SOCIAL INVETTIVA

E l’ira di D’Alfonso si abbatté sull’europarlamentare

Dopo l’interrogazione sulla Saga su Facebook il pensiero del presidente contro la grillina

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Consiglio regionale: canoni idroelettrici, sanità e nuove minacce di querela di D’Alfonso

Luciano D'Alfonso

 

ABRUZZO. Per usare un termine dolce si potrebbe parlare di “critiche aspre”, dure, pesanti censure sul suo operato e sul suo essere, sulle qualità, sulla cultura e sulla sua attività parlamentare, sulla sua inutilità. Diciamo che il giudizio del presidente Luciano D’Alfonso sulla europarlamentare abruzzese di Vasto, Daniela Aiuto, non è stato né leggero, né elegante e nemmeno privato, consegnato infatti alla sua pagina Facebook.

Siccome un post era poco D’Alfonso dalle 23 di ieri fino ad oltre mezzanotte ha voluto aggiungere ed aggiungere considerazioni non sul merito della vicenda ma sulle presunte qualità della rappresentante eletta a Bruxelles.

D’Alfonso -come fa praticamene sempre quando lancia invettive- non fa mai il nome del suo obiettivo e questo gli costa fatica perché poi –anche sollecitato- aggiunge così tali e tanti spunti e informazioni che poi la conversazione sul convitato di pietra  risulta grottesca.

Ma che cosa è successo?

D’Alfonso dopo il nostro articolo ha scoperto che Daniela Aiuto, europarlamentare grillina, aveva posto due interrogazioni alla commissione Europea diversi mesi fa informando il vertice di controllo europeo sugli aiuti di Stato alla Saga e di quanto era accaduto in Abruzzo con i finanziamenti erogati dalla Regione e per tre volte bocciati dalla Corte costituzionale. Aiuto ha anche chiesto lumi sulla vicenda Ryanair con i milioni di euro girati direttamente senza bandi, grazie ad un contratto rimasto segreto fino al 2015.

Domande che hanno provocato la risposta della commissaria europea per la concorrenza Margrethe Vestager che in poche righe ha risposto che non ci sono infrazioni aperte e che gli elementi indicati sono insufficienti lasciando intendere che la vicenda non interessa e non sarà approfondita.

Questi i fatti che letti con gli occhiali del presidente della Regione Abruzzo diventano una azione gravissima contro la stessa terra d’origine, iniziativa tanto deplorevole tanto da meritarsi condanne reiterate  sulla piazza sociale.

  

L’INVETTIVA HA INIZIO

 

D’Alfonso nel suo post scrive

 

 

Sembra che un parlamentare europeo, casualmente eletto, abbia profuso tutte le energie per far chiudere l'Aeroporto d'Abruzzo. Si tratta di organizzare il ricorso ad un antico istituto austroungarico, ..a questo punto.
Attivare la "decadenza per nullita' del mandato popolare".
Gli abruzzesi devono sapere chi fa cosa contro l'Abruzzo!Nelle prossime ore, per tanti giorni, dobbiamo concentrare le evidenze su questa strana esistenza di Parlamentare Europeo ..

 

 

 Ma gran parte del resto viene aggiunto nei vari commenti allo stesso post

 

Come si puo' arrivare a tanta contorsione mentale? Chiedero' consiglio al Prof Umberto Silva

 

Umberto Eco suggerirebbe un processo sommario in piazza..

 

Panfilo Gentile proporrebbe il confino e farebbe avanzare la proposta della democrazia dei migliori, mai piu' candidati a caso, per evitare gli eletti per caso

 

Dante Alighieri creerebbe uno spazio riservato ai "dannosi" nei gironi piu' infuocati

 

 

Nel mio paese, Lettomanoppello, "misciacchie" "comunista delle bombe", come amava definirsi, lo avrebbe riempito di parolacce dialettali. Cominciando con il sostenere : "che ce vo sciai, dallu zeru"?

 

 

Ma fin qui in pochi avevano capito di cosa stesse parlando ed allora qualcuno gli chiede di essere esplicito (chissà perché poi non esserlo…).

La chiarezza, però, pare possa arrivare solo dopo aver «divorato un litro di Centerba» che possa agevolare un eloquio che rispetti il suo pensiero e così D’Alfonso fornisce un altro indizio enigmatico sull’oggetto della sua ira

 Pare che abbia un nome che coincide con un sostantivo

 

E subito un utente vince il premio per aver risposto esattamente all’indovinello: “Aiuto”.

