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Aggressione autisti su autobus, sindacato chiede tutele

«Disattesi gli impegni presi da Tua»

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Aggressione autisti su autobus, sindacato chiede tutele

PESCARA. Si riscontrano ancora una volta episodi di violenza sui mezzi pubblici della società Tua a danno di controllori e autisti, ma anche di disagio dei passeggeri che assistono quotidianamente a scene poco edificanti.

Sabato scorso protagonista dell’ennesima aggressione è stato un uomo di nazionalità nigeriana salito sull’autolinea di Spoltore Pescara. Secondo la ricostruzione degli addetti ai lavori sarebbe un veterano delle aggressioni a pubblici ufficiali e conducenti di autobus.

«Probabilmente si tratta di una persona conosciuta dalle forze dell’ordine che continua ad agire senza grossi problemi con grave pregiudizio della sicurezza dei Lavoratori della Società e dei passeggeri che frequentano i mezzi pubblici» denuncia dalla Segreteria Regionale Faisa, Luciano Lizzi.

«Ci risulta che il controllore che ha avuto l’ardire di accertare l’identità dell’extracomunitario sia stato inviato in servizio di controllo dei titoli di viaggio da solo. Al riguardo occorre prendere coscienza della necessità di garantire maggiore sicurezza sui mezzi evitando assolutamente l’invio di Personale non accompagnato in servizio di verifica dei titoli di viaggio, ma a squadre e con la presenza di agenti di pubblica sicurezza».

Il sindacato contesta il fatto che gli impegni presi nelle riunioni avute nel corso degli ultimi mesi tra le organizzazioni sindacali e l’Azienda siano stati disattesi dai funzionari di Tua che continuano ad inviare in servizio personale non accompagnato.

«Sarebbe opportuno, inoltre», continua Lizzi, «accelerare con la formazione degli impiegati che possono dare un aiuto fattivo al recupero dell’evasione e aumentare la sicurezza sui mezzi garantendo la presenza unitamente al Personale viaggiante di ruolo».

In considerazione delle numerose aggressioni che si registrano continuamente il sindacato chiede al prefetto di intervenire per sensibilizzare le forze dell’ordine e i vertici della Società per la salvaguardia della pubblica incolumità e la sicurezza dei Lavoratori dell’Azienda.

«Se necessario anche attraverso l’utilizzo di sistemi di monitoraggio continuo», dice Lizzi.