SANITA'

Progetti obiettivo, ecco la prova che vengono utilizzati per tappare il deficit

Provvedimento contabile urgente del commissario: rendicontazione mai fatta dal 2011

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

868

Progetti obiettivo, ecco la prova che vengono utilizzati per tappare il deficit

D'Alfonso e Chiodi

 

 

ABRUZZO. La verità prima o poi verrà a galla. Sui conti della sanità di cui tanto si parla senza carte e delle «belle figure» fatte al tavolo di monitoraggio manca poco per conoscere quello che è davvero accaduto nell’ultimo anno.

Intanto trapelano (per forza) notizie che si stanno tenendo segrete da anni.

La verità che emerge oggi è che i progetti obiettivo (fondi per 35 mln di euro vincolati e che dovevano essere rendicontati dal 2011)  serviranno per coprire il deficit accumulato dal 2014 ad oggi. Purtroppo tutto merito della giunta D’Alfonso.

Lo si evince da un decreto pubblicato il 23 aprile scorso dal non ancora ex commissario alla sanità (siamo a maggio 2016 e l’Abruzzo ha ancora un commissario….), Luciano D’Alfonso che dà indicazioni contabili alla Asl di Pescara.

In estrema sintesi e semplificando D’Alfonso "recupera" dalla Asl di Pescara  9,2mln di euro di progetti obiettivo inutilizzati fino al 2011 per finanziare le spese sostenute nel 2015.

Cioè,  in pratica come già anticipato da PrimaDaNoi.it si tolgono i soldi a ricerca e servizi pubblici per magari destinarli a nuove spese sopraggiunte nel frattempo e non coperte, magari per esempio quelle inerenti l’aumento del budget delle cliniche private, Pierangeli e Villa Serena.

 

Il decreto 40 firmato il 23 aprile da D’Alfonso (ma non dal sub commissario Zuccatelli), è posteriore al tavolo di monitoraggio di aprile e conferma da fonte autorevole documentale come il disavanzo per il 2015 ci sia e sia anche di non lieve entità.

Eppure l’Intersindacale da anni chiede le  carte per capire come siano stati spesi i 35 milioni di euro e come sono stati rendicontati ma proprio pochi gironi fa la Regione aveva negato le carte per mancanza di «interesse diretto» del sindacato. Ma come detto la verità prima o poi verrà a galla…   

 

Nelle premesse del decreto si sottolinea peraltro che per il 2014 le Asl presentano dei residui accantonati (quindi Chiodi chiudeva in attivo senza nemmeno far ricorso alle riserve),  mentre il 2015 si è chiuso al quarto trimestre in forte disequilibrio economico, tanto da dover ricorrere anche ai fondi non rendicontati dei progetti obiettivo per far quadrare i conti.

Che dall’incontro romano sia arrivata una sonora tirata d’orecchie che abbia poi indotto il commissario ad aggiustamenti dell’ultim’ora?

Il punto è sempre quello: l’obiettivo è cercare di chiudere in pareggio e dunque cercare di porre finalmente termine al commissariamento una volta per tutte. Ma siccome da metà 2014 non si sono tagliate le spese, anzi sono aumentate di molto,  c’è ora, a posteriori e a cose fatte, l’esigenza di trovare un pareggio con la solita ingegneria contabile spostando di qua e di là qualche sommettina tanto per far quadrare i bilanci. La sostanza però rimane che  ancora una volta a soccombere sono le norme che impongono il vincolo di quei fondi: cioè i 35 mln di euro sono strettamente vincolati a progetti veri che hanno appunto un obiettivo preciso che non è quello di tappare i buchi di bilancio.

Peraltro dal documento si evince come dal 2011 quei fondi non sono stati rendicontati e cioè non spesi, e sarebbe pure il caso di capire come mai.

Insomma non esattamente un esempio di buona amministrazione e nemmeno di buona offerta sanitaria.

E fin qui i servizi sottratti ai cittadini.

C’è poi l’aspetto contabile dal quale si evince con chiarezza che tale manovra è necessaria per scongiurare il disavanzo (ma non è detto che ci si sia riusciti) e nel caso il blocco del turn over del personale e l'addizionale Irpef nella misura massima non ce li toglierà nessuno.

 

Il punto non è secondario perché il decreto in oggetto parla di una sola Asl (quella di Pescara) ma non si può al momento escludere che anche le altre Asl siano in deficit per cui sarà necessario attuare manovre simili…

In questo caso oltre i progetti obiettivi che andranno a farsi benedire per l’ennesimo anno ci sarebbe la prova che il disavanzo sanitario ammonta a molte decine di milioni magari qualche centinaio di milioni di euro.

Tutte queste “deduzioni” sono purtroppo obbligate perché, come detto, in materia sanitaria da un anno mancano i verbali delle riunioni del tavolo di monitoraggio e in materia l’attuale amministrazione preferisce parlare invece di far vedere le carte, come in un infinito poker dove vince sempre l’avversario senza mai far vedere il punto.

 

 

Decreto40