 Si tratta di un invettiva composita e articolata e così D’Alfonso propone l’eliminazione dell’elettorato passivo, cioè la possibilità a chi gli è sgradito di essere eletto in Parlamento, oltre a proporre l’idea di un esame preventivo per evitare «parlamentari d’arredo» e poi ripete il concetto «perché l’italia sbatte con colonie temporanee di eletti da arredamento?»

 

E poi ancora

 

nel medioevo si sarebbe usata la maledizione del confino altro che le serate benoltriste dei casuali di oggi

 

Tra deprivati del pensiero critico e esercenti dell'arredamento parlamentare hanno fatto partire una bomba all'idrogeno contro l'Aeroporto d'Abruzzo. Spero di incontrarmi questi scienziati della terra di Gaja in una trasmissione televisiva senza conduzione disperata

 

Tra citazioni di aneddoti dannunziani e l’utilizzo che ne faceva dell’urina, D’Alfonso incappa nella segnalazione di un utente che gli fa presente che sul sito della Saga gli orari degli aerei non sono aggiornati (a proposito di buona gestione…) ma la cosa non è ritenuta rilevante, né grave.

 Allo strabordare del presidente prova a porre un freno Augusto Lino che riassumere l’accaduto per agevolare la comprensione di tutti e tenta di spostare la prospettiva provando a raddrizzarla un po’.

 

«A quanto pare», spiega Lino, «un parlamentare europeo ha chiesto lumi sulla gestione dell’aeroporto abruzzese e sui presunti aiuti di Stato elargiti a Ryanair. Questo viene interpretato dal presidente della nostra Regione, Luciano D'Alfonso, come "profondere tutte le energie per far chiudere l'aeroporto d'Abruzzo". Presidente della Regione Abruzzo perchè non suggerisci al presidente della Saga SpA di pubblicare il famoso piano industriale che dovrebbe far reggere l'aeroporto sulle proprie gambe? In questo modo tutti gli abruzzesi (o almeno quelli interessati) si renderebbero conto e capirebbero quali sono le politiche intraprese che porterebbero a questo risultato. E sarebbe un bene per tutti. Credo che nessuno voglia far chiudere niente e nessuno. Ma siccome i cittadini abruzzesi ripianano ogni anno le perdite della Saga SpA ( partecipata dalla R.A. al 99,99%) sarebbe forse opportuno che chi ci mette i soldi sapesse dove vanno a finire e come vengono utilizzati. E ricordo a me stesso e a chi ti legge che lo scorso anno la Regione ha ripianato i debiti della Saga SpA con ben €10.000.000 (dieci milioni di euro). Se poi qualcuno dimostrasse in qualche modo e con qualche numero (e non con le solite battute) la ricaduta sul territorio abruzzese dei soldi spesi nella Saga la faccenda potrebbe rendere tutti un po' più sereni. Ti sembrano tanto strane queste richieste?»

 

Ma D’Alfonso preferisce non rispondere nel merito ma lanciare ulteriori enigmi che dovrebbero indurre l’interlocutore ad indietreggiare poiché chi parla conosce segreti che potrebbero essere imbarazzanti…

 

D’Alfonso:

Augusto ti assicuro che valgono di piu' i sostegni agli aeroporti minori, che anche l'Europa valorizza , che i contratti di sostegno alla ortopedizzata ARIT. 5 anni di Arit sono pesati come 12 anni di SAGA. Gli aeroporti minori d'Europa hanno vissuto la stessa esperienza di Saga. Ti assicuro che Arit ha avuto una storia originale, che non avra' il mio disinteresse.

 

 

Che c’entra l’Arit? Augusto Lino è stato per molti anni a capo dell’Arit nella peggiore stagione di quell’ente pubblico nebbioso e terra di clientelismi di tutti i colori (tra l’altro anche ai tempi in cui era sempre assessore regionale Donato Di Matteo oggi nella giunta D’Alfonso) e sperperi indegni durati oltre un decennio e che nessuno mai ha denunciato. Compreso D’Alfonso che dimostra di conoscere a fondo la vicenda  e conferma i danni alle casse pubbliche e la pessima gestione.

 

Poi evidentemente l’ora si fa tarda e la giornata è stata lunga anche per il Presidente che si concede il meritato riposo lasciando ai posteri l’ennesima pagina sulla quale riflettere e che ha il grande pregio di far conoscere -a chi lo voglia- molto meglio e più intimamente l’uomo che oggi rappresenta l’Abruzzo.