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Aeroporto d’Abruzzo: Alitalia taglia anche il secondo volo per Milano

Salta il collegamento del pomeriggio ed è crisi nera con la Saga

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Aeroporto d’Abruzzo: Alitalia taglia anche il secondo volo per Milano

Il presidente Montezemolo


ABRUZZO. Chissà se Alitalia anche questa volta penserà di sostituire il volo cancellato per Milano con un comodo viaggio in bus come ha fatto realmente per la tratta cancellata per Fiumicino.

Nell’attesa però divampa la ormai nota polemica politica per un altro pezzo che viene giù e contribuisce ad aprire altre crepe nella gestione della Saga.

Così mentre l’opposizione alza il tiro, la voce e denuncia e la maggioranza Pd dalfonsiana  risponde picche, si genera un vortice che non fa che nascondere i veri problemi che rimangono tutti ben nascosti in un angolo.

Il presidente Nicola Mattoscio sempre in cerca di visibilità non si fa intervistare più dalle tv e basterebbe questo dato per capire che la situazione è difficile ma ben presto si tornerà  a festeggiare, appena si potrà enfatizzare il primo risultato utile.

Intanto, però, la frattura con Alitalia appare sempre più insanabile e nessuno ha sentito il dovere di spiegare il perchè  dopo tagli e sgarbi nel bel mezzo di una «trattativa delicata» come l’avrebbe definita un risponditore a caso del presidente della giunta.

Ora arriva anche la cancellazione del secondo volo per Milano dal prossimo primo giugno, tra meno di due settimane, Alitalia non effettuerà più il Milano-Linate, l’AZ1244 con partenza alle 15.45 dal capoluogo adriatico, e almeno sino a ottobre non verrà ripristinato.

A scoprirlo sono stati i cittadini che hanno cercato di acquistare i biglietti e si sono accorti dell’annullamento della linea.

«L’ennesima mannaia per la nostra regione», commenta ancora una volta Armando Foschi di “Pescara mi piace”, « dopo la cancellazione del volo per Roma, sempre da parte di Alitalia, e dell’addio definitivo di Ryanair che determinerà l’eliminazione di tutte le rotte internazionali sempre a partire da fine ottobre.  Una vera doccia fredda piovuta sui passeggeri rimasti praticamente a piedi e che ora potranno partire solo alle 7.30 del mattino da Pescara, con rientro alle 23.10. Non un preavviso, non una nota da parte della Saga, non una comunicazione ufficiale: i cittadini lo hanno scoperto solo quando sono andati a comprare, come sempre con largo anticipo, i biglietti per il mese di giugno e luglio e hanno visto che l’ultimo volo acquistabile porta la data del 31 maggio. A questo punto veramente l’aeroporto di Pescara rischia».

L’associazione poi si interroga sulla Saga: è a conoscenza della decisione di Alitalia di anticipare di un mese e mezzo la chiusura del secondo volo per Milano rispetto alla tradizionale data del 15 luglio?

Quali ragioni hanno determinato un provvedimento tanto scellerato che lascerà a piedi decine di persone?

Perché la Saga non ha ritenuto opportuno comunicare in maniera ufficiale tale disposizione? E cosa sta facendo la Regione Abruzzo per arginare il danno d’immagine ed economico del nostro aeroporto?


LA TRATTATIVA

Intanto non giungono ancora parole chiare sull’altra patata bollente (o meglio bomba) che sta per esplodere: la dipartita di Ryanair. Il governo non sembra ancora pronto a chiarire con le carte alla mano quello che farà.

Sembrerebbe però plausibile la voce secondo la quale alla fine il Governo riuscirà ad abbassare l’addizionale Irpef così come richiesto da Ryanair, anche grazie alle tante pressioni che lo stesso esecutivo sta subendo da parte di molteplici istanze locali, anche provenienti dall’Abruzzo. Alla fine gli irlandesi potrebbero spuntare comunque un risultato utile su tutto il territorio nazionale ed un indubbio beneficio e magari in cambio potranno accettare di fare un piccolo sacrificio su un paio di aeroporti, almeno per un anno, per ringraziare della fattiva opera di pressione.

Un piccolo sacrificio, un anno, massimo due giusto il tempo di organizzare il lavoro per raggiungere un obiettivo a medio termine che potrebbe prevedere la creazione di una cordata privata in grado di soddisfare le richieste di fondi da parte del vettore o riuscire a smussare un pò le spigolosità europea così come in più occasioni è stato promesso ai vertici di Ryanair.

Insomma per ora l’importante è far rimanere Ryanair (magari anche dimezzando le tratte) a tutti i costi e poi si vedrà….

Forse qualcuno in Abruzzo è già pronto alla festa e Mattoscio ha già prenotato la sua intervista.