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Ciapi, la bugia di Paolucci e i 700 mila euro che non arrivano

Febbo: «governo regionale non mantiene impegni presi»

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Ciapi, la bugia di Paolucci e i 700 mila euro che non arrivano

Ipse dixit

ABRUZZO. Che fine ha fatto la variazione di bilancio da 700 mila euro annunciata nei mesi scorsi per il Ciapi?

Se ne sono perse le tracce e dopo gli annunci nulla di concreto rimane sul tavolo. Eppure lo scorso 27 aprile, nel corso della seduta della Commissione Bilancio proprio l’assessore Silvio Paolucci aveva garantito, in via ufficiale, che entro l’11 maggio sarebbe stata prodotta almeno un provvedimento amministrativo per congelare la promessa.

Ma anche questa promessa è stata disattesa. E dire che le dichiarazioni di Paolucci sembravano confortanti: «per l’11 (maggio, ndr)» aveva detto come risulta nel resoconto integrale della seduta, «c’è il provvedimento amministrativo che lebererà le risorse….»

Scetti, già all’ora Febbo che, come emerge sempre dal resoconto disse testualmente: «siamo sicuri? Avremo questo provvedimento? Il dottor Ebron D’Aristotile (direttore del Bilancio, ndr) ce lo conferma? No perché lo vedo un po’ scettico… è una mia sensazione».

Nonostante lo scetticismo di Febbo Paolucci assicuro nuovamente: «quindi giorni come no», per dire che c’era sufficiente tempo per procedere.

Ma qualcosa si è inceppato ancora perché ieri il provvedimento non è arrivato.

Il caso verrà dunque riportato in Commissione Vigilanza dal presidente Mauro Febbo (Forza Italia) che contesta le mosse del governo regionale che rappresenterebbero una offesa e uno sbeffeggiamento per i dipendenti del Ciapi in attesa di risorse liquide.


CINQUE MESI DI ATTESA

Nei mesi scorsi proprio i lavoratori pensavano di aver ottenuto un primo riconoscimento delle loro istanze in sede di votazione di Bilancio con l'approvazione unanime di un ordine del giorno, il cui primo firmatario era proprio il presidente D'Alfonso, che impegnava l'assessore Paolucci (anche lui sottoscrittore dell'odg) a predisporre l'apposita variazione di bilancio con allocazione di una risorsa, non risolutiva ma sicuramente impegnativa e importante, di 700.000 euro.

Somma che è stata messa a disposizione del vice presidente Lolli per una proposta definitiva sul futuro del Ciapi. Dopo 5 mesi di infruttuosi incontri, però, come detto nulla è cambiato: «tante chiacchiere e promesse pero' - sottolinea ancora il presidente della Commissione Vigilanza - fino a oggi non hanno prodotto nessun risultato».

Per questo Febbo ha deciso di portare il caso in Commissione dove, nel corso della precedente seduta aveva convocato il vice presidente Lolli e l'assessore Paolucci.

Lolli aveva chiesto a Febbo di spostare il punto all'ordine del giorno della seduta di ieri (perche' impegnato nella vertenza di lavoratori di un call center aquilano) mentre Paolucci, con il sostegno del direttore D'Aristotile, si era impegnato a portare, dopo l'approvazione in Giunta, la variazione di 700 mila euro.

Ma ieri, appunto, la variazione di bilancio non è stata presentata e il percorso illustrato in Commissione dal vice presidente Lolli che vedra' alcuni effetti tra tre-quattro mesi solo per 10/12 dipendenti mentre per i restanti 16/18 non prima del 2017, necessita della variazione.

Per questo Lolli si e' rammaricato di questo ritardo.


«FIGLI E FIGLIASTRI»

«A questo punto», commenta Febbo, «e' chiaro che l'assessore Paolucci e' il presidente D'Alfonso continuano a disattendere i loro impegni e questo e' da considerarsi un fatto gravissimo con il quale si manca di rispetto ai lavoratori che aspettano risposte ormai da troppo tempo e alle istituzioni».

Febbo fa un paragone con l’impegno che e' stato portato avanti per il salvataggio di Abruzzo Engineering e di come ci si appresta a rinnovare il salvataggio vista la necessita' di coprire la perdita per il 2015 pari a 5 milioni e le problematiche connesse a una rivitalizzazione aziendale che stenta a decollare nonostante la nomina del Direttorio.

Peraltro le risorse da utilizzare per reperire i 700 mila euro ci sono, analizza l’esponente di Forza Italia, e derivano dalla contestuale sottoscrizione da parte della Regione del mutuo di 100 milioni che ha diminuito il disavanzo con l'allungamento dell'ammortamento dello stesso: si sono liberati circa 23 milioni di euro. «Nessuno pensi di utilizzare quelle risorse solo per risolvere problematiche di figli (Abruzzo Engineering, Tua ecc...) a scapito dei figliastri (Ciapi, Centri Ricerca, Ara, Consorzi Bonifica ecc.)», afferma infine Mauro Febbo.

a.l.