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Parco Regionale Sirente Velino: «la Regione approvi subito il piano»

«Netto no all’ennesima ed inutile contro riforma»

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Allarme ambientalisti, «c’è un piano segreto per distruggere Parco regionale»

L’AQUILA. Si è svolta ieri a L’Aquila una riunione sul progetto di legge sul Parco Regionale Sirente Velino, convocata dall’Assessore ai Parchi Donato Di Matteo e dal Presidente della Commissione Ambiente Pierpaolo Pietrucci, con la partecipazione delle Associazioni ambientaliste e ecologiste e di molti dei Sindaci dei Comuni del Parco.
Le associazioni hanno ribadito che per rendere finalmente il Parco realmente operativo occorre l’immediata approvazione del Piano del Parco e non l’ennesima legge di riordino (che sarebbe la quarta dalla sua istituzione).

Infatti la zonazione prevista dal Piano avrebbe potuto lanciare una gestione del territorio scientificamente fondata ed adeguata da un lato alle sue qualità ecologiche e dall’altro alle attività umane con queste compatibili.

L’adozione formale del Piano del Parco sarebbe già dovuta avvenire da oltre vent’anni, secondo le procedure previste dalle tre precedenti leggi, mai attuate, che ne prevedevano l’entrata in vigore entro 6 mesi (nel 1989), entro 18 mesi (nel 2000) ed entro 18 mesi (nel 2011), nonché la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi da parte della Giunta Regionale.
In merito al progetto di legge illustrato nel corso della riunione, le associazioni hanno evidenziato che «è molto grave la possibile esclusione dai membri del Consiglio Direttivo di quelli designati direttamente dalle Associazioni di protezione ambientale e dal Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università dell'Aquila, com'è invece previsto dalla vigente legge».

Inoltre mentre in base alla legge vigente il Direttore "risponde dei propri atti agli Organi amministrativi dell'Ente", secondo la proposta in discussione "risponde dei propri atti al Presidente dell'Ente", che stipula con lui un contratto di diritto privato di 5 anni.

«Questo è inaccettabile», dicono le associazioni, «poiché in tal modo la responsabilità tecnica non sarebbe più autonoma da quella politica, come si conviene ad ogni Amministrazione Pubblica che si rispetti, oltretutto in palese contrasto con la L.R. n. 38/1996 (legge quadro sulle aree protette regionali), che prevede inoltre che il Direttore debba essere scelto tra gli iscritti al relativo Albo nazionale».
In merito alla proposta di riperimetrazione illustrata ieri, le associazioni, pur riservandosi di studiarla in dettaglio e di far conoscere entro pochi giorni la propria opinione, hanno insistito sul fatto che ogni variazione alla superficie del Parco può essere considerata solo dopo l’approvazione del Piano del Parco, che in caso contrario comporterebbe il rifacimento per la terza volta dei relativi poderosi studi.

«Il sentire comune delle popolazioni residenti, con questo assetto economico è quello di vedere il Parco solo come una fonte di vincoli senza alcuna altra prospettiva, questo sentire alla lunga porterà alla morte dell’area protetta stessa», dice invece Simone Angelosante, già presidente del Parco Regionale del Sirente Velino.

«Per questo motivo e per riavvicinare il Parco alle popolazioni locali chiedo con forza che questa volta, nella modifica della legge istitutiva vengano inserite delle norme finanziarie che prevedano una defiscalizzazione delle accise regionali su gas da riscaldamento e su bolli auto per i cittadini residenti nei Comuni all’interno dell’area protetta. Queste azioni favorirebbero una maggiore concordia tra popolazioni locali e Parco con il risultato finale di una sinergia che non può che favorire la tutela ambientale. ed aiuterebbe il ripopolamento della montagna. Considerato che parliamo di un esiguo numero di cittadini tali agevolazioni fiscali facilmente calcolabili non produrrebbero alcun danno sulle finanze regionali».