LA PROTESTA

Intersindacale sanitaria dichiara stato di agitazione degli operatori: «troppe questioni in sospeso»

Molti i punti che andrebbero affrontati in una sede di concertazione che finora non c’è stata

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Walter Palumbo

Walter Palumbo

 

 

 

ABRUZZO.  L'Intersindacale Sanitaria Abruzzese (Isa) dichiara lo stato di agitazione degli operatori convenzionati e dipendenti del Servizio Sanitario Regionale ad essa aderenti richiedendo l'attuazione delle procedure di raffreddamento e di conciliazione ai sensi dell'art. 2, comma 2, della legge n. 146/1990, come modificata dalla legge n. 83/2000.

«Lo stato di agitazione - spiega il dottor Walter Palumbo, coordinatore dell'Isa - si rende necessario per avere riscontri, richiesti ripetutamente e non ricevuti dimostrando purtroppo scarsa sensibilita' istituzionale verso le istanze degli operatori sanitari abruzzesi, alle tante istanze inviate al presidente della Giunta regionale, nonche' Commissario ad acta alla Sanita', dottor Luciano D'Alfonso e al Sub Commissario alla Sanita' dottor Giuseppe Zuccatelli».

 

Tra le istanze - ricorda Palumbo – c’è l' istituzione del tavolo di confronto permanente fra la Regione e le organizzazioni sindacali degli operatori sanitari per la formulazione di nuovo Piano Operativo e/o di nuovo Piano Sanitario Regionale (Consulta Regionale Sanitaria) promessa due anni fa dal presidente D'Alfonso dopo sottoscrizione di un documento nel corso della campagna elettorale e ripromessa in diretta due mesi fa dallo stesso nel corso di una trasmissione televisiva su una rete regionale; il rilascio delle rendicontazioni degli anni 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014 dei progetti obiettivo priorità del Piano Sanitario Nazionale previsti dall'Accordo Stato-Regioni del 20 febbraio 2014.

 

 

Tra i punti da affrontare anche l’ipennata della spesa ed il taglio del personale che genera turni troppo lunghi per chi è in reparto ma anche l’aumento vertiginoso della spesa farmaceutica.

Secondo i dati dell’Agenzia del Farmaco (Aifa) l’Abruzzo sfora di 76.160.420 di euro (somma pari al 18,27 % del Fondo Sanitario Regionale con un tetto nazionale fissato al 14,85%), dunque sopra la media.

Secondo l’intersindacale sarebbe necessario il coinvolgimento di tutti i medici prescrittori (dipendenti ospedalieri, dipendenti Case di Cura Private, specialisti convenzionati e medici convenzionati delle Cure primarie) per l’identificazione di percorsi terapeutici per le patologie che assorbono maggiori risorse economiche (patologie oncologiche e patologie croniche, diabete in primis e per trovare insieme soluzioni per ridurre la spesa che incide poi pesantemente sul bilancio sanitario regionale tornato nuovamente in forte passivo.

 
L'Intersindacale Sanitaria Abruzzese chiede «che all'incontro previsto per l'attuazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione, essendo la Regione Abruzzo commissariata per la Sanita', ci sia il Commissario ad acta o il Sub Commissario ad acta».

 Lo stato di agitazione, con tutte le relative motivazioni, e' stato comunicato con lettera dell'Isa, oltre che ai prefetti dei 4 capoluoghi, anche, tra gli altri, al presidente della Regione, al Sub Commissario alla Sanita' e alla Commissione di Garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.