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Alitalia. Per Pescara-Fiumicino: arriva… l’aereo senza ali

Oggi l’atteso incontro “riparatore” a Roma con i vertici della compagnia aerea

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Alitalia. Per Pescara-Fiumicino: arriva… l’aereo senza ali

 

 

ABRUZZO. Al posto dell’aereo vi offriamo il bus. Come dire che al posto del treno vi concediamo… il calesse o al posto dell’albergo vi offriamo una… tenda, al posto del pranzo al ristorante… un panino e così via.

E’ “l’equivalenza” che risulta deficitaria se si considera il servizio aereo Pescara- Fiumicino appena tagliato definitivamente con i bus che dovrebbero servire per portare nella Capitale chi aveva già acquistato il biglietto aereo.

La tratta -che secondo Alitalia avrebbe raggiunto il suo massimo sviluppo dopo tre anni di strat up- è stata bruscamente giustiziata dopo appena metà del tempo.

E se all’attivazione la Saga «per il grande successo» aveva speso parole, tempo, conferenze stampa, glorificazioni fatue, dopo oltre un mese dal timore della notizia, due settimane dalla ufficialità e diversi giorni dalla chiusura anticipata, nemmeno una parola di spiegazione è stata spesa dalla società pubblica che gestisce l’aeroporto.

Se oltre ai problemi noti di gestione (a dir poco critica) si aggiungono anche “vessazioni” ai sempre meno passeggeri che “premiano” l’aeroporto locale, allora proprio non si vede una via d’uscita a questa pena che pare un ergastolo.

Purtroppo la chiusura improvvisa e pure anticipata sui tempi non ha smosso nessuno né di Saga né di Regione a rendere conto di fronte ai cittadini, come dire che la trasparenza la decidiamo noi e diamo solo le notizie che ci danno lustro e le spiegazioni che ci vanno bene. Per le altre facciamo finta di nulla.

Intanto pare confermato l’appuntamento di oggi a Roma tra Saga, Regione e Alitalia dove i nostri eroi incontreranno l'Amministratore Delegato di Alitalia, Cramer Ball, «per valutare un sistema di reciproche convenienze Alitalia - Regione Abruzzo - Regione Umbria che porti ad un aumento dei passeggeri che utilizzano il trasporto aereo».

Bisognerà non solo convincerli della “reciprocità” ella convenienza ma anche superare i problemi relativi ad una decisione già presa e non sarà facile. Ma i nostri confidano come sempre in una grossa autostima specie se riferita alla capacità di convincimento della controparte.

E sarebbe la seconda toppa per chiudere l’enorme falla aperta da Ryanair con la minaccia di chiudere la Base (decisione attuata e non ancora revocata) ed appunto la fine anticipata del collegamento con Fiumicino per Alitalia.

«La situazione del nostro scalo è ormai agonizzante – ha detto Armando Foschi di “Pescara mi piace”- Quando la Ethiad è entrata nel capitale Alitalia, essendo che la stessa Ethiad aveva rilevato, qualche mese prima, la compagnia svizzera Darwin Airlines, e quindi aveva a disposizione due o tre velivoli della stessa compagnia, che operava con i Saab 2000 e con gli Atr 72, Alitalia ha potuto avviare i collegamenti con Fiumicino anche dagli scali di Pescara e di Perugia, assicurando ben tre voli giornalieri per Fiumicino, una linea che peraltro ha ben superato la fase di start up e ha riportato anche un buon coefficiente di riempimento con passeggeri in transito per molte destinazioni internazionali e intercontinentali. Ora però è sorto un problema, ossia la Mistral Air da aprile ha interrotto i rapporti con Alitalia e quindi non ci sono più i collegamenti su Ancona e Trieste. Ecco allora che Alitalia ha deciso di spostare su Ancona e Trieste i vettori sino a oggi utilizzati da Pescara e Perugia, cancellando questi ultimi due scali, e questo perché ha preferito continuare a investire più su Ancona e Trieste, mantenendovi un traffico già ampiamente consolidato, piuttosto che rischiare su una città come Pescara, dove Alitalia ritiene, secondo voci ben accreditate, di non aver ricevuto grande considerazione né da parte del Governo regionale del Presidente D’Alfonso né tantomeno dall’attuale governance della Saga, la società che gestisce i servizi a terra dell’aeroporto, che non si è mai neanche preoccupata di svolgere una campagna informativa per ricordare la disponibilità di tre voli giornalieri su Fiumicino».

 

Alitalia ha investito su Pescara 20milioni di euro per tre anni.

«La Saga», conclude Foschi, «non si è mai preoccupata di fare neanche un manifesto per promuovere la rotta. Anzi, peggio, la stessa Saga ha permesso l’ingresso sul nostro mercato di Air Vallè, per il collegamento con Catania due volte a settimana, e alla Blue Air per la linea con Torino tre volte a settimana, di fatto però sottraendo passeggeri ad Alitalia per le stesse destinazioni via Fiumicino, incrinando ovviamente i rapporti con la stessa Alitalia».

 

E non è finita, perché dopo Ryanair e Alitalia, la prossima rotta che rischia di essere cancellata prima ancora di venire alla luce è il Pescara-Torino.

«La Sagat, la Società che gestisce i servizi a terra dello scalo di Torino», chiude Foschi, «sta già ampiamente promuovendo la linea, che partirà a ottobre prossimo, ci chiediamo se la Saga sia stata informata visto che non ha avviato la benché minima attività di promozione di un collegamento attesissimo da un’utenza importante, come quella pendolare dei lavoratori Fiat e della Val di Sangro».