LA DENUNCIA

Centro d’accoglienza Pietraferrazzana, appalto ad una ditta già bocciata dai Nas

Febbo chiede chiarezza sul bando

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Centro d’accoglienza Pietraferrazzana, appalto ad una ditta già bocciata dai Nas

Pietraferrazzana


CHIETI. Gli appalti per la gestione delle strutture che ospitano i richiedenti asilo sono al centro dell’interrogazione che il presidente
della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo rivolgerà al presidente della Giunta regionale.
In particolare Febbo accende i riflettori sulla situazione di Pietraferrazzana dove al bando pubblicato dalla Prefettura per la gestione della struttura di accoglienza (il “Park Hotel”) ha risposto una sola società, la “Gestione orizzonti srl” la quale però a inizio anno aveva avuto problemi con una centro che gestisce a Termoli.

A seguito di controlli specifici da parte dei Carabinieri dei Nas, sono state riscontrate enormi criticità a livello igienico, con le condizioni di vita degli ospiti del centro di prima accoglienza, sono state giudicate vergognose, dove la cucina non aveva l’autorizzazione, il cibo poco e preparato male, i bagni non idonei per le 90 persone sistemate in camere fatiscenti e anguste.

Ma Febbo si chiede «se abbia un senso ospitare 50 immigrati in un piccolo paese dove risiedono circa 100 persone, di cui la maggior parte sono anziani. Cosa andranno a fare? Più volte siamo stati accusati di essere intolleranti invece noi ci opponiamo a questa filosofia che punta a “parcheggiare” le persone in strutture sparse sul territorio senza una logica e senza fornire loro nessun tipo di prospettiva: in sostanza si vogliono creare dei “ghetti” che rischiano solo di favorire i contrasti con la popolazione residente e vanificare ogni tentativo di integrazione».
«C’è grande preoccupazione tra gli abitanti di Pietraferrazzana in vista dell’apertura del centro di accoglienza e facendo seguito alle sollecitazioni di tanti cittadini chiederò al presidente D’Alfonso se è possibile che una società che ha dimostrato già un’incoerenza sul sano e regolamentare svolgimento di tale attività possa rispondere ad un bando in un’altra provincia? Inoltre – rimarca Febbo - i cittadini si sono già rivolti al Prefetto in quanto una gestione poco ortodossa, non coerente con le effettive richieste del bando, potrebbe favorire, da parte degli ospiti del centro d’accoglienza, un sentimento di ostilità e di conseguenza
problemi di integrazione. Per questo è necessario che la Regione si attivi per fare chiarezza sulla vicenda in modo da poter tranquillizzare gli abitanti e verificare che ci siano le condizioni idonee per il corretto espletamento di quanto richiesto. Mi attiverò altresì - conclude Febbo - per chiedere al presidente della Commissione Immigrazione Emilio Iampieri, di convocare al più presto il prefetto di Chieti».