LA CASTA COSTA

Abruzzo e privilegi: cancellazione del doppio vitalizio sempre più vicina

Manca solo il via libera del Consiglio regionale

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Abruzzo e privilegi: cancellazione del doppio vitalizio sempre più vicina

ABRUZZO. E’ stata approvata all'unanimità durante la prima commissione consiliare Bilancio della Regione Abruzzo la proposta di legge del Movimento 5 Stelle che elimina il doppio vitalizio per i consiglieri regionali.

Soddisfatti i 5 stelle per aver raggiunto un voto unanime e parlano di «un primo passo importante».

«Ora - dice la consigliera Sara Marcozzi - non resta che calendarizzare immediatamente il voto in Consiglio regionale per dotare l'Abruzzo di questa norma che abolisce un ingiusto privilegio. Siamo sicuri che dopo il voto unanime della commissione Bilancio la commissione capigruppo non avrà nessun problema a portare immediatamente la proposta in Consiglio per renderla Legge nella nostra regione».

La proposta normativa dei 5 stelle dispone il divieto di cumulabilità dell'assegno vitalizio regionale con altri analoghi istituti previsti per gli eletti alla carica di parlamentare europeo, di parlamentare della Repubblica italiana, di consigliere o assessore di altra Regione.

La legge oggi vigente, infatti, permette di percepire il doppio e anche triplo vitalizio: ipoteticamente, un politico che abbia svolto un mandato in consiglio regionale, un mandato nel Parlamento Italiano e un mandato nel Parlamento Europeo avrebbe diritto a riscuotere 3 corposi vitalizi a fronte di pochi anni di versamento di contributi.

«Un taglio – conclude Marcozzi - che consentirebbe un risparmio di oltre 500mila euro annuo per le casse di Regione Abruzzo».

In passato anche Rifondazione Comunista aveva tentato, senza riuscirci, a cancellare il doppio vitalizio. Centrodestra agguerritissimo nel 2013 per difendere il privilegio e Acerbo puntò il dito contro l’emendamento presentato dall’allora capogruppo Pdl Lanfranco Venturoni che sostanzialmente neutralizzava la proposta dell’esponente di Rifondazione.

L'emendamento Venturoni prevedeva infatti che la norma non si applicasse a chi percepiva il doppio vitalizio alla data di entrata in vigore della legge.