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I bambini d’Abruzzo ricchi di "povertà educativa": 4° posto in Italia

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I bambini d’Abruzzo ricchi di "povertà educativa": 4° posto in Italia

 

 

ABRUZZO. Luci e ombre per l'Abruzzo nella classifica delle regioni italiane con la maggiore "poverta' educativa", cioe' quelle in cui e' piu' scarsa e inadeguata l'offerta di servizi e opportunita' educative e formative che consentano ai minori di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacita', talenti e aspirazioni.

La regione si colloca infatti al quarto posto, con Sicilia e Campania che detengono la maglia nera e Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, come le aree piu' "ricche" di offerta formativa ed extracurriculare per i minori.

In questo ritratto dell'Italia, che emerge dal rapporto inedito di Save the Children Liberare i bambini dalla poverta' educativa: a che punto siamo? e dal relativo indice di poverta' educativa (IPE) regionale presentato oggi a Roma in occasione della Conferenza di rilancio della Campagna Illuminiamo il Futuro, la situazione dell'Abruzzo mostra elementi positivi, ma anche gravi lacune nell'offerta educativa per i bambini e adolescenti.

 In Abruzzo l'offerta di servizi all'infanzia e' poco al di sotto della media nazionale: solo il 10% dei bambini tra 0 e 2 anni puo' accedere ad un asilo nido pubblico o usufruire di un servizio integrativo (contro il 13% a livello nazionale), un dato molto lontano dalle regioni piu' virtuose come l'Emilia Romagna che arriva a quota 27%. Anche il tempo pieno sembra essere un miraggio per la maggior parte dei bambini e ragazzi abruzzesi: nelle classi delle scuole primarie e' assente nell'87% dei casi e la situazione non migliora molto nelle scuole secondarie di primo grado, dove e' l'86% dei ragazzi a non poter frequentare la scuola tutto il giorno. Ancora una volta risultati molto al di sotto non soltanto delle regioni piu' virtuose, ma anche dalla media nazionale, soprattutto nel caso della scuola primaria, che si ferma al 68% (la media nazionale per la secondaria di primo grado e' dell'80%).

L'offerta di mense scolastiche, gia' inadeguata a livello nazionale (48% senza mensa), peggiora drasticamente in Abruzzo, dove il 59% delle classi non hanno a disposizione questo servizio. Secondo i dati OCSE-PISA, in Abruzzo il 58% di studenti frequenta scuole dotate di infrastrutture insufficienti a garantire l'approfondimento, un dato vicino alla media nazionale, ma che rappresenta comunque oltre uno studente su due. Un dato relativamente positivo e' invece rappresentato dal progetto Scuola 2.0, rappresentato dalle aule dotate di connessione internet veloce, che in Abruzzo manca nel 26% delle classi.

 
Restano pero' ancora molto limitati i programmi didattici volti a favorire l'acquisizione di competenze digitali da parte dei minori. A risentire per primi delle mancanze formative sono i ragazzi, che ottengono risultati non sempre sufficienti nelle performance scolastiche, che pero' sono poco al di sopra della media nazionale: quasi il 22% dei quindicenni non raggiunge la soglia minima di competenze in lettura e il 27% in matematica (20% e 25% le rispettive medie nazionali).

In Abruzzo una delle performance migliori in Italia sul fenomeno della dispersione scolastica, che mostra una percentuale di ragazzi che lascia precocemente la scuola che si attesta al 10%, in linea con la soglia massima del 10% fissata dall'Unione Europea per il 2020 e al di sotto della media nazionale che si ferma al 15%. In Abruzzo la privazione culturale e ricreativa per bambini e ragazzi e' molto marcata e raggiunge il 70%, al di sopra della media nazionale (64%).

 L'analisi di Save the Children conferma la stretta correlazione tra poverta' materiale e poverta' educativa: e' proprio nelle regioni ai primi posti nella classifica di Save the Children sulla poverta' educativa che si registrano i tassi di poverta' piu' elevati d'Italia. In Italia sono 1.045.000 i bambini che vivono in poverta' assoluta e poco meno di due milioni quelli che vivono in poverta' relativa (il 19%). "I bambini che vivono in condizioni di forte deprivazione economica sono i piu' esposti alla poverta' educativa, che li colpisce spesso gia' nei primi anni di vita, determinando un ritardo nell'apprendimento e nella crescita personale ed emotiva, che difficilmente potra' essere colmato crescendo", spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children.

"Coloro che nascono in condizioni di svantaggio e ai quali vengono negate le opportunita' di apprendere, saranno gli esclusi di domani. Un Paese che non garantisce diritti, doveri e opportunita' uguali per tutti, soffocando sul nascere le aspirazioni e i talenti dei nostri figli, non e' solo un Paese ingiusto, ma un Paese senza futuro". Per contrastare la poverta' educativa, nel maggio 2014 Save the Children ha lanciato la campagna Illuminiamo il Futuro, per sensibilizzare le istituzioni e contrastare il fenomeno. La campagna si caratterizza quest'anno per la nuova iniziativa "7 Giorni per il Futuro", una settimana con circa 400 eventi e iniziative in tutta Italia, promossi da circa di 250 tra enti e associazioni, dedicati ai bambini e alle famiglie per informare e sensibilizzare sull'importanza delle risorse educative per la crescita dei piu' piccoli.