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Membro staff D’Alfonso contro i dirigenti su Facebook: «non lavorano gratis il sabato? Lesa maestà»

Sospiri: «Il presidente rimuova Marconi dall’incarico»

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Staff D’Alfonso contro i dirigenti su Facebook: «non lavorano gratis il sabato? Lesa maestà»

PESCARA. «Parla dei vecchi interinali che vogliono essere stabilizzati senza concorso, immagino. Quasi tutti infilati dal centrodestra'».

Così su Facebook Andrea Marconi, ex consigliere comunale del Pd oggi nella segreteria del presidente Luciano D’Alfonso ha scritto nel giorno della festa del lavoro.

Lorenzo Sospiri (Forza Italia) è saltato sulla sedia e si è convinto che Marconi parlasse dei precari di Attiva, 65 ex lavoratori che da mesi stanno protestando davanti al Comune per chiedere all’amministrazione Alessandrini di risolvere la loro questione.

Il consigliere regionale di centrodestra ha parlato di «post offensivo e gravemente lesivo della dignità» dei lavoratori, arrivando a richiedere la revoca dell'incarico attribuito in Regione a Marconi, dipendente della Camera di Commercio ‘prestato’ a D’Alfonso, «evidentemente colto da sentimenti di onnipotenza, che, bonta' sua, non restera' comunque disoccupato e tornera' al proprio impiego nell'ente camerale di Chieti».

E sempre secondo Sospiri, Marconi con il suo post avrebbe dunque svelato quello che si pensa in casa Pd degli interinali Attiva, ovvero raccomandati che non meritano di essere salvati.

Ma Marconi smentisce a stretto giro, assicura che il consigliere regionale di Forza Italia ha preso un abbaglio: «stavo replicando ad un post nel quale si parlava di ex interinali della Regione», scrive in una nota. «La parola “Attiva” non viene mai menzionata, neanche nel prosieguo della discussione virtuale, tant’è che nessuno degli interlocutori vi fa riferimento».

Dunque i lavoratori possono tranquillizzarsi, lo stesso Marconi si augura che la vicenda si risolva favorevolmente al più presto.

Ma qualche commento più sotto, sempre nel post incriminato, non manca invece qualche frecciata ai dirigenti della Regione, spesso presi di mira anche dal presidente D’Alfonso. La loro colpa (grave), secondo Marconi, sarebbe quella di non spendersi per l’Ente per cui lavorano durante il fine settimana e di… riposarsi, al contrario del presidentissimo che affila week and lavorativi uno dietro all’altro (e non come il suo predecessore Chiodi, annota il velenoso Marconi).

Quello della qualità e della quantità del lavoro e dei tempi troppo lunghi è un ritornello che il presidente D'Alfonso ripete spesso se non altro per tenere fede a quello slogan che lo ha portato al vertice della amminstrazione (una "regione veloce" che è rimasta inchiodata ai manifesti).

Qui le parole esatte dell’esponente dello staff del presidente: «sì, il sabato con regolarità, e qualche volta anche la domenica, lo staff di Luciano D'Alfonso lavora gratis per la Regione. Una sana abitudine che cozza con le ataviche e consolidate abitudini regionali, sia aquilane che pescaresi. Una sana abitudine che non possiedono, ad oggi, molti dei lautamente pagati dirigenti regionali, soprattutto quelli "epurati" (e magari epurati anche per questo). Per i quali, presentarsi una tantum il sabato mattina sul posto di lavoro, appare ancora oggi come un delitto di lesa maestà».

Va bene contestare i lavoratori qualora non si spendessero abbastanza durante l’orario di lavoro ma addirittura incolparli di riposarsi o di non voler lavorare gratis è un altro tassello che dimostra come il mondo della politica sia ormai irreversibilmente capovolto.

Lode a chi volontariamente decide di prestare la propria opera gratuitamente ma attenzione a pretendere lavoro gratis perchè varcare il limite dello sfruttamento è un attimo.

Che a sfruttare sia un ente pubblico, poi, sarebbe una bestemmia altrova ma non qui.