LA SENTENZA

Tribunale condanna la Nuova Banca Marche: interessi usurari e imprenditore fallito

L’Istituto di credito aveva iscritto azienda pescarese nelle sofferenze della Centrale rischi

Redazione Pdn

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Tribunale condanna la Nuova Banca Marche: interessi usurari e imprenditore fallito

PESCARA. Il tribunale di Pescara in composizione collegiale ha ribaltato la decisione del giudice unico ordinando alla Nuova Banca Marche di cancellare dalle sofferenze a Centrale Rischi presso la Banca D'Italia un'azienda messa sul lastrico dalla vecchia Banca Marche.

Un’azienda produttrice di componenti di arredamento industriale di Pescara, ha contestato l’applicazione di interessi usurari querelando la vecchia Banca Marche. La società è stata segnalata a sofferenza presso la Centrale dei Rischi della Banca D’Italia dalla Nuova Banca Marche con la pretesa di farsi pagare anche interessi usurari contestati.

L’azienda si è affida alla Sos Utenti e con la difesa tecnica del suo presidente onorario Gennaro Baccile e la difesa dell’avvocato Andrea Florindi di Ortona ha ottenuto la vittoria.

Il Tribunale di Pescara, in formazione Collegiale (presidente di Sezione Giudice Marco Bortone, Giudice Relatore Sergio Cassarella e Giudice a latere Federica Colantonio), ha ordina la immediata cancellazione dalla posizione di sofferenza della centrale dei rischi presso la Banca D’Italia in quanto secondo i giudici «non può che ritenersi illegittima la segnalazione fatta senza preavviso o possibilità di evitare la stessa da parte della società».

Appena la segnalazione tra gli insolventi è stata nota alle altre banche e ai fornitori, l’azienda si è vista chiudere i rubinetti del credito con restringimento immediato dei fidi e il blocco delle forniture commerciali.

Il caso è finito a febbraio scorso anche sulla Gabbia condotta da Paragone sulla 7. L’azienda si è rivolta ai giudici e dopo una prima pronuncia negativa del Giudice Unico Carmine Di Fulvio, il collegio ha accolto in pieno il ricorso, revocando la pronuncia del primo Giudice, ordinando la immediata cancellazione della illegittima segnalazione a Centrale dei Rischi e ponendo in risalto che anche la BCC di Cappelle sul Tavo, pur continuando a credere nell'affidabilità dell'azienda, aveva dovuto sospendere il rinnovo dei fidi per «l'appalesato pregiudizievole».

«Lo strumento estorsivo a cui ha fatto ricorso la Banca», secondo la Sos Utenti, «è stato proprio la minaccia e poi attuazione della segnalazione a Sofferenza in Centrale Dei Rischi presso la Banca D’Italia, senza nemmeno preavvisare l'Impresa come ha posto in rilievo il Tribunale. Le Banche», sottolinea Baccile, «o per sbaglio o per determinazione a delinquere, si scambiano i favori con degradanti segnalazioni a Centrale Rischi drenando illegittimamente risorse dalle già disastrate aziende per tappare i buchi dei loro Bilanci. Buchi ben evidenti soprattutto nelle banche fallite come la Vecchia Banca Marche. Nel caso dell’azienda di Pescara», conclude Baccile, «la constatazione più inquietante è che la Banca è subentrata alla vecchia banca fallita e non si è minimamente curata di appurare se la segnalazione fosse illegittima oppure no e che alla richiesta dell’azienda di cancellazione dalla voce Sofferenze presso la Centrale Rischi ha risposto e confermato che loro erano in regola. Ora non resta che querelarla per estorsione. Questo è il vero dramma dell’Economia delle aziende. Strozzate, spesso, illegittimamente dalla banche».

La banca è stata condannata anche ad un risarcimento di 5 mila euro in favore della società.