IL CARROZZONE NON VA

Tua non decolla e ora è guerra tra sindacati e tra dipendenti

La dura nota dell’Ugl contro la dirigenza, la regione ed i colleghi sindacalisti

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Tua non decolla e ora è guerra tra sindacati e tra dipendenti


ABRUZZO. Che la benedetta e osannata fusione si poteva fare meglio, forse, è un dato che nessuno nega. Che ora ci sono problemi da risolvere generati proprio da quelle stesse cose che potevano essere fatte meglio anche è un dato incontrovertibile.

Dunque si potrebbe anche dire che magari con un pò di attenzione in più e meno fretta la più grande società di trasporto abruzzese, Tua spa, nata dalle ceneri delle tre esistenti (Arpa, Gtm e Sangritana), a quest’ora poteva godere di maggiore stabilità e certezza.

Fin dalla prima ora è stato chiaro che la mancanza di criteri saldi per la concreta integrazione del personale dipendente di Gtm, Arpa e Sangritana, avrebbe poi portato alla lunga a fratture insanabili e malumori difficilmente gestibili.

Di fatto dentro Tua ora ci sono figli e figliastri, c’è chi guadagna molto di più di chi magari ha mansioni superiori o chi guadagna poco pur lavorando molte ore in più, sulla strada e con turni impegnativi.

Una mancanza di uguaglianza ed equità che qualcuno aveva già fatto notare in sede di concertazione tra Regione e sindacati ma poi la firma è arrivata grazie a promesse che oggi  sembra siano state disattese se è vero che uno sciopero è stato indetto per le giornate del 13 maggio e del 27 (ma poi revocato).


Sui molti problemi irrisolti e trascurati interviene anche l’Ugl Ferrotranvieri, Giuseppe Lupo segretario, che spiega come il suo sindacato avesse colto prima degli altri, già dalle prime fasi della discussione del contratto di 2° livello le «macroscopiche criticità, ingiustizie e contraddizioni che il nuovo contratto aziendale di secondo livello nascondeva».

E questo non perchè i sindacalisti Ugl sono “geni” ma perchè non sarebbero condizionati come evidentemente altri...

«Un accordo, a gran voce motivato dagli estimatori, da una oggettiva esigenza ad armonizzare i diversi regimi contrattuali delle tre società originarie che, ha finito, invece, per sancire un inaccettabile sistema di sperequazioni economiche e normative che costituiscono una palese discriminazione per la maggioranza dei lavoratori», aggiunge Lupo .

Così sono palesi le «situazioni di sfrontato privilegio a favore di aree funzionali che evidentemente la politica regionale considera meritevoli di trattamenti diversi, a scapito del personale viaggiante su gomma che, invece, viene chiamato a duri sacrifici economici e normativi».

Inoltre la giunta regionale ha disposto la riconferma di tutti i dirigenti in servizio prima dell’unificazione che oltre ad essere l’ennesima prova di una continuità con il passato avrebbe creato anche nuove aree dirigenziali atte a giustificare il mantenimento in servizio di alcune persone di nomina politica.

Il riferimento è a Pasquale Di Nardo, ex presidente di Sangritana, al quale è stato assegnato un ufficio creato per l’occasione che gli permetterà di continuare a sorvegliare la società che ha guidato grazie alla nomina dell’ex presidente di centrodestra, Gianni Chiodi.

«A fare da contraltare a tanto sperpero di risorse», spiega Lupo, «si colloca l’umiliante trattamento riservato ai nuovi assunti, accettato senza colpo ferire da tutte le altre sigle sindacali, che oltre a ridurre drasticamente il livello retributivo di questi lavoratori, ne spalma i relativi aumenti periodici entro una fase lavorativa lunga ben 12 anni».

Il risultato di tutto questo dunque sarebbe secondo la Ugl la «lenta e progressiva precarizzazione del complesso delle funzioni tecnico-amministrative interne a T.U.A. S.p.A., allo scopo di abbatterne efficienza e valore di mercato, in modo da consentire ai potenti raggruppamenti privati italiani ed europei di impadronirsi agevolmente e a buon mercato di posizioni concessorie appetibili e redditizie».

E così il ritornello di un disegno studiato a tavolino dalla politica (altissima) volto a impoverire l’azienda pubblica per poi “salvarla” grazie alla vendita ad un privato con il salvataggio dei posti di lavoro e l’evaporazione dei debiti, ritorna costante. E’ una voce che risulta persistente e costante segno che i dipendenti continuano a credere che così sarà.

 Ma almeno sulle inefficienze l’Ugl sembra essere d’accordo con le altre sigle sindacali e così si ritorna a parlare di «cronica inefficienza e vetustà del parco-autobus, carenza del personale di manutenzione, blocco delle forniture per mancati pagamenti, mancata riorganizzazione degli uffici, impotenza di fronte al fenomeno dell’evasione sui mezzi».

Si tratterebbe di prove - per l’Ugl- di una «ostinata volontà di estendere all’intera nuova società la fallimentare situazione in cui versava Arpa S.p.A.,mortificando professionalità e risorse e, soprattutto, rendendo del tutto vane le ingenti rinunce richieste ai lavoratori».

Dunque al neo Direttore Generale, Giuseppe Cassino, vanno gli auguri dell’Ugl ma anche quelli di molti dipendenti che ancora sperano che qualcosa possa cambiare.

In meglio.