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Abruzzo, 112 immobili in vendita a chi offre di più

10 sono della Regione, 40 dei Comuni, 37 delle Province

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Abruzzo, 112 immobili in vendita a chi offre di più

ABRUZZO. È online il bando di gara per l’affidamento del servizio tecnico-specialistico per l’attuazione del Programma Abruzzo finalizzato alla valorizzazione, razionalizzazione e dismissione di 112 immobili di proprietà pubblica.


Nello specifico, il portafoglio Programma Abruzzo comprende 8 beni di proprietà dello Stato, 10 di proprietà della Regione, 37 di proprietà delle Province, 40 di proprietà dei Comuni, 16 di proprietà delle Asl e 1 di proprietà dell’Università degli Studi dell’Aquila.
Obiettivo del bando è quello di selezionare primari operatori di mercato per l’individuazione, la strutturazione e la verifica dei più idonei strumenti operativi di valorizzazione, razionalizzazione e dismissione immobiliare, anche in relazione al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica indicati dal Governo. Il servizio sarà aggiudicato secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Per partecipare alla gara, le offerte dovranno essere presentate entro il 18 luglio 2016, presso gli uffici dell’Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Abruzzo e Molise.

I BENI

Nell’elenco dei beni ci sono l’ex ospedale di Atessa, la scuola Nolli di Chieti, la caserma dei carabinieri ex convento Santa Chiara di Chieti, il Gran Caffè Vittoria, l’ex ospedale Ss Immacolata, l’ex istituto agrario di Lanciano, il provveditorato agli studi di L’Aquila, palazzo Selli, palazzina Berardi.

E poi ancora l’ex mercato coperto di Sulmona, l’ex hotel Paradiso di Montesilvano, l’ex ospedale civile di Atri, l’ex teatro comunale di Teramo e il palazzo del provveditorato, la torre civica di casalbordino e Villa de Lollis a Casalincontrada.


La finalità del progetto, primo esempio in Italia, è di favorire iniziative virtuose di partenariato pubblico–privato per la gestione e lo sviluppo innovativo dei patrimoni immobiliari pubblici. L’intesa, infatti, si propone di generare risorse finanziarie per gli Enti territoriali, e più in generale, di rilanciare le economie locali in un’ottica di una nuova cultura d’impresa orientata ai temi della conservazione, del recupero e del riuso, dell’eco-compatibilità, dell’efficientamento energetico, della sostenibilità ambientale.

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