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Farmaci salvavita: cancellata la direttiva che discriminava i pazienti

Dopo le proteste di un paziente qualcosa è cambiato

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Farmaci salvavita: cancellata la direttiva che discriminava i pazienti

ABRUZZO. E' stata modificata l'ordinanza che vietava la libera circolazione di farmaci salvavita tra le Asl.

La storia l’avevamo raccontata qualche giorno fa ed era emersa a seguito della protesta del marito di una paziente di Abbateggio ricoverata all’ospedale di Chieti, reparto oncologia.

Come se non bastasse il calvario medico la donna era costretta a procurarsi autonomamente, nella farmacia ospedaliera di Pescara, il farmaco 'salvavita' di cui aveva bisogno.

A partire da marzo del 2016, infatti, i malati oncologici non residenti nel Chietino non potevano più usufruire della farmacia ospedaliera situata all'interno dell'ospedale in quanto, con una opinabile circolare della Direzione Generale del 15 marzo, venivano negati medicinali salvavita a chi non vive nella provincia.

Questo vuol dire che i familiari dei malati dovevano recarsi a proprie spese presso un'altra farmacia ospedaliera che invece poteva erogare il medicinale.

Nella stessa giornata in cui abbiamo pubblicato la notizia sono intervenuti i carabinieri del Nas nella direzione della Asl di Chieti. I militari hanno verificato cosa abbia determinato l'interruzione della dispensazione di farmaci ai pazienti provenienti da altre province. Insomma hanno cercato di ricostruire l’intera vicenda.

Si sono svolti anche accertamenti per appurare le motivazioni che hanno portato ad emettere la circolare, valutando se fossero possibili azioni correttive.

E una correzione è arrivata, come racconta il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco.

«La questione era stata sollevata da un cittadino del mio Comune, Abbateggio, che aveva scritto ad alcuni amministratori, me compreso, per far conoscere la situazione drammatica nella quale si trovava sua moglie. Una donna costretta a combattere con il tumore e con un girovagare assurdo tra gli ospedali, per poter effettuare la cura che i medici dell'ospedale di Chieti non potevano somministrarle, in quanto il farmaco prescritto doveva essere reperito necessariamente presso la Asl di Pescara».

Di Marco racconta di essere intervenuto sollecitando un intervento dell’assessore competente, Silvio Paolucci, che ha poi annullato la determina dirigenziale, firmata per una questione di contenimento dei costi.

«Gli errori, specie quando sono dovuti ad un'organizzazione cosi' burocratizzata, si possono correggere. I cittadini - commenta infine il presidente - devono poter contare sulla volonta' di noi politici a voler risolvere i problemi e a superare assurdi ostacoli che spesso la burocrazia ci pone, senza che neanche noi nei siamo totalmente consapevoli».

Direttiva Asl Chieti