LA SANITA' CHE COSTA

Cup unico, il caso è da record: 50 telefonate per prenotare una visita

L’assurda odissea di un utente che denuncia l’episodio a Ministero e Procura

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Cup unico,  il caso è da record: 50 telefonate per prenotare una visita

ABRUZZO. Cinquanta telefonate al Cup unico, il centro di prenotazione, per riuscire a prenotare una visita specialistica in convenzione, 50 tentativi andati a vuoto.

E’ l’incredibile storia che racconta un nostro lettore e che è finita anche in un reclamo ufficiale alla Asl di Chieti e per conoscenza anche al Ministero della Salute e alla procura.

Qualcuno prenderà provvedimenti o darà risposte?

Intanto provate ad immaginare di inforcare il telefono per ben 50 volte, con una impegnativa rossa in mano. Il procedimento dovrebbe essere di quelli semplici: due battute con il telefonista e via, preso l’appuntamento.

Invece, oltre i ben noti problemi di riduzione di reparti, servizi e ospedali, bisogna anche avere molto tempo per poter riuscire a curarsi nell’Abruzzo del 2016.

Ma non sempre funziona così. Passi qualche attesa di troppo, il centralino magari ingolfato in determinati orari, ma è possibile dover ripetere il numero ben 50 volte prima di vedersi riconoscere il diritto di prenotare una visita?

E’ scusabile dover impiegare 5 giorni per una operazione così semplice e un cup unico costato milioni di euro?

Tutto parte quando Cesare Augusto De Marco telefona al Cup al numero 800.827.827: selezionando la Asl 2 Abruzzo, il risponditore automatico parcheggia la sua chiamata in attesa; attesa che però dura oltre 10 minuti e termina con un improvviso tu-tu-tu senza aver parlato con alcun operatore.

Il risponditore automatico, prima di terminare a vuoto la chiamata suggerisce all’utente di lasciare un recapito telefonico per essere richiamato dagli operatori del Cup.

«Sono 5 giorni che tento», racconta il nostro lettore, «provo a chiamare ripetutamente a distanza di 1 ora tra una chiamata e l'altra. Per un totale di circa 40 tentativi. Ma gli operatori del CUP latitano. Nessuno risponde. Nessuno mi richiama al recapito che ho lasciato».

Stanco di continuare a tentare invano, dopo 5 giorni di frustrante inefficienza del servizio pubblico ma privatizzato, deciso a pretendere che il servizio di prenotazione in remoto funzioni («in quanto pagato con soldi pubblici, quindi anche miei»), De Marco non si arrende e decide di non andare a prenotare "fisicamente" presso uno dei Cup "fisici" della ASL. «Mi decido di andare a fondo e segnalare la questione».

Così si arma di buona volontà ed inizia a contattare i recapiti "amministrativi". E qui inizia la seconda parte dell’odissea con la quarantunesima chiamata:  alle 10:55 contatta l’Urp di Chieti ma nessuno risponde.  La telefonata numero 41 scatta alle 11: ancora un numero dell’Urp di Chieti ma anche lì non risponde nessuno. Sedici minuti dopo riprova. Niente ancora. Un minuto più tardi stesso numero e finalmente arriva una risposta.

 «Riesco a parlare con un operatore, sporgo reclamo verbale relativo al non funzionamento del CUP telefonico. Chiedo informazioni sull'azienda vincitrice dell'appalto pubblico di gestione del CUP regionale, informazioni che mi vengono date solo quando richiamo 15 minuti dopo, ovvero dopo aver lasciato il tempo all’operatore di informarsi».

L’utente scopre così che il Cup unico è gestito dalla Gpi di Trento. Ma la ricerca non finisce qui: alle 12.04 un’altra telefonata al responsabile dell'Attività di Amministrazione dei Presidi Ospedalieri e la richiesta è sempre quella:  conoscere i dati dell'azienda vincitrice dell'appalto pubblico di gestione del CUP regionale. Ma sembra che questa notizia sia molto vicina al segreto di Stato.  La responsabile dell’ufficio sostiene di non essere tenuta a dare «certe informazioni» che possono arrivare solo dopo una richiesta scritta.

 Alle 12.30 ancora una telefonata  al Cup, selezionando però l'opzione per parlare con il servizio di prenotazione della ASL 3 Abruzzo (ovvero Pescara): L'operatore risponde.

«Chiedo se hanno un qualche disservizio tecnico», racconta l’utente. «L'operatore mi riferisce che il Cup è perfettamente funzionante e che non è a conoscenza di alcun problema. Racconto tutta la vicenda e l'operatore mi passa il suo diretto responsabile. Il responsabile, con malcelato imbarazzo, non sa cosa rispondermi. Chiede scusa. Mi chiede il mio numero di cellulare impegnandosi a richiamarmi dopo pochi minuti per dargli il tempo di cambiare postazione e procedere lui stesso ad effettuare le mie prenotazioni».

Nove minuti dopo la telefonata numero 47: «vengo ricontattato dall'operatore del Cup e finalmente dopo 5 giorni di tentativi frustranti e mezza giornata buttata nell'improduttività di ripetute chiamate per cercare di far valere i miei diritti di cittadino che si scontra con una Pubblica Amministrazione inefficiente. Esprimo il mio sdegno per le mille complicazioni, per il Cup inefficiente, il personale non qualificato, la non reperibilità di gran parte dei contatti pubblicati sul sito dell’ Asl di Chieti, l’assenza totale di trasparenza nel reperire dati sulle aziende che hanno in gestione servizi pubblici, il fatto che ho dovuto utilizzare Google e la stampa locale per poter risalire al nome di GPI SPA quale azienda vincitrice dell'appalto di gestione del cup unico regionale».

 

Alessandra Lotti