PRESUNZIONE E INNOCENZA

Bankitalia stronca le ambizioni finanziarie della Fira (per ora)

Entro oggi si dovrà inviare tutta la documentazione mancante. Altri rischi per le casse regionali

Redazione Pdn

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Bankitalia stronca le ambizioni finanziarie della Fira (per ora)

La Fira

ABRUZZO. La Regione non ha dichiarato di essere disposta a sostenere la Fira se necessario, il bilancio è «eccessivamente sintetico» e non è stata fatta nessuna previsione di scenari avversi.

Con queste motivazioni nei giorni scorsi la Banca d’Italia ha rispedito al mittente la richiesta della Fira di iscrizione all’albo degli intermediari finanziari.

Si sperava nello scatto in più per la finanziaria regionale  ma per il momento è stato commesso un passo falso. Entro oggi, se ancora interessata (e pare proprio di sì) la Fira ha tempo per rispedire i documenti aggiornati aggiungendo gli elementi richiesti.

Si tratta di certo di un passo falso dettato forse dalla fretta o dalla eccessiva approssimazione che non lascia ben sperare per il futuro: se questo è l’inizio figurarsi che cosa potrà combinare la Finanziaria regionale trasformata in una mezza banchetta locale. Ed il punto è proprio questo perché la Regione dovrà impegnarsi a ripianare eventuali errori della Fira con il proprio bilancio. Come se non avessimo proprio imparato nulla dal passato.

Per il momento la Regione è già corsa ai ripari ed infatti 10 giorni fa, dopo il parere negativo arrivato da Roma, la giunta D’Alfonso si è affrettata a firmare una delibera con la quale si prende l’impegno di stare accanto alla Fira in caso di necessità, insomma proprio la rassicurazione che voleva Bankitalia.

La Regione si trasforma in paracadute forse con la speranza di non dover mai essere utile.

Ma nei piani dell’Ente regionale, viene messo nero su bianco, c’è anche altro, ovvero acquisire il restante 49% delle quote della società (ora ne ha il 51%) per fare della Finanziaria regionale una società in house, proprio come successo con Abruzzo Engineering, probabilmente nell’estremo tentativo di alimentare il motore e creare una macchina che cammini veramente. Altro “successo” eclatante….

 


TUTTE LE CONTESTAZIONI DI BANKITALIA

La richiesta di essere iscritta all’albo degli intermediari finanziari è partita dal palazzo della Fira a febbraio scorso.  

Il 16 aprile arriva la risposta: «l’istanza presentata risulta incompleta e irregolare» sotto alcuni profili. E giù con la richiesta di integrare i documenti.

Banca d’Italia spiega nel dettaglio che deve valutare la qualità e la solidità finanziaria dei richiedenti e che per questo si deve scavare tra «criteri predefiniti». Tra questi ci sono la competenza professionale, l’affidabilità della situazione finanziaria e la correttezza. Come sta messa la Fira? Impossibile decifrarlo, dice Bankitalia.

Perché la documentazione arrivata a destinazione non convince, è troppo lacunosa.

Per quanto riguarda il capitolo solidità finanziaria  del socio qualificato (ovvero la Regione) dai documenti «non si evince l’impegno a sostenere finanziariamente la società partecipata, qualora sia necessario in caso di difficoltà».

Ma come detto ad oggi questo punto è stato risolto con l’impegno preso ufficialmente in giunta il 3 maggio scorso. Ora non resta che mandare questo documento ‘aggiornato’.

Altra contestazione: dai verbali di verifica del possesso dei requisiti degli esponenti aziendali «non risulta effettuato l’accertamento in capo ai sindaci supplenti». In questo caso bisogna integrare il verbale.

Capitolo bilanci: la Fira nota per la sua mancata trasparenza è riuscita a dare un assaggio delle sue doti anche a Banca d’Italia che contesta: ««il prospetto risulta eccessivamente sintetico e l’assenza di commenti non consente un’agevole comprensione degli impatti derivanti dal processo di riclassificazione seguito dalla società».

Anche in questo caso la Fira dovrà fornire altra documentazione se vuole l’iscrizione all’albo.

Bocciato anche il programma di attività che «non risulta redatto in conformità alle disposizioni».

Ultima annotazione: manca la previsione di scenari avversi.

Ora anche Bankitalia si è fatta una idea precisa di quanta trasparenza ci sia alla Fira (da Masciarelli, passando a Micucci e arrivando a Felizi) e chissà se, visti i tempi cupi e la forte attenzione sulle banche anche di molte procure,  avrà voglia di rischiare in Abruzzo.

La “nuova gestione” (Felizzi presidente e Micucci Segretario) non parte con il piede giusto e poi va bene essere positivi e propositivi, ma senza esagerare.


Alessandra Lotti



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