma in misura ridotta, anche per il 2016, la possibilità per i datori di lavoro di richiedere le agevolazione sulle assunzioni a tempo indeterminato: 3.250 euro l’anno, ma solo per due anni; contro 8.060 euro l’anno nel 2015 e per tre anni»,  dichiara il Segretario della CISL AbruzzoMolise, Maurizio Spina.  

«In Abruzzo e in Italia  è importante fare la scelta giusta continuando a favorire i contratti a tempo indeterminato, incentivandoli attraverso una riduzione strutturale del costo del lavoro.  Per questo chiediamo all’Assessore al lavoro, Andrea Gerosolimo, di aprire un percorso comune con le forze economiche e sociali del territorio per rilanciare il mercato del lavoro in Regione: un tavolo di confronto per trovare soluzioni per il rilancio delle politiche della crescita e dello sviluppo».

Il sistema produttivo perde altre mille imprese nei primi tre mesi di quest’anno. Si dimezza la cassa integrazione, in particolare la straordinaria, segnalando che le crisi strutturali d’impresa sembrano avviate ad una fase risolutiva.  Scendono le indennità di mobilità, ma crescono le disoccupazioni:  in totale sono 41 mila i lavoratori abruzzesi assistiti dagli ammortizzatori sociali, contro i 46 mila del primo trimestre 2015.

Continua la corsa dei voucher nei primi tre mesi dell’anno (+ 46%), anche se con intensità minore rispetto alla media nazionale e, soprattutto, rispetto all’anno precedente.   Proprio in questi giorni, finalmente, l’Inps ha comunicato i dati di uno studio  che vede  in Abruzzo  quasi 40 mila i lavoratori  retribuiti con i voucher:  le donne sono pari agli uomini e la componente giovanile è molto elevata.   I buoni lavoro sono utilizzati soprattutto nel commercio e nei servizi, ma oltre il 70% dei committenti ne fa un uso limitato, marginale.  

«In sostanza, dai dati Inps emerge che in Abruzzo la stragrande maggioranza dei lavoratori sarebbe stata utilizzata solo per pochi giorni, percependo compensi  molto  inferiori ai 5oo euro l’anno, -    rileva Spina -    Interessante e positivo è il numero delle persone, in prevalenza giovani (4.592), impiegati per la prima volta in un’attività lavorativa.    Il dato che desta sospetto è quello del divario tra buoni acquistati dai committenti e buoni effettivamente utilizzati (il 76%). Fermo restando l’utilità di uno strumento che, comunque, contribuisce a far emergere il lavoro occasionale, diventa  necessario impedirne un utilizzo alternativo al lavoro regolare. Bisogna intervenire sulle regole di utilizzo e non solo sulla tracciabilità, affidando alla contrattazione l’uso dei voucher, che sono stati inizialmente introdotti proprio con lo scopo di  bonificare sacche di sommerso. Oggi, l’uso dei voucher deve rimanere occasionale, limitandone le attività ed i settori di impiego, prevedendo la comunicazione obbligatoria prima dell’inizio del rapporto di lavoro».

«In definitiva, in una regione caratterizzata da un indice di vecchiaia molto elevato, da una bassa occupazione femminile e giovanile, con un sistema produttivo che perde  competitività, c’è sempre più bisogno di un Patto per il Lavoro e lo Sviluppo  che nasca da un confronto a tutto campo con imprenditori e istituzioni, locali e regionale, per rendere possibile il consolidamento della ripresa e per sostenere decisamente il rilancio di un’occupazione più stabile. E’ un obiettivo su cui stiamo lavorando insieme alla Regione e speriamo che presto veda la luce per sostenere il lavoro e l’economia dell’Abruzzo», ha concluso il Segretario della CISL AbruzzoMolise, Maurizio Spina.

LAVORO ABRUZZO CISL Dati 23.05.2016.pdf