POZZI SENZA FONDI

E alla fine ecco un altro milione per far funzionare Dedalus

Con i soldi pubblici si risolvono tutti i problemi creati dalle istituzioni inefficienti

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Luciano D'Alfonso

Luciano D'Alfonso

 

 

ABRUZZO. E dopo tanto clamore anche mediatico e la scoperta di una procedura amministrativa costata un occhio senza produrre nulla, arriva immancabile l’ennesimo finanziamento pubblico.

Esattamente 1.268.000 euro dal Dipartimento della Salute della Regione Abruzzo all’Arit, l’Agenzia regionale per l’informatica e la telematica, per portare a compimento la intricatissima procedura di avvio del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) all’interno del progetto “MMG - Rete di medici di medicina generale", secondo quanto previsto dalla delibera n. 1124 del 29 dicembre 2015.

E’ quanto prevede una determina firmata ieri dal direttore del Dipartimento, Angelo Muraglia. Ecco la soluzione trovata dopo mesi e mesi di lavoro e di incontri con la società Dedalus spa che ha vinto un contestato bando nel 2006 e che per oltre 10 anni non è riuscito a portare a termine il progetto commissionato nella noncuranza generale degli enti pubblici.

Nel provvedimento si specifica che la somma servirà a: avviare l’iter delle implementazioni proposte dalla società Dedalus spa; avviare in esercizio la nuova anagrafe web integrata con tutti i sistemi intra ed extra regionali; concludere le attività di analisi, verifica, definizione e realizzazione delle procedure connesse al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 178 del 29 settembre 2015; far adottare all’Arit e alle Asl abruzzesi un sistema che regolamenti aspetti legali e modalità tecnico-operative per il trattamento dei dati personali secondo le modalità stabilite dal DPCM n. 178/2015 e dalle “Linee guida in materia di dossier sanitario” emanate il 4 giugno 2015 dal Garante per la protezione dei dati personali.

Con la stessa determina viene liquidata la somma di 442.775,83 euro in favore dell’Arit per il pagamento dei servizi di assistenza e manutenzione per il progetto relativi al periodo giugno 2013 – maggio 2015.

«Poco dopo essere arrivato in Regione – ha commentato il Presidente Luciano D’Alfonso – ho appreso dell’esistenza di un fantasma che rispondeva al nome di Dedalus. Una creatura della quale non si sapeva praticamente nulla ma che succhiava soldi dalle casse pubbliche. Oggi abbiamo dato una forma vitale a quell’ectoplasma, trasformandolo in uno strumento che presto rivoluzionerà il sistema della sanità abruzzese».

Peccato che sia costato già oltre 7 mln di euro, che le ragioni ed i misteri persistono tutti, che non si capisce di chi siano le responsabilità di tanta inefficienza, che non risultano nemmeno provvedimenti disciplinari o azioni di rivalsa verso i legali rappresentanti dell’Arit  e che alla fine dei conti bisogna aggiungere ancora più di un milione di euro di soldi pubblici per risolvere i problemi creati chissà da chi e perché.

Ancora una voce da aggiungere alla lunga lista dei costi prodotti dalla politica del silenzio.

LE TAPPE

La gara per l'affidamento del progetto “MMG Rete di medici di medicina generale" viene bandita dall’Arit nell’ottobre 2005 su finanziamento Cipe. Vince la società Dedalus spa in associazione temporanea di imprese con Telecom Italia. La seconda società in gara, Finsiel, ricorre avverso l’aggiudicazione.

Il 15 giugno 2007 il Consiglio di Stato dà ragione alla Finsiel e la considera vincitrice dell’appalto ma l’Arit non dà applicazione alla sentenza; parte quindi una richiesta di risarcimento per 1,3 mln di euro nei confronti dell’Arit per il mancato subentro.

A luglio 2009 l’Arit liquida ad Almaviva (subentrata alla Finsiel) 233mila euro quale risarcimento.

Il 27 settembre 2011 – sei anni dopo l’aggiudicazione dell’appalto, il cui costo complessivo è di 5,6 milioni di euro – avviene il collaudo con esito positivo, ma il progetto non entra in funzione.

Il 28 ottobre 2014, cinque mesi dopo la sua elezione il Presidente D’Alfonso parla per la prima volta della vicenda in Consiglio regionale evocando «il fantasma di Dedalus» del quale dice: «Ho cercato informazioni, ad oggi non le ho trovate». E poi: «Io voglio sapere tutto ciò che rallenta il processo di erogazione di servizi di qualità nella sanità».

Il 29 dicembre 2015 – dopo numerosi incontri a vari livelli – la Giunta regionale approva la delibera n. 1124 nella quale è contenuto il cronoprogramma degli adempimenti a carico dell’Arit, del Dipartimento regionale della Salute e delle Asl coinvolte, finalizzati all’attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico in tempi rapidi.

+++ LA VERGOGNA DEDALUS

 

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