VELENI PARZIALI

Forum H2o: «L’Arta non cerca tutte le sostanze pericolose»

Secondo l’Ispra le regioni cercano 73 sostanze, l’Arta solo 52

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Forum H2o: «L’Arta non cerca tutte le sostanze pericolose»

 

 

ABRUZZO. Il problema è sempre lo stesso: se non cerchi non trovi… dunque non c’è. Dai tempi delle analisi sull’acqua di Bussi il metodo non è cambiato. Non che vi sia malafede ma spesso solo mezzi inadeguati e difficoltà oggettive che gli enti pubblici non riescono a superare.

Sta di fatto che così i risultati delle analisi ambientali risultano viziati alla fonte, cioè in qualche modo fortemente parziali perché i risultati non riguardano in realtà tutte le sostanze pericolose contenute nell’acqua o nel suolo o nei cibi ma solo… quelle cercate.

Se nell’acqua, per esempio,  c’è il veleno “x” ma io non lo cerco il risultato delle analisi evidenzierà la “mancanza” del veleno “x” facendo sembrare che quel veleno non sia presente mentre invece non è stato cercato.    

 

E’ riscoppiata ieri la polemica sull’argomento dopo un comunicato del Forum H2o che riprendeva i dati nazionali dell’Ispra sulla diffusione dei pesticidi nelle acque in Italia.

 

 

L’Arta ha risposto che «Il numero delle specie chimiche analizzate nei laboratori Arta in Abruzzo è nella media - e talvolta superiore - rispetto a quanto viene analizzato a livello nazionale. Inutile, infatti, spendere denaro pubblico, impegnare personale tecnico e tempo e sostenere spese di laboratorio per la ricerca di specie chimiche mai impiegate in regione come ad esempio, quelle utilizzate nelle risaie».

L'Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente però «non è messa in grado, invece, di analizzare taluni pesticidi di uso comune, pochi numericamente ma importanti per la loro diffusione, come il glifosato e i suoi derivati, perché non dispone della strumentazione necessaria, né può acquisirla a causa delle note ristrettezze di bilancio. Va comunque precisato - aggiunge - che il complesso delle attività analitiche e non dell'Arta va rapportato e commisurato alle risorse umane, strumentali e finanziarie di cui l'Agenzia dispone e la valutazione sul suo operato non può prescindere dal raffronto di dette risorse con quelle a disposizione delle altre Agenzie italiane».

«L'Arta fin dal 2007 ricerca n. 52 pesticidi nella acque superficiali e sotterranee dell'intera regione».

 

Scuse che non reggono secondo il Forum H2o che fornisce ulteriori spunti di riflessione.

«L'Arta, spiega Augusto De Sanctis, «sostiene di cercare 52 sostanze. Nelle tabelle del Ministero risultano in verità di più, 57 nel 2013 e 56 nel 2014. Pazienza per queste discrasie anche se ci viene voglia di chiedere quale è il dato da prendere in considerazione.  Sono tante o sono poche? »
Nello stesso comunicato dell’Ispra però si legge che «Le regioni cercano in media 73 sostanze nelle acque superficiali e 72 in quelle sotterranee».

«Quindi l'Arta è ben sotto la media nazionale, di quasi il 30% (considerando le 52 sostanze)», fa notare De Sanctis, «Ora, l'Arta ci dovrebbe spiegare perchè in provincia di Bolzano si cercano 167 sostanze; in Sicilia 180; in Emilia Romagna 100; in Lombardia 102; in Umbria 101, In Veneto 102. L'Arta vuole sostenere che l'agricoltura dell'Umbria è più diversificata per produzioni rispetto a quella dell'Abruzzo, tanto da usare molti più tipologie di fitofarmaci (peraltro l'Umbria nel 2014 ha consumato 2,1 kg per ettaro rispetto ai 3,4 kg dell'Abruzzo...)?

Secondo l'Arta tutte queste regioni scialano soldi pubblici cercando inutilmente sostanze?

La verità è che lo stesso rapporto dell'ISPRA evidenzia chiaramente che ci sono deficit di indagine da colmare, altro che "selezione mirata"».

Infatti l'Ispra scrive: «I risultati delle indagini mostrano la presenza di una contaminazione diffusa, che interessa gran parte del territorio italiano. L’analisi dell’evoluzione, inoltre, indica, che il fenomeno è ancora probabilmente in una fase crescente, sia in termini territoriali, sia in termini di frequenze di rilevamento e di sostanze trovate. La contaminazione è, pertanto, sottostimata, in primo luogo per il fatto che in vaste aree del centro-sud, il monitoraggio non è ancora adeguato».

 

Secondo il Forum sarebbe il caso per l’Arta di «mirare meglio gli obiettivi che sono il monitoraggio dell'ambiente secondo gli standard delle regioni migliori».