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Acea spa non paga comuni Bim Sangro: «debiti per 9 milioni di euro»

Marcozzi: «la giunta D’Alfonso che intenzioni ha?»

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Acea spa non paga comuni Bim Sangro: «debiti per 9 milioni di euro»

ABRUZZO. Ammonterebbe a oltre 9 milioni di euro, l’iperbolica cifra stimata dal raggruppamento dei Comuni appartenenti al BIM-Sangro che la società Acea S.p.a. dovrebbe sborsare da anni agli oltre 60 piccoli comuni in gran parte abruzzesi.

Proprio per questo la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi, ha depositato un’interpellanza e spiega: «chiederò al presidente D’Alfonso se e quando sia intenzione della Giunta regionale inviare formale diffida al pagamento e messa in mora della società Acea S.p.A., dal momento che detta facoltà è espressamente prevista dal Regolamento regionale sulla concessione di derivazione delle acque».

Sempre il regolamento prevede che se la Acea non dovesse provvedere al pagamento di tutto quanto dovuto entro il termine di 30 giorni, decadrebbe la concessione. Dunque sarebbe assai facile indurla al pagamento degli arretrati.

Acea è una delle principali multiutility italiane, società mista partecipata dal OCmune di Roma al 51% e da società private tra le quali una di Caltagirone. Quotata in Borsa nel 1999, è attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei business dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente.
E’ il primo operatore nazionale nel settore idrico e tra i principali player italiani nella distribuzione e vendita di elettricità e nel settore ambientale.
Il Gruppo conta oltre 7.000 dipendenti.


VICENDA SI TRASCINA DA ANNI

La vicenda, si trascina avanti da anni e più precisamente, da quando, a seguito delle novità introdotte dalla legge “Letta” sui sovracanoni BIM, è stata riconosciuta ai Comuni il diritto a percepire il versamento dei canoni da parte delle società concessionarie della derivazione delle acque per la produzione di energia elettrica.

«Nei giorni scorsi ho incontrato alcuni dei sindaci che da anni attendono queste somme, i quali mi hanno rappresentato la speranza di vedere riconosciuti i diritti dei loro concittadini e l’importanza che quelle risorse rivestono per Comuni di piccola dimensione, falcidiati dai continui tagli che i governi nazionali, fin’ora si succedutisi, hanno apportato», ha spiegato Marcozzi.


LE SOMME

Si tratta di somme che i Comuni potrebbero destinare a interventi infrastrutturali che da anni attendono di essere eseguiti, somme importanti, a titolo esemplificativo e non esaustivo: Alfedena (AQ) € 295.000, Ateleta(AQ) € 279.000, Barrea (AQ) € 545.000, Castel di Sangro (AQ) € 401.000, Borrello (CH) € 345.000, Civitaluparella (CH) € 245.000, Civitella Alfedena (AQ) € 233.000, Fallo (CH) € 171.000, Fara S. Martino (CH) € 225.000, Gamberale (CH) € 206.000, Lettopalena (CH) € 171.000, Palena (CH) € 472.000, Opi (AQ) € 289.000, Montenerodomo (CH) 167.000, Pescasseroli (AQ) € 547.000, Pizzoferrato (CH) € 315.000, Quadri (CH) € 258.000, Villa S.Maria (CH) € 411.000 e tanti altri piccoli comuni ai quali farebbero comodo tali disponibilità.

«Ci raccontano sempre che non ci sono i soldi. Ebbene, ora i soldi ci sono, basta avere la volontà di chiederli al colosso ACEA s.p.a., sempre che il titolo non crolli in Borsa dopo questa interpellanza», conclude ironica Sara Marcozzi.

Interpellanza n.18 – Pagamento Sovracanoni BIM Arretrati (1)